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In libreria

Lo ha scritto Sergio il 22 dicembre 2005 in Cuore di papà1 commento

Mentre lei mi aspetta nella sala di attesa del medico con uno di quei suoi torcicollo che le rendono difficile perfino parlare, io passo qualche minuto in libreria. Cerco la zona maternità («puericultura, intende?»), per aggiungere un paio di libri al regalo di Natale di Stefania.

Ci saranno una trentina di titoli, dedicati soprattutto ai primi mesi di vita. Poca gravidanza, molto poca. Ho sempre pensato che, in una situazione come quella che stiamo vivendo, mi sarebbe piaciuto trovare un “manuale dei bimbi” per sapere tutto quel che vale la pena sapere. In realtà quel che vedo mi disturba: quasi tutti hanno un approccio analitico, strettamente medico, e mettono insieme gioie e dolori con una freddezza che poco si concilia con il nostro attuale stato d’animo. Malattie, complicazioni, cose che possono andare storte: che diamine, è tutto vero ed è bene saperlo, ma nessuno sembra soffermarsi anche sulla gioia, sullo stupore del corpo che cambia, sul rivivere attraverso questa nuova nascita anche la propria storia.

Evidentemente qualcosa ancora mi sfugge, ma oggi mi sorprende meno l’atteggiamento ansioso di molte neomamme. Non è che non considero le situazioni peggiori, penso solo che facciano parte del gioco e che tutto vada vissuto al momento in cui si presenta. Oggi è gioia e voglio godermela tutta. Domani si vedrà.

Ad ogni modo, ho trovato due libretti che potrebbero piacerle. Il primo è sullo yoga in gravidanza, in onore alla sua grande scoperta di quest’anno. Il secondo è uno di quei libri che per impaginazione e approccio difficilmente prendo in considerazione con leggerezza, ma quando l’ho sfogliato mi ha detto insistentemente «prendimi, prendimi!». Ho pensato che tra tutti quei manualoni dotti, questo era il tipo di cura che probabilmente sarebbe piaciuta a noi due.

Tocsodeché?

Lo ha scritto Sergio il 20 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Toxoplasmosi. È la prima vera parola nuova che impari in gravidanza. A quanto capisco è una malattia brutta brutta che poi si prende nemmeno così di rado (ma senza sintomi né complicazioni). Insomma, è quasi innocua. Tranne in gravidanza: in quel caso no, è molto pericolosa. Tutti ti ripetono che è molto pericolosa, tanto pericolosa, ma nessuno ti spiega bene perché. Perfino i medici fanno una faccia particolarmente crucciata e cominciano a mangiarsi le parole: «… bort… lformazion…». Ti lasciano la curiosità di saperne di più su che diavolo combini questo benedetto protozoo, che i gatti in particolare si portano in giro con allegra noncuranza.

Per noi ha la sua rilevanza, questa faccenda. Come del resto è evidente per tutti quelli che hanno gatti in giro per le case di famiglia (quattro, dai suoceri). Contavamo sul fatto che Stefania potesse averla contratta durante l’infanzia in modo asintomatico, visto che ha sempre avuto animali domestici intorno. Ma i risultati degli esami del sangue dicono che no, non ha nessun anticorpo dentro di lei, dunque è bene che d’ora in poi faccia molta attenzione. Comincio a sospettare che la combinazione suoceri, gatti, toxoplasmosi ci darà filo da torcere nei prossimi mesi.

E poi l’insalata. Mai cruda, mai meno che ben lavata. Pure lì sembra che il toxoplasma ci sguazzi, quel marrano. Il che mi accende una lampadina tra i ricordi e mi fa ripensare al periodo in cui a Milano pranzavo spesso con due colleghe incinte: mai mangiato tanta insalata. E, tra l’altro, mai visto donne tanto terrorizzate dal cibo e suscettibili verso i camerieri distratti. Ora capisco: ti mettono addosso il panico.

Uno alla volta

Lo ha scritto Sergio il 18 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Un po’ per volta lo stanno venendo a sapere i parenti e gli amici. C’è chi pensa che sia più opportuno aspettare di superare il primo trimestre. Pudore, prudenza, scaramanzia. Noi no, vogliamo gridarlo a tutti. Vogliamo condividere con tutte le persone che amiamo questa novità così bella. Sarà il clima pre-natalizio, ci sentiamo dentro l’annunciazione che rimbomba.

Alex e Valentina, che riescono a essere più riservati di noi, credo ci abbiano presi per mezzi matti (e non ci sono andati troppo lontani). Giuseppe mi ha rimandato indietro da Potenza tutte le vibrazioni che ha provato. Patrizio è un duro che poi si scioglie come burro, Mauro è un razionale a scoppio ritardato. Le bimbe, le nostre “nipotine”, richiedono un cuginetto-o. Giulio, che è sempre troppo lontano, è quello che se tu la spari grossa lui la deve sparare ancora più grossa. Mariuccia ha fatto quella faccia disorientata che conosco e poi si è sciolta, mentre Franco si congratulava come mi immagino avrebbe fatto un tempo. Ad Antonio l’ho detto tra un collegamento a Internet e una slide, non abbiamo fatto tempo a sbarellare il concetto. Saretta e Gaetano li abbiamo frastornati a tavola, e questa volta quelle lacrime mi hanno fatto felice. Stefano mi ha stretto il cuore un’altra volta, ma forse era solo che il bimbo dormiva e gli si strozzava la voce per non svegliarlo. Ilaria l’ho risentita vicina dopo tanto tempo.

