Il medico dice che tutto procede al meglio. Giogiò questo pomeriggio stava già a testa in giù, probabilmente solo per caso, visto che ha ancora parecchio spazio per muoversi e ha tempo qualche settimana ancora prima di assumere definitivamente la posizione di lancio. Si vede che faceva le prove. Sebbene ormai ci abbiamo fatto l’orecchio, il cuore sembra sempre più forte ed è sempre rapido rapido come ci ha abituato. Insomma, mentre ci avviciniamo allo scadere del settimo mese, tutto va bene.
Il corredino potentino
Lo ha scritto Sergio il 19 maggio 2006 in Cuore di papà ● 1 commentoQuesta non l’ho ancora raccontata, ed è una delle sorprese più commoventi che ci siano capitate da quando aspettiamo Giorgio. Il giorno che ho raccontato la bella novità a Giuseppe, lui mi fa: metto subito sotto mia madre a fare una copertina per Giangiacomo (Giangiacomo è stata finora la sua interpretazione personale di centimetrino), fatemi sapere al più presto il colore che preferite. Dico: povera mamma, lasciala ben tranquilla, avrà altro da fare che la copertina per noi. Ci sarà tempo, siamo appena in dicembre.
Di tanto in tanto, nei mesi successivi mi arrivavano discreti solleciti dalla signora Rosaria, via Giuseppe: mica si sa già il sesso, che serve per scegliere il bordino? Però no, non si sapeva ancora nulla. Poi, contate le x e le y, non abbiamo più saputo nulla, se si fa eccezione per qualche occasionale frase buttata lì da Giuseppe sul fatto che avanzasse ancora un po’ di lana, e che io non ho preso molto sul serio.
Qualche settimana fa un corriere mi consegna una scatola proveniente da Potenza che aveva poco a che fare con le solite consegne di libri o di ortaggi. Questo è quello che ci abbiamo trovato dentro:

A quanto pare Giogiò ha già il suo primo corredino, cucito e ricamato a mano. Delizioso. Appena sarà abbastanza grande per viaggiare, mi sa che lo porteremo a conoscere e ringraziare di persona la signora Rosaria.
In cerca della Giogiò-mobile
Lo ha scritto Sergio il 18 maggio 2006 in Cuore di papà ● 4 commentiNel giro di una settimana ci siamo fatti una cultura inaspettata su carrozzine e passeggini. Dice: sarà mica un po’ presto? Pare di no, soprattutto se non intendi accontentarti dei classici modelli che puoi star certo di trovare con facilità anche il giorno in cui ti nasce il bimbo. Se appena ti orienti verso un trabiccolo mal distribuito da queste parti, tu sai quando ordini ma non hai alcuna garanzia di quando ricevi l’aggeggio dotato di ruote.
Così noi, presi come sempre in leggero contropiede nei tempi naturali della consapevolezza primipara, ci siamo messi d’impegno. Letto il leggibile, consultato il consultabile (anche e soprattutto su Internet), perfino fermate per strada le coppie con pupo dotate di modelli di nostro gradimento, ci siamo fatti un’idea di che cosa cercavamo e soprattutto di dove avremmo dovuto cercarla. È curioso rivalutare improvvisamente i negozi davanti ai quali sei passato da anni senza nemmeno degnare la vetrina di uno sguardo.
E, insomma, abbiamo visto di tutto: modelli a tre ruote e a quattro ruote, leggeri e pesanti, normali o tre in uno (i cosiddetti tris o trio), a chiusura orizzontale o verticale, a ruote fisse o sterzanti, con tessuto impermeabile o pail, alti e bassi, molto economici ed esageratamente cari. Ci sono soluzioni dalla linea intramontabile e progetti di nuova concezione, ipermoderni nello stile e nei materiali: in pratica puoi scegliere qualunque cosa vada dalla desueta carrozzina fine Ottocento a quegli orrendi trabiccoli che sembrano carrelli della spesa, manco a dirlo così in voga dalle nostre parti.
