Creative Commons sotto accusa?
Grazie a una segnalazione di Carla Astolfi, scopro un intenso dibattito sull’etica delle licenze Creative Commons e dei suoi finanziatori (discussione che, a cascata, si può cominciare a seguire partendo dal blog di servizio di Splinder, per arrivare fino all’intervento sul forum di Creative Commons con cui Elio Gabelli ha rilanciato la discussione).
In sintesi, le questioni aperte sono quattro:
- tra i finanziatori e gestori del progetto Creative Commons ci sono persone che poco hanno a che vedere col carattere istituzionale e no-profit da cui è stato ispirato il progetto;
- in particolare, mette in difficoltà più di qualcuno il fatto che Joi Ito, attraverso una delle sue numerose società (3Dsolve), sia fornitore dell’esercito statunitense;
- prendono piede alcune richieste di chiarimento su possibili forzature delle licenze, basate in primo luogo su un’ambiguità contenuta nella licenza 2.0 a proposito dell’uso “prevalentemente non commerciale” che si può fare di un contenuto;
- chi dovrebbe dare risposte sta prendendo tempo.
Il primo e secondo punto sono soprattutto una questione di sensibilità individuale, e restano (per quanto mi riguarda) questioni da approfondire. In relazione al quarto, girando per le mailing list collegate al progetto CC italiano mi sento di poter dire che qualche risposta l’ho trovata. Magari non sempre esauriente, ma la presenza dei referenti quanto meno si avverte.
Sul terzo punto, mi ha incuriosito la ormai nota storiella citata a supporto delle tesi più allarmistiche in merito ai limiti della licenza non commerciale:
Siamo un gruppo di Taranto dedito all’autoproduzione. Vorremmo aprire un sito per far scaricare la nostra musica, rilasciandola sotto licenza Creative Commons Non Commercial. Degli amici musicisti ci hanno però sconsigliato di utilizzare la non commercial e ci hanno spiegato perché. L’anno scorso avevano aperto un sito per far scaricare la loro musica, rilasciandola sotto licenza Creative Commons Non Commercial. Tutto è filato liscio fino a che, a febbraio, non hanno scoperto che un imprenditore del luogo si era venduto dei cd, con tanto di bollino SIAE, su cui c’era anche la loro musica! [..]
Quindi il tipo che aveva fatto? Si era venduto i cd: ___il 51% del ricavato lo aveva dato in beneficenza
(tra l’altro a una onlus di cui era co-dirigente) e il 49% se lo era tenuto___! E aveva tutta la documentazione (licenza compresa) che dimostrava la regolarità della sua operazione. I nostri amici, però, non si sono arresi e sono andati da un avvocato, ma l’avvocato, analizzata la situazione, gli ha sconsigliato di andare in causa perché con molta probabilità l’avrebbero persa (perché il tipo era
perfettamente in regola).
[leggi tutta la vicenda su CC-it]
Per fortuna, nella stessa mailing list ho trovato anche l’intervento dell’avv. Massimo Travostino, che fa parte del gruppo italiano per l’adattamento delle CC, secondo il quale l’interpretazione legale del furbo imprenditore non avrebbe alcun fondamento.
La mia conclusione è che ci sono sufficienti spunti per tenere gli occhi aperti e approfondire la questione. Detto questo, non mi sembra che esistano per ora i presupposti per mettere in discussione l’intero fondamento delle Creative Commons, i principi da cui sono stati ispirati e il processo (aperto, pertanto talvolta conflittuale) di adattamento alle nostre realtà giuridiche.
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Della questione, vedo ora, si è occupato qualche giorno fa, e con toni più severi, anche Settolo.
