Archive for maggio, 2006

Siam già a otto

martedì, maggio 30th, 2006

30+4: oggi è finito il settimo mese.

Trecentosessantacinque giorni fa

domenica, maggio 28th, 2006

28 maggio 2005

Tutto bene

lunedì, maggio 22nd, 2006

Il medico dice che tutto procede al meglio. Giogiò questo pomeriggio stava già a testa in giù, probabilmente solo per caso, visto che ha ancora parecchio spazio per muoversi e ha tempo qualche settimana ancora prima di assumere definitivamente la posizione di lancio. Si vede che faceva le prove. Sebbene ormai ci abbiamo fatto l’orecchio, il cuore sembra sempre più forte ed è sempre rapido rapido come ci ha abituato. Insomma, mentre ci avviciniamo allo scadere del settimo mese, tutto va bene.

Shake it up baby

domenica, maggio 21st, 2006

Il corredino potentino

venerdì, maggio 19th, 2006

Questa non l’ho ancora raccontata, ed è una delle sorprese più commoventi che ci siano capitate da quando aspettiamo Giorgio. Il giorno che ho raccontato la bella novità a Giuseppe, lui mi fa: metto subito sotto mia madre a fare una copertina per Giangiacomo (Giangiacomo è stata finora la sua interpretazione personale di centimetrino), fatemi sapere al più presto il colore che preferite. Dico: povera mamma, lasciala ben tranquilla, avrà altro da fare che la copertina per noi. Ci sarà tempo, siamo appena in dicembre.

Di tanto in tanto, nei mesi successivi mi arrivavano discreti solleciti dalla signora Rosaria, via Giuseppe: mica si sa già il sesso, che serve per scegliere il bordino? Però no, non si sapeva ancora nulla. Poi, contate le x e le y, non abbiamo più saputo nulla, se si fa eccezione per qualche occasionale frase buttata lì da Giuseppe sul fatto che avanzasse ancora un po’ di lana, e che io non ho preso molto sul serio.

Qualche settimana fa un corriere mi consegna una scatola proveniente da Potenza che aveva poco a che fare con le solite consegne di libri o di ortaggi. Questo è quello che ci abbiamo trovato dentro:

Il corredino

A quanto pare Giogiò ha già il suo primo corredino, cucito e ricamato a mano. Delizioso. Appena sarà abbastanza grande per viaggiare, mi sa che lo porteremo a conoscere e ringraziare di persona la signora Rosaria.

In cerca della Giogiò-mobile

giovedì, maggio 18th, 2006

Nel giro di una settimana ci siamo fatti una cultura inaspettata su carrozzine e passeggini. Dice: sarà mica un po’ presto? Pare di no, soprattutto se non intendi accontentarti dei classici modelli che puoi star certo di trovare con facilità anche il giorno in cui ti nasce il bimbo. Se appena ti orienti verso un trabiccolo mal distribuito da queste parti, tu sai quando ordini ma non hai alcuna garanzia di quando ricevi l’aggeggio dotato di ruote.

Così noi, presi come sempre in leggero contropiede nei tempi naturali della consapevolezza primipara, ci siamo messi d’impegno. Letto il leggibile, consultato il consultabile (anche e soprattutto su Internet), perfino fermate per strada le coppie con pupo dotate di modelli di nostro gradimento, ci siamo fatti un’idea di che cosa cercavamo e soprattutto di dove avremmo dovuto cercarla. È curioso rivalutare improvvisamente i negozi davanti ai quali sei passato da anni senza nemmeno degnare la vetrina di uno sguardo.

E, insomma, abbiamo visto di tutto: modelli a tre ruote e a quattro ruote, leggeri e pesanti, normali o tre in uno (i cosiddetti tris o trio), a chiusura orizzontale o verticale, a ruote fisse o sterzanti, con tessuto impermeabile o pail, alti e bassi, molto economici ed esageratamente cari. Ci sono soluzioni dalla linea intramontabile e progetti di nuova concezione, ipermoderni nello stile e nei materiali: in pratica puoi scegliere qualunque cosa vada dalla desueta carrozzina fine Ottocento a quegli orrendi trabiccoli che sembrano carrelli della spesa, manco a dirlo così in voga dalle nostre parti.

Fatti due conti abbiamo realizzato che anche nel caso in cui potessimo contare già su un passeggino, l’acquisto di culla/navicella e di ovetto omologato da auto avrebbe reso comunque vantaggiosa la scelta dei modelli tre in uno, ovvero i telai che permettono di inserire in funzione delle età del bimbo prima la navicella, poi l’ovetto e infine l’amaca da passeggino. Rispetto ai più tradizionali modelli a quattro ruote, entrambi abbiamo sempre avuto particolare simpatia per i tre ruote, che però in molti casi finiscono per essere molto ingombranti e spesso troppo larghi per il nostro ascensore.