Fatti due conti abbiamo realizzato che anche nel caso in cui potessimo contare già su un passeggino, l’acquisto di culla/navicella e di ovetto omologato da auto avrebbe reso comunque vantaggiosa la scelta dei modelli tre in uno, ovvero i telai che permettono di inserire in funzione delle età del bimbo prima la navicella, poi l’ovetto e infine l’amaca da passeggino. Rispetto ai più tradizionali modelli a quattro ruote, entrambi abbiamo sempre avuto particolare simpatia per i tre ruote, che però in molti casi finiscono per essere molto ingombranti e spesso troppo larghi per il nostro ascensore.
Gli articoli più interessanti vengono dall’estero, mentre la produzione italiana non sembra aver azzeccato le proposte più recenti. Come uomini d’affari in giro per concessionari d’automobili, ci sono piaciuti molto alcuni modelli di produzione tedesca (solidi e scorrevolissimi), olandese (coi tessuti termici, che in Italia ti fanno caldo solo a vederli) e inglese (snodabili centimetro per centimetro). Alla fine siamo andati in cerca di un modello spagnolo ancora poco diffuso in italia – un tris a tre ruote della Jané – di cui abbiamo sentito ovunque un gran bene (soprattutto testimonianze di genitori che l’hanno usato a lungo) e che ci è piaciuto in modo particolare per la sua capacità di coniugare la praticità di un aggeggio moderno a una linea non esageratamente futurista, la comodità per genitori e bimbo alle dimensioni contenute, la maneggevolezza dentro e fuori casa a un peso molto ridotto.
La Giogiò-mobile l’abbiamo trovata al terzo tentativo, addirittura nel colore che avremmo preferito (blu e caffé) e senza la necessità di metterci in lista per la lotteria degli ordini dalla Spagna, dove pare siano alle prese con un eccesso di domanda. Va da sé, come si usa in questo caso, che fin che il bimbo non nasce – vuoi per scaramanzia, vuoi per prudenza – l’acquisto è virtuale e l’aggeggio semovente resterà parcheggiato nel magazzino del negozio col cognome di Giorgio sopra.
Bene. Ora tocca all’armadio per la cameretta.
La felicità in un “gra-gra”
Lo ha scritto Stefania il 13 maggio 2006 in Cuore di mamma ● 0 commentiL’altra sera l’aria era fina e dal nostro terrazzo al quinto piano si sentiva un odore buono di erba appena tagliata e di estate in arrivo. Un coro di raganelle ci teneva compagnia, gracidando a più non posso.
In quell’istante mi è venuto in mente il mio adorato nonno Gigi e le tante serate passate in braccio a lui ad ascoltare rapiti le rane nella roggia e a stupirsi di fronte alle evoluzioni delle lucciole del suo giardino incantato (a proposito, ma che fine hanno fatto le miriadi di lucciole che si vedevano un tempo?). E ho pensato anche alla voce di mia nonna Olga, che io imitavo strambolottando, in piedi sul davanzale della sua cucina “Bute ‘ane chife, no ga-ga nina” (ovvero: “Brutte rane schifose, che non fanno gra-gra per la mia nina”, come lei usava chiamarmi).
Che tenerezza mi ha travolto in quel momento…e che nostalgia per quei bellissimi, indimenticabili, inconsapevoli giorni! Ma ho anche pensato, d’istinto “Dai Gio-Giò, guarda quante cose meravigliose ti aspettano!”.
Ripensare casa, prima fase
Lo ha scritto Sergio il 13 maggio 2006 in Cuore di papà ● 0 commentiComplice un calo di tensione tra un blocco di lavoro e il successivo, la settimana scorsa abbiamo iniziato a riconfigurare casa per le nuove esigenze. L’effetto più evidente è che sono stato sfrattato dallo studio, dove entro breve dovrà essere attrezzato il nido di Giorgio. L’anticipo ci permette di fare qualche lavoro in attesa da tempo, con le minori complicazioni possibili per il resto della casa.
