Archive for dicembre, 2005

Gli scrupoli vengono di notte

venerdì, dicembre 30th, 2005

Stanotte, mentre cercavo di addormentarmi e risentivo mentalmente quel battito di cuore così rapido e netto, pensavo a queste pagine. Sentivo le vocine degli amici più scettici, quelli che le cose personali non vanno mai raccontate in pubblico, che le questioni intime si conservano per pochi intimi eccetera eccetera. Dicevano, le vocine, che ero il solito fissato, che con questa cosa dei blog ora sto esagerando. Che non era più solo questione di me e al limite di Stefania, ma di un’altra persona: non può difendere la sua privacy ora, e un giorno potrebbe non apprezzare affatto.

In realtà queste righe, benché non protette, non sono accessibili con facilità. Conosco abbastanza questi aggeggi per fare in modo che un indirizzo resti riservato a quanti non siano espressamente invitati da me o da Stefania, se mai lo faremo peraltro. Dal mio punto di vista, chiunque altro ci capiti per caso è il benvenuto. Più che mai credo che la condivisione della propria vita, e quindi anche di sentimenti personali e di percorsi intensi come una gravidanza, abbia un valore collettivo che è stato sottovalutato in questi ultimi decenni. C’è modo e modo di essere riservati, c’è modo e modo di pensare la propria esistenza in relazione a una comunità di simili, c’è modo e modo di dare un senso alle proprie esperienze. Pubblico, nel mondo di Internet, è una dimensione che ha poco a che vedere tanto con il bar quanto con i giornali: è una via di mezzo di gran lunga più personale di quel che si pensa, e che tra l’altro seleziona da sé gli incontri che vale la pena fare.

E poi, pubblico o meno che rimanga questo diario, mi piace l’idea di tenere traccia di quello che sto vivendo in questi mesi. Non voglio dimenticare nulla, voglio poter rileggere fra nove mesi come mi sentivo prima di cominciare. Ne ho quasi bisogno: mentre Stefania ha l’opportunità di sviluppare fin d’ora una comunicazione diretta col centrimetrino che le cresce nella pancia, inizio di un rapporto che darà molto a entrambi, io vorrei scaricare attraverso le parole quelle emozioni che la distanza di tutti gli amici più cari non mi permette di affrontare di fronte a una birra.

Vorrei anche che mio figlio o mia figlia, se tutto andrà nel migliore dei modi, abbia un giorno l’opportunità di conoscere come i suoi genitori hanno vissuto la sua attesa. Certo, ci sono spazi e tempi per raccontarlo comunque. Ma, siamo sinceri, quante volte lo si fa poi davvero? E quanto resta nel tempo di tante avventure?

La prima foto

giovedì, dicembre 29th, 2005

La sua prima foto

Il dottore gli ha scattato la prima foto. Misura poco meno di due centimetri, già s’intravedono la testa, le braccia e le gambe. Sentire per la prima volta il battito del suo cuore è come aver comunicato per la prima volta con un nuovo essere umano. Che emozione!

Il cuore che batte già veloce

I racconti del pancione

mercoledì, dicembre 28th, 2005

Oggi Marco mi ha regalato un libro bellissimo. Ho cominciato a sfogliarlo in treno, tornando da Milano, e ancora un po’ mancavo la fermata giusta. Mi ha commosso alle lacrime, tanto è dolce e rispecchia il modo di sentire questo percorso mio e di Stefania.

Lo ha scritto un’ostetrica convinta che si possa recuperare quel sapere della nascita – ancestrale, naturale, emozionale – che i nostri ospedali così medicalizzati trascurano sempre più spesso. È diviso in percorsi: la gravidanza e la nascita sono analizzati prima dal punto di vista del nascituro, poi della mamma, quindi del papà e degli eventuali fratellini. Non prende solo in esame i diversi ruoli: si identifica totalmente, facendo parlare in prima persona prima l’uno, poi l’altra e via via tutte le persone coinvolte.

Il racconto del bambino dal concepimento (e prima ancora, in realtà) fino al parto è forse la cosa più bella che mi sia capitato di leggere sulla nascita.

Buon Natale

domenica, dicembre 25th, 2005

In un certo senso questo è il tuo primo Natale. Non puoi ancora vedere le lucine, i gingilli che la tua mamma ha preparato con grande impegno, il primo vero albero addobbato che la nostra casa abbia ospitato in questo periodo dell’anno. Ma sono certo che hai avvertito le onde di amore che sono arrivate da così tante parti intorno a noi.