Gli articoli più interessanti vengono dall’estero, mentre la produzione italiana non sembra aver azzeccato le proposte più recenti. Come uomini d’affari in giro per concessionari d’automobili, ci sono piaciuti molto alcuni modelli di produzione tedesca (solidi e scorrevolissimi), olandese (coi tessuti termici, che in Italia ti fanno caldo solo a vederli) e inglese (snodabili centimetro per centimetro). Alla fine siamo andati in cerca di un modello spagnolo ancora poco diffuso in italia – un tris a tre ruote della Jané – di cui abbiamo sentito ovunque un gran bene (soprattutto testimonianze di genitori che l’hanno usato a lungo) e che ci è piaciuto in modo particolare per la sua capacità di coniugare la praticità di un aggeggio moderno a una linea non esageratamente futurista, la comodità per genitori e bimbo alle dimensioni contenute, la maneggevolezza dentro e fuori casa a un peso molto ridotto.

La Giogiò-mobile l’abbiamo trovata al terzo tentativo, addirittura nel colore che avremmo preferito (blu e caffé) e senza la necessità di metterci in lista per la lotteria degli ordini dalla Spagna, dove pare siano alle prese con un eccesso di domanda. Va da sé, come si usa in questo caso, che fin che il bimbo non nasce – vuoi per scaramanzia, vuoi per prudenza – l’acquisto è virtuale e l’aggeggio semovente resterà parcheggiato nel magazzino del negozio col cognome di Giorgio sopra.

Bene. Ora tocca all’armadio per la cameretta.

La felicità in un “gra-gra”

sabato, maggio 13th, 2006

L’altra sera l’aria era fina e dal nostro terrazzo al quinto piano si sentiva un odore buono di erba appena tagliata e di estate in arrivo. Un coro di raganelle ci teneva compagnia, gracidando a più non posso.

In quell’istante mi è venuto in mente il mio adorato nonno Gigi e le tante serate passate in braccio a lui ad ascoltare rapiti le rane nella roggia e a stupirsi di fronte alle evoluzioni delle lucciole del suo giardino incantato (a proposito, ma che fine hanno fatto le miriadi di lucciole che si vedevano un tempo?). E ho pensato anche alla voce di mia nonna Olga, che io imitavo strambolottando, in piedi sul davanzale della sua cucina “Bute ‘ane chife, no ga-ga nina” (ovvero: “Brutte rane schifose, che non fanno gra-gra per la mia nina”, come lei usava chiamarmi).

Che tenerezza mi ha travolto in quel momento…e che nostalgia per quei bellissimi, indimenticabili, inconsapevoli giorni! Ma ho anche pensato, d’istinto “Dai Gio-Giò, guarda quante cose meravigliose ti aspettano!”.

Ripensare casa, prima fase

sabato, maggio 13th, 2006

Complice un calo di tensione tra un blocco di lavoro e il successivo, la settimana scorsa abbiamo iniziato a riconfigurare casa per le nuove esigenze. L’effetto più evidente è che sono stato sfrattato dallo studio, dove entro breve dovrà essere attrezzato il nido di Giorgio. L’anticipo ci permette di fare qualche lavoro in attesa da tempo, con le minori complicazioni possibili per il resto della casa.

Quanto a me, nella speranza che si sblocchino altre possibili soluzioni in sospeso (il previsto allargamento all’appartamento in fianco attende novità che ormai siamo convinti non arriveranno in tempo utile), ho ricavato e attrezzato più che degnamente un angolo del soggiorno e lì mi sono accampato con la mia attrezzatura minima: una scrivania, una libreria e gli ammenicoli informatici su cui passo le giornate. I primi giorni di lavoro nella nuova situazione sono stati più che soddisfacenti, devo dire che la nuova prospettiva mi ispira molto. Ora chissà che non mi dia anche quella spinta in più di cui ho più che mai bisogno per raggiungere le prossime, incombenti e spero definitive scadenze.

Nella cameretta ora le voci rimbombano, come quando abbiamo cominciato a sistemarci in questa casa e non c’erano ancora tutti i mobili. Perfino gli odori mi sembrano quelli dei primi giorni di trasloco, quasi due anni fa. Tutto sa di nuovo inizio.

Amichetti nuovi

mercoledì, maggio 3rd, 2006

Uh, a proposito: ecco Alice.