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Tag: tele2

maggio 22 2006

Giusto per concludere l’ideale trilogia, dopo quasi tre mesi ho risolto tutti i miei problemi con Tele2. Oggi, infatti, oggi ho ordinato l’Adsl a Telecom Italia.

Per la cronaca, Tele2 ci ha messo quattordici settimane, cinque riavvii di pratica e si è fatta sollecitare otto volte per scoprire la più semplice delle verità: la centrale a cui appartiene la linea in questione, che non è quella dei problemi Telecom qui sotto, non può soddisfare in partenza la mia richiesta. Me lo appunto, come sempre, per avere qualcosa di cui chiacchierare col prossimo addetto al telemarketing che mi proporrà di abbonarmi a Tele2.

aprile 21 2006

Poiché qualcuno s’è affezionato al caso e mi chiede aggiornamenti, torno sulla vicenda Tele2. A quasi due mesi dalla prima richiesta di attivazione di una linea Adsl, siamo ancora in alto (altissimo) mare. Ero arrivato al terzo intervento sulla pratica ribelle, ancora ferma al via per motivi vieppiù inspiegabili. Poi ci sono stati il quarto, il quinto e il sesto, uno diverso dall’altro.

Il quarto, un ragazzo sveglio: senta, guardi per esperienza le dico che questo tipo d’errore lo abbiamo quando si verifica qualche intoppo con Telecom. Lei è sicuro che non sia già attiva un’Adsl di un altro gestore su quella stessa linea? Sicuro sicuro? Se vuole un consiglio, chiami comunque il call center Telecom e faccia verificare che la linea risulti effettivamente libera, senza alcun servizio Adsl attivato.

Telecom risponde che la linea è illibata. A ruota richiamo Tele2 e tocca al quinto intervento, una ragazza distaccata e apatica a cui ricostruisco in breve quanto consigliatomi dal suo collega e gli effetti di quel tentativo: no, ma guardi che qui è tutto a posto, sa? Una pratica in errore? No no, qui è attiva, non mi risulta nessun problema, è tutto a posto, deve solo aspettare. Guardi glielo ripeto, non so di quale errore parla, il mio collega si sarà sbagliato.

Che non si dica poi che non ho fiducia nei confronti dei giovani sottopagati e maltrattati dei call center italiani: mi bevo persino questa, pur sentendomi preso in giro e pregustando l’arrabbiatura che ne sarebbe seguita. Lascio quindi passare altri dieci giorni, Pasqua e Pasquetta, e torno alla carica. E siamo a sei, ragazza sicura e particolarmente gentile, a cui si deve quel colpo di genio che uno si sarebbe aspettato fin dal primo reclamo: eh, ho capito bene di che cosa parla, mi faccia guardare bene, che cerchiamo di risolvere stavolta. Sì sì, guardi, in effetti la pratica continua a bloccarsi e non è chiaro perché. Lei ha già verificato che non esistano altre Adsl attive? Senta guardi, qui è chiaro che non se ne esce, a questo punto è il caso di segnalare il problema al reparto tecnico. Mi lasci un recapito a cui la potranno richiamare al più presto, vedrà che stavolta combiniamo.

Il 25 aprile, festa della Liberazione, facciamo due mesi tondi tondi. Pessimismo e molto, molto, molto fastidio.

marzo 28 2006

Quello che mi fa impazzire che poi ti abbandonano al tuo destino. Ricevo telefonate periodiche e insistenti da Tele2, che cerca di convincermi ad abbonarmi ai loro servizi di telefonia e Adsl. Poi cedi – sì, ok, questa volta non sulla mia linea, ma questo è un altro discorso ed è tutto sommato ininfluente – e dopo più di un mese ti ritrovi senza alcuna traccia dell’Adsl, nonché appeso alla cornetta a dipendere una volta alla settimana dall’estrosa soluzione dell’addetto di turno al call center.

Funziona così. Per evitare di fare la fila al call center, di cui per esperienze negative con altri gestori concorrenti ti fidi come di un panda nella stagione del letargo, richiedi l’attivazione di una Adsl flat utilizzando la form che compare sul sito della società. La linea in questione risulta coperta dalla rete, si procede: immetti tutti i dati richiesti, controlli e invii il tutto. Tutto ok, dice il servizio automatico, ma per conferma riceverai un’email. Ricevo l’email. Bene, ora non resta che attendere fino a tre settimane (per via del passaggio burocratico attraverso Telecom Italia) perché arrivi la letterina con i codici.