Neanche lo sapessero già, molti ci hanno fatto regali quasi a tema. Sesto senso, o forse siamo solo noi che leggiamo tra le righe più di quanto faremmo normalmente. Per non parlare dell’abbondanza di presepi, un simbolo che ho sempre vissuto con un’alternanza di struggimento e di distacco, che ora è un richiamo dolcissimo alla maternità e all’accoglienza. Giocheremo insieme al presepe, il prossimo Natale?

La tua mamma mi ha fatto un regalo bellissimo: ha trovato l’essenza di un fiore che ci piaceva tanto a Bali, il frangipane. Le essenze tradiscono sempre la realtà, anche perché un profumo ha un tempo e un posto. Ma la sorpresa è stata risentire in quell’effluvio le tracce di un profumo che usava mia nonna. No, non lo stesso di quell’altra volta. Questa era solo la chiave che ha aperto la serratura di un ricordo tanto lontano, la memoria di un odore particolare. Ho rivisto mia nonna Olga nella camera da letto della sua vecchia casa di Venezia, seduta accanto al letto di fronte allo specchio della toilette anni ’30, mentre si faceva bella e si profumava. Come sembra tutto commovente, durante questo Natale. Come cambia la predisposizione a cogliere i particolari, quando sei felice.

I futuri nonni erano tutti qui da noi, oggi. Abbiamo mangiato insieme, ognuno aveva preparato qualcosa di buono. Abbiamo mangiato troppo, naturalmente, ma è stato bello. I tuoi nonni materni ci hanno regalato i loro tradizionali calzettini augurali per genitori in attesa: sono la prima cosa per te, anche se è indirizzata a noi. E poi una camicina, la tua prima camicina. Chissà se ti piacerà quanto ha intenerito oggi noi. Ho la sensazione che siano ancora tutti eccitati, i nonni, ma che non abbiano ancora realizzato per bene quello che sta succedendo.

Mi sono mancati molto alcuni amici, durante questo Natale. Con qualcuno di loro non sono nemmeno riuscito a scambiare gli auguri via Sms, tanto erano irreperibili, figuriamoci dare la notizia in anteprima. Alcuni estranei sanno ormai più di loro, e questo mi dispiace. A me questa cosa che ci vogliamo tanto bene e ci-siamo-ci-saremo-sempre-quando-c’è-bisogno non convince più tanto. Sono certo del bene che proviamo gli uni per gli altri e so bene quanto la vita di ciascuno sia complice nel portarci distanti. Ma il bisogno finisce per essere solo quello dei momenti più brutti: stiamo lasciando in disparte tutti i bisogni piccoli, quelli che non ti svegliano nel cuore della notte, ma magari arricchiscono ogni giorno. Domani, domani, domani… andrà meglio, avremo più tempo, saremo più vicini, parleremo di persona. Domani, appunto. Oggi, in compenso, sembra un giorno lunghissimo, almeno su questo fronte. Mi spaventa un po’ l’idea che possano lentamente diventare degli estranei, sacrificati non tanto dalla mancanza di affinità ma da urgenze che domani nemmeno ricorderemo più.

Sarà che quest’anno ho messo a fuoco quello che ritengo importante e quante poche occasioni tutto sommato abbiamo a disposizione per realizzarlo nel corso di una vita. Giulio tempo fa si stupiva di quanto poco tutti noi ci fossimo realizzati, nonostante le indiscutibili doti di molti di noi, relegati come siamo in carriere non sempre prestigiose o arenati in apparenti vicoli ciechi. Non credo di essere riuscito a fargli capire fino in fondo come aver lasciato un lavoro sicuro, aver messo in piedi una famiglia, godere della possibilità di passare del tempo con le persone che amo, rivalutare tutto ciò che di umano e di spirituale c’è nelle cose che faccio tutti i giorni e mettere tutto il resto in secondo piano, mi faccia sentire una persona più che mai realizzata e soddisfatta.

Auguro a Giulio oggi e a te domani di avere la stessa fortuna, qualunque scelta implichi la determinazione a essere felici, qui e ora, tutti i giorni.

In libreria

giovedì, dicembre 22nd, 2005

Mentre lei mi aspetta nella sala di attesa del medico con uno di quei suoi torcicollo che le rendono difficile perfino parlare, io passo qualche minuto in libreria. Cerco la zona maternità («puericultura, intende?»), per aggiungere un paio di libri al regalo di Natale di Stefania.