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Aggiornamento, 16.10 - A domanda Joi Ito risponde (grazie a Paolo):
I am the CEO of and an investor in Neoteny Co., Ltd. which in turn is an investor in 3DSolve. Neoteny invested in a start-up company called Air-Eight. One of the founders of Air-Eight was the VP of communications at Be Inc. when I was on their advisory board. The business of this company was to develop a rich document client-server system for mobile devices. Neoteny is an IT Investment company in Japan and we decided that this would make sense in the Japanese mobile telephone company market. The company was unsuccessful. The founders decided to develop the business of 3D simulation and training technology (cambiando contestualmente ragione sociale in 3Dsolve, ndr) which I believe they are licensing to a number of organizations including the Army. They are not military people. They are 3D experts. The military just turned out to be the biggest customer of very high quality 3D. Also, does the fact that the NSA runs linux make linux bad?
Londra e i blog
Questa volta sembrano essersene accorti in tanti: una parte consistente degli utenti di Internet ha pensato che la miglior fonte di informazione per sapere quello che stava accadendo a Londra fossero i londinesi stessi. E ha cercato i loro blog (il che mi fa venire in mente alcune riflessioni sul giornalismo d’emergenza di cui parlava Antonio Sofi a Nuovo e Utile, un paio di mesi fa). Di questo parlano oggi quasi tutti i maggiori giornali, le testate online e i telegiornali. Tra tutti scelgo questo articolo di Repubblica, a firma di Alessio Balbi:
L’11 settembre 2001, quando i kamikaze di Al Qaeda buttarono giù le Twin Towers e una parte del Pentagono, i blog erano agli inizi della loro ascesa. Oggi sono parte integrante del panorama mediale, tanto che, appena saputo degli attacchi a Londra, molti si sono rivolti alle homepage personali degli abitanti della City per avere notizie di prima mano. E ai blog, in questi quattro anni, si sono affiancati i videofonini, i podcast, i wiki. Un vero e proprio diluvio di parole, immagini e suoni prodotti dal basso.
[continua a leggere su Repubblica.it]
Per una visione d’insieme di interventi e immagini pubblicati nei blog, consiglio ancora una volta di utilizzare i tag di Technorati.
Il boom di MSN Spaces: verso i 200.000 blog in Italia
MSN Spaces è, di fatto, il primo servizio per l’apertura di blog in Italia e, molto probabilmente, sta scavalcando il vertice anche a livello mondiale. Lo dicono i dati comunicati ufficialmente da MSN a Come si fa un blog: i blog aperti in Italia sono «circa 200.000», mentre a livello globale sono «circa 14 milioni». Numeri che, anche fatta la debita tara (in Italia dovremmo essere intorno a quota 160.000), mettono MSN Spaces in una posizione a cui pochi l’avrebbero destinata in questi mesi.
Per fare un confronto, il principale operatore italiano, Splinder, dichiara al momento 126.803 blog ospitati. In entrambi i casi bisogna tenere presente che si tratta di cifre espresse al lordo dei siti abbandonati e duplicati.
Nato in via sperimentale alla fine del 2004, MSN Spaces non destò grande clamore nei puristi del blogging, che lo giudicarono piuttosto rigido, limitato nelle funzionalità e un po’ troppo stretto all’interno del recinto del portale MSN. Ma le avvisaglie del boom, a voler leggere i numeri, erano già tra le righe: 1,5 milioni di iscritti dopo 6 settimane, 4,5 milioni in aprile al momento del lancio ufficiale. Sta di fatto che Microsoft conosce bene il suo pubblico e a quanto pare ha azzeccato anche il mix giusto di semplicità e appeal, andando a scavare nell’ampio serbatoio di utenti della Rete ancora non coinvolte dal fenomeno blog e difficilmente raggiungibili dagli strumenti preesistenti.
Resta ora da capire che cosa farà Microsoft del - tutto sommato imprevisto - capitale umano che si è ritrovata tra le mani. I blog in sé rendono poco, in proporzione ai costi di banda e di hosting necessari a tenerli in vita, e non è verosimile che, per gli standard del gigante di Redmond, il ritorno di traffico sui servizi del portale da solo giustifici i costi. Anche in questo senso, nell’attesa di capire su quale strada far evolvere il servizio, è da interpretare il basso profilo tenuto da MSN pur in presenza di dati che ne fanno la prima piattaforma di blogging in Italia.
