Archive for aprile, 2006

Benvenuti nel settimo mese

domenica, aprile 30th, 2006

Pochi aggiornamenti, in questo periodo. Per due ragioni, più che altro: il tentativo di chiudere un po’ di lavori (previsti, imprevisti, in ritardo) entro l’estate, con conseguenti tripli turni non troppo salutari; e una fase tranquilla quanto mi auguravo sul fronte della gravidanza.

Stefania sta bene e assume ogni giorno di più l’aspetto un po’ appesantito ma più che mai radioso che soltanto le donne in fase avanzata di attesa possiedono. Ho la sensazione che stia iniziando quell’accelerazione finale in cui tutto corre più velocemente di quanto sei pronto ad assecondare. Giogiò sembra ogni giorno più presente tra noi: non soltanto per la pancia che si espande a vista d’occhio, tra una capriola e l’altra, ma anche per come dà l’idea di reagire ai primi stimoli esterni. Magari è soltanto l’impressione alterata di un padre in scoperta, ma talvolta dà l’idea di avvertire la presenza della mia mano sulla pancia di sua madre e di cercare un contatto. Molto di quello che leggo in questo periodo, del resto, confermerebbe questa sensazione.

A proposito di letture, ho appena terminato Papà. Sapere tutto e rimanere felici. Dal concepimento ai primi mille pannolini, una sorta di guida alla gravidanza pensata per padri mediamente deficienti. Benché cerchi fin troppo l’ironia e indulga nel cinismo – due dei modi con cui il maschio è solito tentare di esprimere l’accavallamento di emozioni che lo assale – il libro è godibile e divertente, la terza via tra manuale medico e testo di parapsicologia. Bello vedere come tutto il cinismo, calcato o reale che sia, si sciolga in una disarmante dichiarazione d’amore finale al piccolo Unno appena venuto al mondo.

Mentre noi entriamo negli ultimi cento giorni, infine, ci sono belle novità anche tra le panze che ci circondano. Ieri a Pavia è nata Alice (benvenuta Alice!), seconda arrivata dopo Elettra nell’epidemia di paternità che ha gioiosamente colpito nel giro di pochi mesi l’intera ex-redazione milanese. Ne manca solo una, ormai imminente quanto il nostro, poi il gineceo lombardo sarà completo. Mentre invece da queste parti sono tutti maschietti, finora: Giogiò avrà un amichetto Giulio dalle parti della bassa udinese.

Con buona pace del calo demografico. Al punto che qualche giorno fa, passeggiando in centro a Pordenone, mi sono ritrovato bloccato come solo in macchina a Milano in un ingorgo di carrozzine.

Due e un quarto

domenica, aprile 23rd, 2006

Pensieri e parole

lunedì, aprile 17th, 2006

Secondo Jovanotti «è per te ogni cosa che c’è» (Per te – 30″). Claudio Baglioni dice che «sentirai di non avere amato mai abbastanza» (Avrai – 30″). Eugenio Finardi pensa che «un giorno sarai pronto a volare» (Mio cucciolo d’uomo – 30″), che «sognerai di ballare a tempo col mio cuore» (Amore diverso – 30″) e che «tutto questo tu lo sai già» (Favola – 30″). E vorrebbe che «i miei figli fossero liberi di girare, voglio che sappiano che questa terra è la loro casa» (A blues for the Eighties). I Mercanti di Liquore si augurano che «capirai chi comanda, capirai povertà» (Ninna Nanna). Grazia Di Michele scrive che «siamo cuori a pentagramma su cui vita compone canzoni» (A mio figlio), ma tu «ciondoli per non cedere ai sogni senza nuvole» (Emanuele – 30″).

Roberto Vecchioni già sa che «tutto quello che farai lo farai per lei, per esser bello agli occhi suoi» (Piccolo pisello – 30″) e vorrebbe che tu fossi «sempre contro, finché ti lasciano la voce» (Figlia – 30″), tuttavia «perdonerai a tutti ma non a te» (Ninna nanna), perché «figlio, quante volte non s’arriva!» (Figlio, figlio, figlio – 30″). Biagio Antonacci immagina che «assomiglieremo come gocce» (Assomigliami – 30″). Marco Masini vorrebbe «regalarti un mondo diverso» (L’uomo volante – 30″). Secondo Fabio Concato «ci hai visto su dal cielo, ci hai trovato e piano sei venuta giù» (Fiore di maggio – 30″). Ligabue si chiede «da adesso in poi com’è che andrà» (Da adesso in poi – 30″). Francesco De Gregori auspica «un sorriso per difenderti e un passaporto per andare via lontano» (Raggio di sole – 30″). Raf ti vede come «un frammento, un solo istante di eternità» (Little girl).

