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The Others

Lo ha scritto Sergio il 9 novembre 2006 in Cuore di papà3 commenti

In coincidenza con la conquista da parte di Giorgio del lettino e della cameretta, abbiamo pensato di dotarci del classico sistema di ascolto a distanza via radio, in modo da sentirlo piangere anche quando siamo immersi nella confusione di un’altra stanza. Inoltre, nella nostra testa, avrebbe dovuto evitare alla sua mamma di alzarsi qualche volta di troppo in occasione dei lunghi risvegli notturni – anche un’ora, tra versetti e stiracchiamenti – a cui ci ha abituato il bimbo: la sua camera è vicina alla nostra, ma quel tanto di amplificazione avrebbe aiutato a distinguere una giravolta da un pianto deciso. Così ieri primo test notturno, di cui cui segue trascrizione.

– Dorme?

– Dorme.

– Bene.

– Buonanotte. (bacio)

– Buonanotte. (bacio)

(cinque minuti più tardi, in pieno dormiveglia)

> KZZZZRRCCCRRZZZZZ!!!!

(saltano entrambi sul letto)

> Kkkzzzzrrrrzzzzjkkkk!

(angoscia)

– Ma cosa succede?

– Oh no, ma s’è già svegliato?

– Mi sembra strano, non lo sento piangere.

> Kccccrrrrzzzz!

– Ma forse è un’interferenza, di là sembra tutto tranquillo.

> Uaaaaaaaaa!!!! (echi del pianto disperato di un bimbo, di cui non riconosciamo la voce)

– Oddio, ma che è?

– Non è mica lui questo.

– Ossignur, che angoscia!

– Mi sa che è davvero un’interferenza… si vede che qualche altra famiglia qui attorno usa lo stesso accrocchio.

– E allora che si fa?

– Niente, domani cambio la frequenza; ce ne sono due apposta.

– Ma tu pensa se più tardi si sveglia Giogiò e urla nel trasmettitore: prenderanno un colpo pure gli altri.

– Eh, così siamo pari.

– Però a quel punto, sentendo le interferenze, anche gli altri passeranno sulla seconda frequenza e siamo da capo.

– Allora dovremo trovare il modo di comunicare via radio con loro. Qualcosa del tipo “Rimetta. A posto. La. Candela.“, hai presente?

(Fine della carriera notturna di un ricevitore nuovo di zecca. Si addormentano entrambi tra le risate scomposte.)

Tre mesi e un lettino (per tacer dei sorrisi)

Lo ha scritto Sergio il 6 novembre 2006 in Cuore di papà0 commenti

Mentre scrivo queste righe, Giorgio sta compiendo i suoi primi tre mesi di vita. Si è addormentato poco fa nel suo lettino, dopo una serata di grandi sorrisi, grandi rigurgiti e grandi sbadigli. Di tante piccole conquiste quotidiane da bimbo ormai sempre più consapevole, questa del lettino è la novità più bella e più grande. Non soltanto perché segna la conquista della sua cameretta (e con questa una prima separazione, simbolica, dai genitori), ma anche per come sta reagendo alla nuova situazione. Dal primo momento in cui l’abbiamo appoggiato sul materassino – spazioso e morbido come la navicella della carrozzina ormai non permette quasi più – ha cominciato a sorridere.

Ci aspettavamo proteste e resistenze, o quanto meno un fisiologico timore dei nuovi scorci e delle nuove dimensioni. Sono arrivati invece risate e versi di allegria come mai prima, e più lui rideva e più a noi si inumidivano gli occhi (come qualunque genitore fresco d’esperienza potrà capire). Si è lasciato sedurre dagli ortaggi di stoffa penzolanti dal carillon, ha guardato i colori della sua cameretta, ha fissato noi, poi s’è assopito sereno e ha fatto tutta una tirata fino alle sette e mezza di mattina. Non è la prima volta che succede, di essere benedetti da un sonno lungo e ininterrotto, ma per la prima volta il risveglio è stato altrettanto sereno: sorrideva quanto la sera prima, docile a un buongiorno che altrimenti è dominato dai crampi di fame e dal panico di essersi perso per strada almeno una poppata, felice di rivederci e di ritrovare ortaggi e colori dove li aveva lasciati.

Sarà l’ennesima rondine che non farà primavera, perché a una notte così tranquilla finora ne è seguita una oltremodo turbolenta. Ma intanto ci godiamo queste piccole gioie. Tanti auguri, Giogio, buon complemese.