Quanto a me, nella speranza che si sblocchino altre possibili soluzioni in sospeso (il previsto allargamento all’appartamento in fianco attende novità che ormai siamo convinti non arriveranno in tempo utile), ho ricavato e attrezzato più che degnamente un angolo del soggiorno e lì mi sono accampato con la mia attrezzatura minima: una scrivania, una libreria e gli ammenicoli informatici su cui passo le giornate. I primi giorni di lavoro nella nuova situazione sono stati più che soddisfacenti, devo dire che la nuova prospettiva mi ispira molto. Ora chissà che non mi dia anche quella spinta in più di cui ho più che mai bisogno per raggiungere le prossime, incombenti e spero definitive scadenze.
Nella cameretta ora le voci rimbombano, come quando abbiamo cominciato a sistemarci in questa casa e non c’erano ancora tutti i mobili. Perfino gli odori mi sembrano quelli dei primi giorni di trasloco, quasi due anni fa. Tutto sa di nuovo inizio.
Amichetti nuovi
Lo ha scritto Sergio il 3 maggio 2006 in Cuore di papà ● 0 commentiUh, a proposito: ecco Alice.
Benvenuti nel settimo mese
Lo ha scritto Sergio il 30 aprile 2006 in Cuore di papà ● 2 commentiPochi aggiornamenti, in questo periodo. Per due ragioni, più che altro: il tentativo di chiudere un po’ di lavori (previsti, imprevisti, in ritardo) entro l’estate, con conseguenti tripli turni non troppo salutari; e una fase tranquilla quanto mi auguravo sul fronte della gravidanza.
Stefania sta bene e assume ogni giorno di più l’aspetto un po’ appesantito ma più che mai radioso che soltanto le donne in fase avanzata di attesa possiedono. Ho la sensazione che stia iniziando quell’accelerazione finale in cui tutto corre più velocemente di quanto sei pronto ad assecondare. Giogiò sembra ogni giorno più presente tra noi: non soltanto per la pancia che si espande a vista d’occhio, tra una capriola e l’altra, ma anche per come dà l’idea di reagire ai primi stimoli esterni. Magari è soltanto l’impressione alterata di un padre in scoperta, ma talvolta dà l’idea di avvertire la presenza della mia mano sulla pancia di sua madre e di cercare un contatto. Molto di quello che leggo in questo periodo, del resto, confermerebbe questa sensazione.
A proposito di letture, ho appena terminato Papà. Sapere tutto e rimanere felici. Dal concepimento ai primi mille pannolini, una sorta di guida alla gravidanza pensata per padri mediamente deficienti. Benché cerchi fin troppo l’ironia e indulga nel cinismo – due dei modi con cui il maschio è solito tentare di esprimere l’accavallamento di emozioni che lo assale – il libro è godibile e divertente, la terza via tra manuale medico e testo di parapsicologia. Bello vedere come tutto il cinismo, calcato o reale che sia, si sciolga in una disarmante dichiarazione d’amore finale al piccolo Unno appena venuto al mondo.
Mentre noi entriamo negli ultimi cento giorni, infine, ci sono belle novità anche tra le panze che ci circondano. Ieri a Pavia è nata Alice (benvenuta Alice!), seconda arrivata dopo Elettra nell’epidemia di paternità che ha gioiosamente colpito nel giro di pochi mesi l’intera ex-redazione milanese. Ne manca solo una, ormai imminente quanto il nostro, poi il gineceo lombardo sarà completo. Mentre invece da queste parti sono tutti maschietti, finora: Giogiò avrà un amichetto Giulio dalle parti della bassa udinese.
Con buona pace del calo demografico. Al punto che qualche giorno fa, passeggiando in centro a Pordenone, mi sono ritrovato bloccato come solo in macchina a Milano in un ingorgo di carrozzine.