Ci saranno una trentina di titoli, dedicati soprattutto ai primi mesi di vita. Poca gravidanza, molto poca. Ho sempre pensato che, in una situazione come quella che stiamo vivendo, mi sarebbe piaciuto trovare un “manuale dei bimbi” per sapere tutto quel che vale la pena sapere. In realtà quel che vedo mi disturba: quasi tutti hanno un approccio analitico, strettamente medico, e mettono insieme gioie e dolori con una freddezza che poco si concilia con il nostro attuale stato d’animo. Malattie, complicazioni, cose che possono andare storte: che diamine, è tutto vero ed è bene saperlo, ma nessuno sembra soffermarsi anche sulla gioia, sullo stupore del corpo che cambia, sul rivivere attraverso questa nuova nascita anche la propria storia.

Evidentemente qualcosa ancora mi sfugge, ma oggi mi sorprende meno l’atteggiamento ansioso di molte neomamme. Non è che non considero le situazioni peggiori, penso solo che facciano parte del gioco e che tutto vada vissuto al momento in cui si presenta. Oggi è gioia e voglio godermela tutta. Domani si vedrà.

Ad ogni modo, ho trovato due libretti che potrebbero piacerle. Il primo è sullo yoga in gravidanza, in onore alla sua grande scoperta di quest’anno. Il secondo è uno di quei libri che per impaginazione e approccio difficilmente prendo in considerazione con leggerezza, ma quando l’ho sfogliato mi ha detto insistentemente «prendimi, prendimi!». Ho pensato che tra tutti quei manualoni dotti, questo era il tipo di cura che probabilmente sarebbe piaciuta a noi due.

Tocsodeché?

martedì, dicembre 20th, 2005

Toxoplasmosi. È la prima vera parola nuova che impari in gravidanza. A quanto capisco è una malattia brutta brutta che poi si prende nemmeno così di rado (ma senza sintomi né complicazioni). Insomma, è quasi innocua. Tranne in gravidanza: in quel caso no, è molto pericolosa. Tutti ti ripetono che è molto pericolosa, tanto pericolosa, ma nessuno ti spiega bene perché. Perfino i medici fanno una faccia particolarmente crucciata e cominciano a mangiarsi le parole: «… bort… lformazion…». Ti lasciano la curiosità di saperne di più su che diavolo combini questo benedetto protozoo, che i gatti in particolare si portano in giro con allegra noncuranza.

Per noi ha la sua rilevanza, questa faccenda. Come del resto è evidente per tutti quelli che hanno gatti in giro per le case di famiglia (quattro, dai suoceri). Contavamo sul fatto che Stefania potesse averla contratta durante l’infanzia in modo asintomatico, visto che ha sempre avuto animali domestici intorno. Ma i risultati degli esami del sangue dicono che no, non ha nessun anticorpo dentro di lei, dunque è bene che d’ora in poi faccia molta attenzione. Comincio a sospettare che la combinazione suoceri, gatti, toxoplasmosi ci darà filo da torcere nei prossimi mesi.

E poi l’insalata. Mai cruda, mai meno che ben lavata. Pure lì sembra che il toxoplasma ci sguazzi, quel marrano. Il che mi accende una lampadina tra i ricordi e mi fa ripensare al periodo in cui a Milano pranzavo spesso con due colleghe incinte: mai mangiato tanta insalata. E, tra l’altro, mai visto donne tanto terrorizzate dal cibo e suscettibili verso i camerieri distratti. Ora capisco: ti mettono addosso il panico.

Uno alla volta

domenica, dicembre 18th, 2005

Un po’ per volta lo stanno venendo a sapere i parenti e gli amici. C’è chi pensa che sia più opportuno aspettare di superare il primo trimestre. Pudore, prudenza, scaramanzia. Noi no, vogliamo gridarlo a tutti. Vogliamo condividere con tutte le persone che amiamo questa novità così bella. Sarà il clima pre-natalizio, ci sentiamo dentro l’annunciazione che rimbomba.

Alex e Valentina, che riescono a essere più riservati di noi, credo ci abbiano presi per mezzi matti (e non ci sono andati troppo lontani). Giuseppe mi ha rimandato indietro da Potenza tutte le vibrazioni che ha provato. Patrizio è un duro che poi si scioglie come burro, Mauro è un razionale a scoppio ritardato. Le bimbe, le nostre “nipotine”, richiedono un cuginetto-o. Giulio, che è sempre troppo lontano, è quello che se tu la spari grossa lui la deve sparare ancora più grossa. Mariuccia ha fatto quella faccia disorientata che conosco e poi si è sciolta, mentre Franco si congratulava come mi immagino avrebbe fatto un tempo. Ad Antonio l’ho detto tra un collegamento a Internet e una slide, non abbiamo fatto tempo a sbarellare il concetto. Saretta e Gaetano li abbiamo frastornati a tavola, e questa volta quelle lacrime mi hanno fatto felice. Stefano mi ha stretto il cuore un’altra volta, ma forse era solo che il bimbo dormiva e gli si strozzava la voce per non svegliarlo. Ilaria l’ho risentita vicina dopo tanto tempo.