Ma che cos’è questa robina qua?

Lo ha scritto Sergio il 4 novembre 2006 in Cuore di papà3 commenti

[youtube l5bwaTIbtFI]

È un video, evidentemente (dura 3’30”). Parte cliccando sul bottone che si trova al centro della finestrella. A casa Maistrello era serata da esperimenti di montaggio video, niente di tale. Un modo per farvi conoscere Giogiò “dal vivo”. Alzate il volume e buon divertimento!

Gli aforismi di Giogiò

Lo ha scritto Giorgio il 2 novembre 2006 in Sguardi di bimbi0 commenti

Chi ha i denti non ha il pane; chi non ha i denti… ha il latte!

Minorenne e vaccinato

Lo ha scritto Sergio il 30 ottobre 2006 in Cuore di papà0 commenti

Stamattina Giorgio ha fatto le prime vaccinazioni. Sorpreso a tradimento sulla gamba sinistra mentre si guardava in giro, c’è rimasto un po’ male e ha strillato per qualche secondo. Poi s’è ricordato di aver fame e se l’è messa via presto. S’è addirittura addormentato, mentre attendevamo che passasse la mezzora di osservazione. Ha dormito più del solito, a cavallo dell’ora del pranzo e quando s’è risvegliato ha cacciato urla più disperate del solito. Ma per ora non sembra avere particolari effetti collaterali.

Un nuovo inizio

Lo ha scritto Sergio il 19 ottobre 2006 in Cuore di papà1 commento

Da oggi Giogiò ha una nuova pediatra di base, che incontreremo a giorni e che ci viene descritta come persona particolarmente competente, solare e amabile: ottima combinazione, siamo molto fiduciosi. Quella di cambiare non è stata una scelta semplice: in genere siamo persone molto adattabili, di poche pretese e – per merito di Stefania, più che mio – sufficientemente empatiche con qualunque interlocutore. Inoltre la specialista precedente ci aveva fatto un’ottima impressione: clinicamente ineccepibile, molto esperta, rotta a tutte le mode degli ultimi trent’anni, poco incline a ricorrere a farmaci se non necessario.

Inseriti in una costante polemica di fondo con, nell’ordine, l’intero sistema sanitario, il sistema sanitario pediatrico, i pediatri di zona, gli ospedali, le famiglie di origine, i genitori e infine con la causa ultima di tutti i problemi, che è sempre e comunque la mamma, abbiamo spesso condiviso con lei grandi principi ma non siamo poi riusciti a spiegare quello che il nostro istinto sotto rodaggio ci aveva fatto capire del nostro bimbo. Due mesi e mezzo investiti senza successo nel convincerla che non avevamo necessariamente i difetti medi dei genitori medi di un figlio medio, ma semplicemente difetti tutti nostri di Sergio e Stefania in quanto genitori di Giorgio, ci hanno fatto pensare che la soluzione non fosse del tutto funzionale.

Lo stress neoparentale cerca soluzioni su misura, più che routine generiche e ulteriori fonti d’ansia. Giorgio è un bimbo sano e tutto sommato sereno: abbiamo semplicemente bisogno di qualcuno che ci segua durante la sua crescita, affiancando alla nostra esperienza quotidiana l’esperienza di centinaia di altri bimbi, e magari nell’immediato ci aiuti a venire a capo della sua intensa voracità. Peccato ritrovarsi, due mesi dopo, poco oltre il punto di partenza.

Il sorriso all’improvviso

Lo ha scritto Sergio il 17 ottobre 2006 in Cuore di papà1 commento

Giorni e giorni di (impegnativa) routine: nanna, cacca, pappa e costante, nervosa, spesso isterica ricerca della tetta, intervallata soltanto di rado da un sereno guardarsi attorno. Di sorrisini Giorgio ne fa già da tempo, apparentemente consapevoli. Ma la mezzora di sorrisi radiosi, gridolini nuovi e risate allegre che ha regalato questo pomeriggio a mamma e papà era come se d’improvviso fosse tornata la primavera.

Due mesi dopo

Lo ha scritto Sergio il 6 ottobre 2006 in Cuore di papà2 commenti

- Toh, è mezzanotte e un quarto del 6. Due mesi fa nasceva tuo figlio.
– Devo mettere le candeline sulla tetta?

Ritratto di famiglia

Lo ha scritto Sergio il 2 ottobre 2006 in Cuore di papà2 commenti

I Maistrello a Gaeta

La foto è di Pietro Izzo.