Pensieri e parole
Lo ha scritto Sergio il 17 aprile 2006 in Cuore di papà ● 2 commentiSecondo Jovanotti «è per te ogni cosa che c’è» (Per te – 30″). Claudio Baglioni dice che «sentirai di non avere amato mai abbastanza» (Avrai – 30″). Eugenio Finardi pensa che «un giorno sarai pronto a volare» (Mio cucciolo d’uomo – 30″), che «sognerai di ballare a tempo col mio cuore» (Amore diverso – 30″) e che «tutto questo tu lo sai già» (Favola – 30″). E vorrebbe che «i miei figli fossero liberi di girare, voglio che sappiano che questa terra è la loro casa» (A blues for the Eighties). I Mercanti di Liquore si augurano che «capirai chi comanda, capirai povertà» (Ninna Nanna). Grazia Di Michele scrive che «siamo cuori a pentagramma su cui vita compone canzoni» (A mio figlio), ma tu «ciondoli per non cedere ai sogni senza nuvole» (Emanuele – 30″).
Roberto Vecchioni già sa che «tutto quello che farai lo farai per lei, per esser bello agli occhi suoi» (Piccolo pisello – 30″) e vorrebbe che tu fossi «sempre contro, finché ti lasciano la voce» (Figlia – 30″), tuttavia «perdonerai a tutti ma non a te» (Ninna nanna), perché «figlio, quante volte non s’arriva!» (Figlio, figlio, figlio – 30″). Biagio Antonacci immagina che «assomiglieremo come gocce» (Assomigliami – 30″). Marco Masini vorrebbe «regalarti un mondo diverso» (L’uomo volante – 30″). Secondo Fabio Concato «ci hai visto su dal cielo, ci hai trovato e piano sei venuta giù» (Fiore di maggio – 30″). Ligabue si chiede «da adesso in poi com’è che andrà» (Da adesso in poi – 30″). Francesco De Gregori auspica «un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano» (Raggio di sole – 30″). Raf ti vede come «un frammento, un solo istante di eternità» (Little girl).
I La Crus chiedono «lasciaci guardare mentre l’angelo sorride, lasciaci sentire il canto dolce della sera» (Ninna nanna). Luca Carboni racconta che «la mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare» (La mia ragazza – 30″). Adriano Celentano si augura che tu «faccia sempre del tuo meglio» (Conto su di te). Pino Daniele sente che «una vita già si muove, nuda, nuda come la terra» (Nuda – 30″). Antonello Venditti immagina «in quale vicolo o strada batterà il tuo cuore» (Peppino – 30″). Daniele Silvestri è convinto che «sarai di più di me, di noi, sei tu, non io» (Di padre in figlio – 30″). Per Eros Ramazzotti sarà come «respirare un’aria nuova» (L’Aurora – 30″). Renato Zero dice che «sarò il più credibile amico che avrai» (Figlio 30″). I Gen Rosso già immaginano «quante cose anch’io da te imparerò» (Ninna Nà). Max Gazzé si chiede quando «avrai maturato la tua realtà» (La tua realtà – 30″). I Nomadi sanno che «il rimpianto rimarrà di quell’età» (Crescerai – 30″). Vasco Rossi ricorda che «credi che ci si arrivi mai, basta solo tendere più che si può l’arco che hai» (Benvenuto – 30″).
E ancora. Madonna spera che «non ti dimentichi mai chi sei» (Little star – 30″). John Lennon pensa che «la vita è semplicemente quello che ti capita mentre sei impegnato a fare altri progetti» (Beautiful boy – 30″). Cat Stevens ricorda che «un tempo io ero come tu sei ora» (Father and son – 30″). Lenny Kravitz è certo che «non puoi scappare ai tuoi geni” (Like father like son – 30″). Noa ti invita a «conservare il riso nei tuoi occhi» (Beautiful that way – 30″). Whitney Houston incita tutti a «mostrare la bellezza che i bambini possiedono» (The greatest love of all – 30″). E, infine, Louis Armstron sente «piangere i bambini, li vedo crescere, impareranno molto più di quanto io abbia mai saputo» (What a wonderful world – 30″).
Nomi
Lo ha scritto Sergio il 16 aprile 2006 in Cuore di papà ● 4 commenti… Matteo… Filippo… Paolo… Dimitri… Andrea… Samuele… Pietro… Tommaso… Lorenzo… Gioele… Cesare… Ariele… Damiano… Emilio… Leonardo… Luca… Gianluca… Alberto… Giacomo… Carlo… Riccardo… Enrico… Davide… Giorgio…
… Giorgio…
… Giorgio!