Sotto a chi tocca, chi becchiamo becchiamo…

Tornare

sabato, dicembre 17th, 2005

Due giorni in giro per l’Italia per lavoro. Che strano sentirsi lontano da casa, in questo momento. Ecco un’altra sensazione tutta nuova, una fretta tutta diversa. È sempre bello tornare a casa da lei. Ma questa volta sono tornato a casa da loro.

L’importante è certificare

martedì, dicembre 13th, 2005

Il dottore ha detto «augh!». Ora può certificare che Stefania è incinta, in modo che lei possa poi andare all’Asl per ottenere l’esenzione e quindi tornare da lui per farsi prescrivere altri esami del sangue. Un prelievo, quattro file diverse. Sarà.

È proprio vero!

martedì, dicembre 13th, 2005

Le analisi sono arrivate. I livelli di Hcg confermano tutto. È proprio vero, siamo incinti. Ommamma. :)

Dracula all’alba

domenica, dicembre 11th, 2005

Stamattina sveglia presto, si va a fare il primo esame del sangue. Sarà lui a darci la conferma definitiva, anche se solo pro forma. E siccome è sabato, giorno in cui in genere ce la prendiamo comoda, ho intenzione di portare Stefi in un posto dove non mettiamo piede da tempo. E dove le paste, insieme al cappuccino, sono molto buone.

Nonni

sabato, dicembre 10th, 2005

L’hanno saputo oggi, i nostri genitori. Siamo andati a trovarli e abbiamo regalato loro una piccola carrozzina d’argento. Ognuno ha avuto la sua reazione, secondo il carattere e le variabili che li rendono così diversi l’uno dall’altro. Qualcuno ha capito subito, qualcuno avrà bisogno di più tempo per elaborare fino in fondo la notizia. Nessuno, con appena un po’ di stupore e sollievo da parte mia, sembra aver pensato al proprio ruolo che evolve: non si sono sentiti affatto nonni, ma ancora il padre e la madre di una figlia e un figlio che iniziano una nuova avventura.

C’era anche mia zia, dai miei. Lei, che è già nonna due volte, mi ha stupito per la sua reazione istintiva e travolgente. Ci vuole bene, ma ho come la sensazione che più di tutto voglia bene alla Vita.

Un segreto per volta

venerdì, dicembre 9th, 2005

Mi porto dietro fin da bambino questa sensazione di voler sapere comunque più di quanto mi è concesso. E invece no, si ragiona per fasi, dice il medico di Stefania. Una per volta, e ogni volta sapremo quel che segue. Sembra una caccia al tesoro.

Lo dicevo che era strana

giovedì, dicembre 8th, 2005

E, insomma, aspettiamo un bambino.

Oggi Stefania mi ha anticipato il regalo di Natale. Dentro c’era una lampada di Aladino (sì, insomma, quanto di più simile a) e mi ha fatto esprimere un desiderio. Poi mi ha mostrato un po’ di foto prese dai giornali, per aiutarmi a scegliere: una vacanza tropicale, tanto relax o una gita sui campi da sci in mezzo a tanti bimbi? Infine, mi ha consegnato l’indizio definitivo, un tenerissimo ciuccio d’argento.

Io ho provato un brivido dentro, il più dolce massaggio che abbia provato dentro il mio corpo. Immagino che avrei dovuto emozionarmi e scoppiare in lacrimoni, ma il fatto è che ne ero già praticamente sicuro. Nonostante Stefania abbia fatto di tutto per depistarmi e darsi il tempo di dirmelo nel modo più romantico possibile (oh, e l’ha fatto), non posso dire che sia stata davvero una sorpresa. Me l’aspettavo, dopo questi giorni di conti che non tornavano e di risposte sfuggenti. È stato un sollievo, in un certo senso, perché era quasi come sapere questa notizia così grande, senza però poterla condividere con la persona che ami e con cui più di ogni altro vorresti sfogare la tua gioia.

Mi è difficile mettere a fuoco tutto ciò che provo ora. Sento tanto calore e un gran turbinio di fondo. L’ultima volta che ho provato qualcosa del genere era alla fine di maggio di quest’anno, il giorno del nostro matrimonio. E penso che questo Natale, verso il quale entrambi eravamo più che mai ben disposti, sarà davvero molto speciale.

(Per i più attenti: sì, l’annunciazione arriva proprio mentre si festeggia l’Immacolata Concezione. Sono portato a credere che si tratti solo di una coincidenza bizzarra.)