I La Crus chiedono «lasciaci guardare mentre l’angelo sorride, lasciaci sentire il canto dolce della sera» (Ninna nanna). Luca Carboni racconta che «la mia ragazza è un fiore che vedo sbocciare» (La mia ragazza – 30″). Adriano Celentano si augura che tu «faccia sempre del tuo meglio» (Conto su di te). Pino Daniele sente che «una vita già si muove, nuda, nuda come la terra» (Nuda – 30″). Antonello Venditti immagina «in quale vicolo o strada batterà il tuo cuore» (Peppino – 30″). Daniele Silvestri è convinto che «sarai di più di me, di noi, sei tu, non io» (Di padre in figlio – 30″). Per Eros Ramazzotti sarà come «respirare un’aria nuova» (L’Aurora – 30″). Renato Zero dice che «sarò il più credibile amico che avrai» (Figlio 30″). I Gen Rosso già immaginano «quante cose anch’io da te imparerò» (Ninna Nà). Max Gazzé si chiede quando «avrai maturato la tua realtà» (La tua realtà – 30″). I Nomadi sanno che «il rimpianto rimarrà di quell’età» (Crescerai – 30″). Vasco Rossi ricorda che «credi che ci si arrivi mai, basta solo tendere più che si può l’arco che hai» (Benvenuto – 30″).

E ancora. Madonna spera che «non ti dimentichi mai chi sei» (Little star – 30″). John Lennon pensa che «la vita è semplicemente quello che ti capita mentre sei impegnato a fare altri progetti» (Beautiful boy – 30″). Cat Stevens ricorda che «un tempo io ero come tu sei ora» (Father and son – 30″). Lenny Kravitz è certo che «non puoi scappare ai tuoi geni” (Like father like son – 30″). Noa ti invita a «conservare il riso nei tuoi occhi» (Beautiful that way – 30″). Whitney Houston incita tutti a «mostrare la bellezza che i bambini possiedono» (The greatest love of all – 30″). E, infine, Louis Armstron sente «piangere i bambini, li vedo crescere, impareranno molto più di quanto io abbia mai saputo» (What a wonderful world – 30″).

Nomi

domenica, aprile 16th, 2006

… Matteo… Filippo… Paolo… Dimitri… Andrea… Samuele… Pietro… Tommaso… Lorenzo… Gioele… Cesare… Ariele… Damiano… Emilio… Leonardo… Luca… Gianluca… Alberto… Giacomo… Carlo… Riccardo… Enrico… Davide… Giorgio…

… Giorgio…

… Giorgio!

A lunghi passi nel sesto mese

mercoledì, aprile 5th, 2006

Stefania sul portale di Sant'Ubaldo a Gubbio, sabato scorso

Saranno state anche le cose buonissime che abbiamo mangiato senza requie tra giovedì e domenica a Gubbio e a Bologna, ma la pancia sta lievitando a vista d’occhio. Tanto lenta è stata finora la crescita, così esponenziale sembra oggi il processo lì dentro. L’aspetto più curioso è che, a pancia tirata, è ormai piuttosto evidente capire perfino dove e come si sistema il bimbo: a volte di traverso in orizzontale, a volte dall’alto in basso, a volte in diagonale.

Mentre parliamo, sempre più spesso Stefania strabuzza gli occhi e comincia a ridere: escludendo il fatto che mi trovi d’improvviso irresistibilmente comico, direi che i movimenti si sono fatti ormai distinti e frequenti. Li sento anche io, a volte: leggere vibrazioni, molto attutite rispetto a quello che avverte lei da dentro.

Credo che uno dei momenti che mi rimarranno più impressi di questa gravidanza sarà una mattina di alcuni giorni fa. Era presto, diverse manciate di minuti prima della sveglia, ma stranamente Stefania era già sveglia, serena come poche volte è a quell’ora. Aveva appena cominciato a riconoscere i movimenti del bimbo, non ci si era ancora abituata. Quella mattina centimetrino s’era svegliato di buon’ora e aveva cominciato a far le capriole. Quando l’ho vista lì, col sorriso sulle labbra, lei ha cominciato ad accarezzarmi: «S’è svegliato presto stamattina…», mi fa. Difficile da spiegare a parole: ho avvertito tutta la tenerezza e la serenità che provava in quel momento. È un piccolo tesoro che mi porto dentro in questi giorni di lavoro intenso e invadente.