A lunghi passi nel sesto mese
Lo ha scritto Sergio il 5 aprile 2006 in Cuore di papà ● 4 commenti
Saranno state anche le cose buonissime che abbiamo mangiato senza requie tra giovedì e domenica a Gubbio e a Bologna, ma la pancia sta lievitando a vista d’occhio. Tanto lenta è stata finora la crescita, così esponenziale sembra oggi il processo lì dentro. L’aspetto più curioso è che, a pancia tirata, è ormai piuttosto evidente capire perfino dove e come si sistema il bimbo: a volte di traverso in orizzontale, a volte dall’alto in basso, a volte in diagonale.
Mentre parliamo, sempre più spesso Stefania strabuzza gli occhi e comincia a ridere: escludendo il fatto che mi trovi d’improvviso irresistibilmente comico, direi che i movimenti si sono fatti ormai distinti e frequenti. Li sento anche io, a volte: leggere vibrazioni, molto attutite rispetto a quello che avverte lei da dentro.
Credo che uno dei momenti che mi rimarranno più impressi di questa gravidanza sarà una mattina di alcuni giorni fa. Era presto, diverse manciate di minuti prima della sveglia, ma stranamente Stefania era già sveglia, serena come poche volte è a quell’ora. Aveva appena cominciato a riconoscere i movimenti del bimbo, non ci si era ancora abituata. Quella mattina centimetrino s’era svegliato di buon’ora e aveva cominciato a far le capriole. Quando l’ho vista lì, col sorriso sulle labbra, lei ha cominciato ad accarezzarmi: «S’è svegliato presto stamattina…», mi fa. Difficile da spiegare a parole: ho avvertito tutta la tenerezza e la serenità che provava in quel momento. È un piccolo tesoro che mi porto dentro in questi giorni di lavoro intenso e invadente.
Primi movimenti?
Lo ha scritto Sergio il 25 marzo 2006 in Cuore di papà ● 0 commentiMi dicono dalla regia che sfarfallii e bollicine (che sono le sensazioni tipicamente associate ai primi movimenti sensibili del bimbo) si sono intensificati negli ultimi giorni. Mi dicono che stasera, per la prima volta, il contatto è stato chiaro. La regista è ancora lì che ride per il solletico.
Un bimbo in 3D
Lo ha scritto Sergio il 21 marzo 2006 in Cuore di papà ● 4 commenti
Piccola anticipazione dall’ecografia morfologica di oggi. :)
Tutto prosegue per il meglio. Centimetrino misura una ventina di centimetri e ha un peso stimato di tre etti e mezzo. Abbiamo passato in rassegna organi e scheletro, è stato molto emozionante. Mentre era inquadrato ha giocato con le manine, ha abbozzato un sorriso, l’abbiamo visto deglutire e ha resistito stoicamente a gambe incrociate agli energici inviti della dottoressa a spostare mani e gambe (passi avanti anche su questo fronte: questa era simpatica come un’ortica).
È stato un mese molto intenso. Benché veder prendere forma in tre dimensioni tuo figlio mentre è ancora dolcemente accucciolato dentro la pancia della sua mamma sia un’occasione inaspettata ed elettrizzante, ora per tutti noi mi auguro soltanto qualche settimana di naturale e pacifica gravidanza al buio.
La notizia che aspettavamo
Lo ha scritto Sergio il 15 marzo 2006 in Cuore di papà ● 0 commentiNon abbiamo ancora i risultati completi, che saranno pronti non prima della prossima settimana, ma oggi ci è arrivata un’ottima notizia. La particolarità riscontrata nella mappa genetica del bimbo è stata ereditata da uno di noi due. Di fatto è la migliore delle ipotesi che avessimo di fronte per spiegare l’anomalia.
Noi siamo molto sollevati: per quanto ampia potesse essere la nostra visione delle cose, per quanto positive fossero le nostre sensazioni, è stata una settimana alquanto impegnativa. E lunga.