E alla fine TypePad fu
Questa sera, con qualche giorno di ritardo sul previsto a causa del lancio della versione 1.6 e del ponte festivo negli Stati Uniti, il responsabile di TypePad Europe, Loic Le Meur, ha annunciato ufficialmente il lancio di TypePad Italia.
And… oh yeah, I know that the domain typepad.it is under severe squatting, unfortunately they don’t want to give it/sell it back to us. It is one of the very few countries where it was already gone when I woke up.
[leggi tutto su Loic Le Meur]
Blog-News, l’altro aggregatore
Scrive Fabrizio Giancaterini, webmaster di Blog-News: «Voglio segnalarvi un aggregator da me progettato (a dir la verità gran parte del merito e degli amici di DBlog visto che l’ aggregator utilizza quel software da me opportunamente modificato). L’ aggregator è tematico. Si parla solo di informazione, perlopiù politica. La pagina Web principale, aggiornata un paio di volte la settimana è strutturata come un quotidiano online. Fatemi sapere che cosa ne pensate».
Vuoi segnalare il tuo sito nella rubrica Un blog al giorno? Manda un’e-mail a questolhofattoio@comesifaunblog.it riportando l’indirizzo e un breve testo di presentazione. Ogni giorno (o giù di lì) sarà pubblicata la scheda di un sito particolarmente orginale.
Quel che si dice in giro
È pronta la versione 2.0 di dBlog, il software per il blogging tutto italiano e creato per sistemi Windows/Asp (via Mantellini).
Riccardo Cambiassi ha messo a disposizione uno script che permette di visualizzare la posizione geografica dei blog sottoscritti in Bloglines sulle carte geografiche di Google Maps.
Dan Gillmore, Michael Goff e Jay Campbell hanno lanciato HonorTags, un sistema per l’etichettatura standardizzata dei post in sei categorie: Journalism, Professional, Advocate, Personal, Fiction, UnTag (via Leibniz).
Novità per TypePad, Movable Type e TypeKey
Weekend intenso per Six Apart, che sta annunciando novità a pioggia su quasi tutti i suoi sistemi di blogging. Mentre a quanto pare TypePad si prende qualche ora in più del previsto per debuttare in Italia (ma la mia fonte era più che affidabile e posso immaginare che sia tutto rimandato di qualche manciata di ore, complice anche il fine settimana), è stato completato secondo i programmi l’aggiornamento alla versione 1.6 del sistema: tra le numerose novità, il raddoppio per tutti i profili utente di banda e spazio Web, miglioramenti nella gestione dei commenti (con supporto TypeKey) e ulteriori evoluzioni per quanto riguarda la personalizzazione dei template.
È stato annunciato, inoltre, l’imminente rilascio di Movable Type 3.2, una versione del software rivista e corretta in base alle richieste dei propri utenti. Sul blog di Movable Type le innovazioni vengono descritte un po’ per volta per far salire la curiosità: per ora si parla di una nuova finestra di controllo per gli amministratori e di un utile cestino temporaneo da cui i messaggi cancellati per errore possono essere recuperati prima della distruzione definitiva.
Novità anche per TypeKey, il servizio di autenticazione di cui è stato avviato in queste ore, a sua volta, un aggiornamento. I miglioramenti vanno tutti nella direzione di rendere più semplice il processo di registrazione e l’uso del sistema. Non dovrebbe cambiare nulla per quanto riguarda le funzionalità integrate nei blog per filtrare l’accesso ai commenti.
Cento ne pensa
Di solito da queste parti siamo piuttosto scettici sulla possibilità che un blogger sia in grado di gestire decentemente più di quei due o tre blog per volta. Senza contare che, essendo il blog prevalentemente personale, la dispersione in numerosi luoghi telematici non manca mai di mettermi sulle tracce di una possibile forma digitale di schizofrenia (io stesso vivo con disagio la scissione tra un blog personale e un blog monografico come questo, se volete saperlo). Questo per dire che segnalo sempre più volentieri chi si dedica con passione e cura a un’unica vetrina, piuttosto che disperdersi in cento.