Nel frattempo, si accomodi pure nel pratico servizio di monitoraggio dello stato di evasione della pratica. Magari con l’accortezza di attendere un giorno lavorativo perché sia inserita nel database. Due giorni dopo, niente. Quattro giorni dopo, niente. Una settimana dopo, niente. Chiamo il call center: «Non si preoccupi, quel database non è mai aggiornato». Passano tre settimane: niente database e niente lettera. Richiamo. «Scusi, ma quale richiesta?». E viene fuori che la gestione del servizio di iscrizione via Internet è in carico a una società terza, che evidentemente si è persa per strada i dati. E quindi? «Tocca ricominciare da capo, mi dia i suoi dati». Altre tre settimane? «Provi a chiamare tra una-settimana-dieci-giorni, che magari siamo fortunati e possiamo anticiparle le chiavi di accesso al telefono». Ma la società terza? «Che ci vuole fare…».

Passa una settimana. Le chiavi di accesso? «Acc, qui mi dà un errore, non capisco. Di solito è quando la linea non è coperta dalla nostra Adsl, lei ha controllato che il suo numero fosse raggiunto dal servizio?». Certo, un mese fa. Controlli anche lei. «Sì, è coperto». E quindi? «Mah, non so, aspettiamo ancora qualche giorno e vediamo se si risolve». Aspettiamo ancora qualche giorno e vediamo se si risolve. «No, in effetti la pratica è in errore». E dunque? «I dati corrispondono e la linea è coperta, ma a volte ci si bloccano, non sappiamo perché. L’unica possibilità è ricominciare da capo». Un’altra volta? «Un’altra volta». È la terza, funzionerà? «Speriamo». Riprovo tra una-settimana-dieci-giorni? «Riprovi tra una-settimana-dieci-giorni».

Che, come al solito, chi se ne importa del caso specifico e della società specifica, non è questo il punto. Capita, sfortuna, sprechi solo energie a prenderla sul personale. È che ne senti ogni giorno di casi specifici, per un errore, un imprevisto o un accidente, tanto che ti chiedi quale sia la normalità e se esista. La verità è che, considerando anche solo la mia storia recente di cliente, io un’idea me la sono fatta su come vanno queste cose: non conti nulla. Conti solo finché decidi di abbonarti e poi quando devi pagare: sei solo un’arancia da spremere, in realtà ti detestano, altrimenti non si spiegherebbe. Ma questo i loro spot non lo dicono.

ottobre 27 2004

Una gentile operatrice mi avvisa della promozione gratuita dei servizi Tele2 in corso proprio nella mia zona, fortunello che sono. Ora, i più affezionati sanno già che questa è la quarta volta di fila e se la rideranno alla faccia mia. Ma la cosa divertente – che ho messo a fuoco solo in quest’ultima occasione, nonostante l’avessi notata anche in precedenza – è la strategia per aggirare le obiezioni.

Io: Guardi, è la quarta volta che me lo proponete in pochi giorni.
Op: Ah, mi scusi. Ma non ero io. Sarà stato qualche mio collega.
Io: Capisco. Sarà tutt’un’altra cosa sentirla da lei, allora.

Ora, sempre nella speranza che qualche genio del marketing provi un moto di orgoglio e mi racconti in che modo si suppone che tutto ciò favorisca il miglioramento della specie umana, io traggo per me stesso le seguenti conclusioni:

– Tele2 ha prezzi molto bassi, quasi sempre i più bassi in circolazione per la telefonia fissa e per la navigazione in Internet;

– io sono seriamente intenzionato a diventare cliente di Tele2 (lo sono stato già in passato), ma prima di vincolarmi a un fornitore vorrei studiare con calma le offerte e le condizioni disponibili, al di là dei proclami pubblicitari;

– Tele2 ha un marketing telefonico a dir poco insistente;

– io detesto le aziende insistenti;

– io, quando sono infastidito dal comportamento di un’azienda con cui sto per fare un contratto, prendo tempo; ho preso tempo dopo ogni telefonata: il tempo di riflessione, dunque, sta aumentando esponenzialmente;

– le ultime telefonate, con quel “scusi, ma l’altra volta non ero io”, mi comunicano scarsa considerazione della propria potenziale clientela;

– io detesto le aziende che ti considerano un automa da aggirare con tecniche di comunicazione ancora prima di aver stipulato un contratto, perché l’esperienza mi insegna che in seguito la considerazione tende semmai a diminuire;

– io, quando mi accorgo di essere infastidito per almeno due motivi dal comportamento di un potenziale fornitore, tendo a fidarmi del mio istinto e prendo in seria considerazione l’ipotesi di rinunciare a un possibile vantaggio economico.

Credo che discuterò di tutto questo con la quinta operatrice (diversa dalle precedenti, dunque desiderosa di essere ascoltata) che mi contatterà per propormi questa benedetta promozione gratuita.

ottobre 19 2004

Questa mattina Tele2 si è voluta assicurare che io non volessi per caso provare gratuitamente la loro offerta.
Voglio dire, per la terza volta.

(Dice: ma non hai niente di meglio da fare che tenere traccia delle telefonate pubblicitarie? Sì, ma spero sempre che qualche responsabile del marketing di una qualunque delle aziende dal telefono facile, passando di qui per caso, provi un moto di imbarazzo. Anche se i numeri, con ragionevole certezza, danno ragione a lui.)