Archive for maggio, 2007

In piedi, o quasi

mercoledì, maggio 23rd, 2007

Ieri sera aveva fatto quelle che, col senno di poi, possiamo definire le prove generali. Adagiato per terra su un tappetone da gioco, aveva studiato a lungo il divano, tentando furtivo un aggrappamento – malriuscito, perché non sostenuto adeguatamente dal tappeto che scivolava all’indietro. Tra i tanti segnali di consapevolezza con cui ci sommerge ormai ogni giorno nostro figlio, non ci avevamo dato gran peso.

Oggi, mentre salutavamo un’amica in visita, Giorgio ha notato un cd appoggiato sul divano. E ha deciso che l’oggetto lo incuriosiva a sufficienza. Trovandosi seduto nella posizione della sera precedente, ma al di fuori del perimetro dello stesso tappeto, ha afferrato due lembi dell’imbottitura del divano e si è issato in posizione quasi verticale. Ha convinto le gambe se non a contribuire, almeno a puntellare generosamente l’impresa. Non si è fatto distrarre dall’improvviso silenzio calato nella stanza, confidando nel fatto che i secondi di cui i presenti avevano bisogno per mettere a fuoco ciò che stava accadendo gli sarebbero bastati per portare a termine l’azione. Quindi, sfiorata ormai la sommità del divano, ha avuto gioco facile a stabilizzarsi con le braccia, stare dritto in piedi come se l’avesse sempre fatto e sorridere trionfante col cd in mano.

C’è ancora molto da rifinire, ma il bimbo c’ha preso gusto e non ha più perso occasione per mettere a punto la tecnica. Se ne deduce che il tempo per riorganizzare i primi 50 centimetri dal basso di ogni stanza della casa sono ormai agli sgoccioli.

Altre cose che ho imparato

domenica, maggio 20th, 2007

Eccomi, sono tornato. Ero impegnato a far ammattire mamma e papà, ora che ho attivato i primi gangli cerebrali (e figuratevi quando li avrò connessi tutti, che ne sarà di quei due poverini!). Comunque sia, nel frattempo ho imparato a:

– mangiare come un porcellino, ma con grande gusto, qualunque cosa mi ritrovi in bocca;

– bere l’acqua quasi da solo;

– spargermi acqua e cibo ovunque, appena chi mi ciba si distrae;

– fare ciao ciao con la manina in tre modi diversi;

– riconoscere i nonni;

– sorridere a tutti gli sconosciuti;

– andare in braccio a chiunque;

– fare le scene madri quando vengo lasciato da solo in una stanza;

– fare tanti versi labiali, gutturali e aspirati;

– chiacchierare a lungo tra me e me usando i versi di cui sopra;

– assemblare le sillabe “ma-ma-ma” e “pa-pa-pa”;

– fare gridolini acuti e prolungati;

– imitare platealmente chi tossisce e starnutisce;

– imitare i bacini; 

– afferrare naso e capelli di chiunque me li lasci a tiro;

– spargere ettolitri di bava ovunque;

– giocare a bu-bu-séttete;

– mangiarmi il piedino;

– assicurarmi che il pisellino sia sempre al suo posto (soprattutto dopo il bagnetto);

– schizzare acqua e sapone ovunque giocando durante il bagnetto;

– far cadere le cose e aspettare che tornino indietro;

– generare rumore battendo mani, piedi e oggetti contro altri oggetti;

– spingermi all’improvviso lontano da oggetti e persone, affidandomi in toto ai riflessi altrui;

– cadere a testa in giù;

– cadere a testa in su;

– fare le capriole;

– fare le capriole con un orsacchiotto in mano;

– lamentarmi spesso e volentieri;

– ridere di gusto quando trovo qualcosa buffo oppure se mi fanno il solletico;

– fare i capricci;

– farmi prendere da crisi d’angoscia ogni volta che sono stanco;

– stare quasi dritto sui piedi;

– andare all’indietro come un lombrico nel tentativo di gattonare;

– andare in altalena;

– andare in aereo;

– andare in metropolitana;

– identificare sempre e comunque l’oggetto più pericoloso nell’arco di 50 cm da me.