Sotto a chi tocca, chi becchiamo becchiamo…

Tornare

Lo ha scritto Sergio il 17 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Due giorni in giro per l’Italia per lavoro. Che strano sentirsi lontano da casa, in questo momento. Ecco un’altra sensazione tutta nuova, una fretta tutta diversa. È sempre bello tornare a casa da lei. Ma questa volta sono tornato a casa da loro.

L’importante è certificare

Lo ha scritto Sergio il 13 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Il dottore ha detto «augh!». Ora può certificare che Stefania è incinta, in modo che lei possa poi andare all’Asl per ottenere l’esenzione e quindi tornare da lui per farsi prescrivere altri esami del sangue. Un prelievo, quattro file diverse. Sarà.

È proprio vero!

Lo ha scritto Sergio il 13 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Le analisi sono arrivate. I livelli di Hcg confermano tutto. È proprio vero, siamo incinti. Ommamma. :)

Dracula all’alba

Lo ha scritto Sergio il 11 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Stamattina sveglia presto, si va a fare il primo esame del sangue. Sarà lui a darci la conferma definitiva, anche se solo pro forma. E siccome è sabato, giorno in cui in genere ce la prendiamo comoda, ho intenzione di portare Stefi in un posto dove non mettiamo piede da tempo. E dove le paste, insieme al cappuccino, sono molto buone.

Nonni

Lo ha scritto Sergio il 10 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

L’hanno saputo oggi, i nostri genitori. Siamo andati a trovarli e abbiamo regalato loro una piccola carrozzina d’argento. Ognuno ha avuto la sua reazione, secondo il carattere e le variabili che li rendono così diversi l’uno dall’altro. Qualcuno ha capito subito, qualcuno avrà bisogno di più tempo per elaborare fino in fondo la notizia. Nessuno, con appena un po’ di stupore e sollievo da parte mia, sembra aver pensato al proprio ruolo che evolve: non si sono sentiti affatto nonni, ma ancora il padre e la madre di una figlia e un figlio che iniziano una nuova avventura.

C’era anche mia zia, dai miei. Lei, che è già nonna due volte, mi ha stupito per la sua reazione istintiva e travolgente. Ci vuole bene, ma ho come la sensazione che più di tutto voglia bene alla Vita.

Un segreto per volta

Lo ha scritto Sergio il 9 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

Mi porto dietro fin da bambino questa sensazione di voler sapere comunque più di quanto mi è concesso. E invece no, si ragiona per fasi, dice il medico di Stefania. Una per volta, e ogni volta sapremo quel che segue. Sembra una caccia al tesoro.

Lo dicevo che era strana

Lo ha scritto Sergio il 8 dicembre 2005 in Cuore di papà0 commenti

E, insomma, aspettiamo un bambino.

Oggi Stefania mi ha anticipato il regalo di Natale. Dentro c’era una lampada di Aladino (sì, insomma, quanto di più simile a) e mi ha fatto esprimere un desiderio. Poi mi ha mostrato un po’ di foto prese dai giornali, per aiutarmi a scegliere: una vacanza tropicale, tanto relax o una gita sui campi da sci in mezzo a tanti bimbi? Infine, mi ha consegnato l’indizio definitivo, un tenerissimo ciuccio d’argento.

Io ho provato un brivido dentro, il più dolce massaggio che abbia provato dentro il mio corpo. Immagino che avrei dovuto emozionarmi e scoppiare in lacrimoni, ma il fatto è che ne ero già praticamente sicuro. Nonostante Stefania abbia fatto di tutto per depistarmi e darsi il tempo di dirmelo nel modo più romantico possibile (oh, e l’ha fatto), non posso dire che sia stata davvero una sorpresa. Me l’aspettavo, dopo questi giorni di conti che non tornavano e di risposte sfuggenti. È stato un sollievo, in un certo senso, perché era quasi come sapere questa notizia così grande, senza però poterla condividere con la persona che ami e con cui più di ogni altro vorresti sfogare la tua gioia.

Mi è difficile mettere a fuoco tutto ciò che provo ora. Sento tanto calore e un gran turbinio di fondo. L’ultima volta che ho provato qualcosa del genere era alla fine di maggio di quest’anno, il giorno del nostro matrimonio. E penso che questo Natale, verso il quale entrambi eravamo più che mai ben disposti, sarà davvero molto speciale.

(Per i più attenti: sì, l’annunciazione arriva proprio mentre si festeggia l’Immacolata Concezione. Sono portato a credere che si tratti solo di una coincidenza bizzarra.)