Fa eccezione, perché m’ha incuriosito, Claudio Trezzani. Lui di blog in qualche modo personali o riconducibili a lui me ne ha segnalati 28, ventilando pure che ne esistano altri ancora:
http://claudiotrezzani.splinder.com, http://equilontano.ilcannocchiale.it, http://trittico.blog.supereva.it, http://claudiotrezzani.blogspot.com, http://ilquinto.blog.tiscali.it, http://videogriff.blog.tiscali.it, http://ilsettimo.blog.tiscali.it, http://ottavo.blog.excite.it, http://ilnono.blog.tiscali.it, http://decimo.blog.tiscali.it, http://undecimo.blog.tiscali.it, http://beoniesco.ilcannocchiale.it, http://settimino.ilcannocchiale.it, http://abbiettivo.ilcannocchiale.it, http://pastello.blog.tiscali.it, http://carboncinonero.ilcannocchiale.it, http://matitanera.ilcannocchiale.it, http://canterino.ilcannocchiale.it, http://grillino.ilcannocchiale.it, http://ruotelibere.bravehost.com, http://ilmozzo.blog.tiscali.it, http://subitopronto.blog.tiscali.it, http://lodigiano.ilcannocchiale.it, http://archiviettucolo.blog.tiscali.it, http://pernondimenticare.ilcannocchiale.it, http://blog.libero.it/grilcantino, http://blog.virgilio.it/trittico, http://oltrescatto.blog.excite.it.
Va da sé che il prossimo che ne attiva 30 pur di essere segnalto fa una fatica inutile. ;-)
WordPress si aggiorna per sicurezza
È un aggiornamento minore, ma importante per mettere mano a un buco di sicurezza, quello lanciato ieri da WordPress. In attesa di una nuova versione del software, annunciata con interessanti nuove funzionalità, gli sviluppatori del popolare programma per il blogging suggeriscono di aggiornare l’installazione alla release 1.5.1.3 al più presto o, quanto meno, di cancellare il file xml.rpc.php dalla directory di WordPress.
An important security issue was brought to our attention which required an update for our users. The problem is not yet public but you should update your blog as soon as possible to 1.5.1.3. If you are unable to do upgrade in the short-term you may protect yourself by deleting the xmlrpc.php file from your WordPress directory.
[approfondisci su WordPress Development Blog]
I numeri di luglio
Dopo la pausa di giugno, torniamo a dare i numeri. Non sembra essere cambiato molto nella classifica di Come si fa un blog, basata come sempre sugli autocensimenti dichiarati dagli stessi servizi italiani per l’apertura di blog. Tutti gli indici di crescita sono sostanzialmente confermati, con avanzamenti particolarmente evidenti nel caso de ilCannocchiale e di iobloggo.com, che si riprende la posizione persa due mesi fa rispetto ad Aruba in occasione della periodica pulizia dei siti inattivi.
Le percentuali e i valori assoluti riportati in tabella sono calcolati rispetto ai numeri proposti in maggio.
| Piattaforma | Blog ospitati | Var. | Var. % |
| Splinder | 125.851 | +11.156 | +9,7% |
| Excite Blog | 16.011 | +933 | +6,1% |
| Bloggers.it | 12.070 | +1.217 | +11,2% |
| Tim i.blog (moblog) | 9.636 | +933 | +10,7% |
| il Cannocchiale | 9.605 | +1.319 | +15,9% |
| iobloggo.com | 5.444 | +814 | +17,5% |
| Aruba | 5.344 | +524 | +10,8% |
Non dichiarano cifre Digiland Blog, Clarence/superEva, DiaBLOGando, Blogs.it (Radio), Tiscali Blog e Virgilio Blog, Leonardo e le grandi piattaforme internazionali come Blogger o TypePad e MSN Spaces. Chi vuole entrare in tabella non ha che da comunicare qualche cifra attendibile.
(Numeri rilevati il 1° luglio tra le 8.00 e le 8.30)
