In un certo senso questo è il tuo primo Natale. Non puoi ancora vedere le lucine, i gingilli che la tua mamma ha preparato con grande impegno, il primo vero albero addobbato che la nostra casa abbia ospitato in questo periodo dell’anno. Ma sono certo che hai avvertito le onde di amore che sono arrivate da così tante parti intorno a noi.
Neanche lo sapessero già, molti ci hanno fatto regali quasi a tema. Sesto senso, o forse siamo solo noi che leggiamo tra le righe più di quanto faremmo normalmente. Per non parlare dell’abbondanza di presepi, un simbolo che ho sempre vissuto con un’alternanza di struggimento e di distacco, che ora è un richiamo dolcissimo alla maternità e all’accoglienza. Giocheremo insieme al presepe, il prossimo Natale?
La tua mamma mi ha fatto un regalo bellissimo: ha trovato l’essenza di un fiore che ci piaceva tanto a Bali, il frangipane. Le essenze tradiscono sempre la realtà, anche perché un profumo ha un tempo e un posto. Ma la sorpresa è stata risentire in quell’effluvio le tracce di un profumo che usava mia nonna. No, non lo stesso di quell’altra volta. Questa era solo la chiave che ha aperto la serratura di un ricordo tanto lontano, la memoria di un odore particolare. Ho rivisto mia nonna Olga nella camera da letto della sua vecchia casa di Venezia, seduta accanto al letto di fronte allo specchio della toilette anni ’30, mentre si faceva bella e si profumava. Come sembra tutto commovente, durante questo Natale. Come cambia la predisposizione a cogliere i particolari, quando sei felice.
I futuri nonni erano tutti qui da noi, oggi. Abbiamo mangiato insieme, ognuno aveva preparato qualcosa di buono. Abbiamo mangiato troppo, naturalmente, ma è stato bello. I tuoi nonni materni ci hanno regalato i loro tradizionali calzettini augurali per genitori in attesa: sono la prima cosa per te, anche se è indirizzata a noi. E poi una camicina, la tua prima camicina. Chissà se ti piacerà quanto ha intenerito oggi noi. Ho la sensazione che siano ancora tutti eccitati, i nonni, ma che non abbiano ancora realizzato per bene quello che sta succedendo.
Mi sono mancati molto alcuni amici, durante questo Natale. Con qualcuno di loro non sono nemmeno riuscito a scambiare gli auguri via Sms, tanto erano irreperibili, figuriamoci dare la notizia in anteprima. Alcuni estranei sanno ormai più di loro, e questo mi dispiace. A me questa cosa che ci vogliamo tanto bene e ci-siamo-ci-saremo-sempre-quando-c’è-bisogno non convince più tanto. Sono certo del bene che proviamo gli uni per gli altri e so bene quanto la vita di ciascuno sia complice nel portarci distanti. Ma il bisogno finisce per essere solo quello dei momenti più brutti: stiamo lasciando in disparte tutti i bisogni piccoli, quelli che non ti svegliano nel cuore della notte, ma magari arricchiscono ogni giorno. Domani, domani, domani… andrà meglio, avremo più tempo, saremo più vicini, parleremo di persona. Domani, appunto. Oggi, in compenso, sembra un giorno lunghissimo, almeno su questo fronte. Mi spaventa un po’ l’idea che possano lentamente diventare degli estranei, sacrificati non tanto dalla mancanza di affinità ma da urgenze che domani nemmeno ricorderemo più.
Sarà che quest’anno ho messo a fuoco quello che ritengo importante e quante poche occasioni tutto sommato abbiamo a disposizione per realizzarlo nel corso di una vita. Giulio tempo fa si stupiva di quanto poco tutti noi ci fossimo realizzati, nonostante le indiscutibili doti di molti di noi, relegati come siamo in carriere non sempre prestigiose o arenati in apparenti vicoli ciechi. Non credo di essere riuscito a fargli capire fino in fondo come aver lasciato un lavoro sicuro, aver messo in piedi una famiglia, godere della possibilità di passare del tempo con le persone che amo, rivalutare tutto ciò che di umano e di spirituale c’è nelle cose che faccio tutti i giorni e mettere tutto il resto in secondo piano, mi faccia sentire una persona più che mai realizzata e soddisfatta.
Auguro a Giulio oggi e a te domani di avere la stessa fortuna, qualunque scelta implichi la determinazione a essere felici, qui e ora, tutti i giorni.