Talenti

Lo ha scritto Giorgio il 2 ottobre 2006 in Sguardi di bimbi3 commenti

Ho imparato a fare i rigurgiti a obice.

Una rabbia, signora mia

Lo ha scritto Giorgio il 27 settembre 2006 in Sguardi di bimbi1 commento

Mi fa così arrabbiare quando quei due non mi capiscono quando sono arrabbiato, ma così arrabbiare, che poi loro non mi capiscono di nuovo e io finisco per arrabbiarmi ancora di più. Uff.

Giogiò a Gaeta

Lo ha scritto Sergio il 27 settembre 2006 in Cuore di papà1 commento

Mese 1, Giogiò l'africano

Non che poi l’automobile lo distragga così tanto. Nè che cambiare aria lo confonda poi molto. Ha pianto tanto quanto a casa, s’è straviato come farebbe qui. S’è goduto la spiaggia di Serapo, ma non ne ha voluto sapere della pizza al Flamingo. In tanti ci hanno guardato con tenerezza, altrettanti con rimprovero nemmeno troppo muto quando piangeva a squarciagola in pubblico («guardi che quel bambino ha fame, sa?»). Nel complesso è andata abbastanza bene: più utile forse per noi, per non sentirci reclusi fino alla maggiore età del pupo; ma ci illudiamo che anche a lui luoghi, strade, arie e persone non passino del tutto invano in qualche strato della coscienza. E poi sono stati giorni di grandi incontri: Giogiò ha fatto la conoscenza di Pietro, di Giuseppe e del suo cuginetto ternano Jacopo.

Shhhhh! Non gli dite niente…

Lo ha scritto Sergio il 21 settembre 2006 in Cuore di papà0 commenti

Oggi Giogiò ha saltato spontaneamente la poppata della notte. Sarà una rondine? E soprattutto: farà primavera?

Ritrovarsi nelle parole

Lo ha scritto Sergio il 20 settembre 2006 in Cuore di papà1 commento

Zesitian, il cui blog mi folgorò in agosto per questo racconto di paternità, continua a sorprendermi per quanto bene riesce a descrivere istanti della vita di un padre, proprio nel momento in cui provo a raccogliere le idee sullo stesso dettaglio. Così oggi copio e incollo senza permesso questo, che avrei potuto scrivere io, soltanto un po’ peggio:

Mi sono sempre chiesto se sarei stato in grado di non parlare sempre di lui, di non riempire i miei discorsi di cacche e pannolini. Non saprei dire, ancora. Però sono abbastanza rincoglionito così: lascio un gran bel romanzo a 50 pagine dalla fine, il mucchio di Diario intonsi, un sacco di cose scritte da finire, faccende di politica in sospeso, carte di ordinaria burocrazia dappertutto, telefonate non fatte. Difficile resistere al rovescio della realtà, difficile non perdere schegge –pure importanti- delle proprie occupazioni. Un disordine felice e mai schiavo di qualcosa. A cui pensi con chiarezza solo quando scendi con l’immondizia puteolente alle otto del mattino.

Te lo leggono negli occhi

Lo ha scritto Stefania il 19 settembre 2006 in Cuore di mamma1 commento

Mese 1, la quiete dopo la camomilla

Ieri ho provato sulla pelle quanto sia difficile lasciare che il tuo bimbetto strepiti e pianga senza prenderlo in braccio per consolarlo o, ancor più, accontentare le sue richieste. Forti del consiglio della pediatra (una Margherita Hack della puericoltura) e con l’intento di depurare l’intestino intasato del nostro sbrisolino (che mangia come un lupo siberiano), abbiamo sostituito un pasto con un biberon di camomilla. Non l’avessimo mai fatto! Per il nostro cucciolo, che fa del piacere della poppata un’arte, è stato un affronto gravissimo.

E’ stato solo alla seconda dose che mi sono convinta della giustezza di ciò che stavamo facendo. Lui, che è una spugna, me lo ha letto negli occhi e, mentre gli spiegavo che era per il suo bene e non una tortura pianificata con cattiveria, ha ciucciato senza tante storie (seppur non convinto) il liquido giallino e dopo qualche minuto era placidamente addormentato sulla sdraietta, con l’aria soddisfatta.

Mentre lo guardavo non credendo ai miei occhi ho pensato quanto sia difficile il mestiere di genitore e quanto sia importante credere in quel che si impone. Ora che l’ho capito…qualcuno mi presta dei tappi per le orecchie?