Da lunedì mattina fare la carta d’identità in versione elettronica costerà 25,42 euro, ovvero cinque volte più di quella cartacea (a cui finora era equiparata). Lo impone un decreto dei ministeri degli Interni e dell’Economia, per far fronte alle spese di produzione, diffusione e manutenzione del documento. I 20 euro in più rispetto alla versione tradizionale di carta andranno allo Stato. Leggevo sui giornali che secondo alcuni comuni sperimentatori il costo di produzione di ogni singola carta elettronica non supera l’euro. E ricordo ancora i piani del 2000 per sostituire tutti i documenti esistenti entro cinque anni. Stanti le nuove regole, in comuni come il mio la sperimentazione di fatto si sgonfia, perché l’amministrazione non se la sente di imporre il passaggio alla nuova versione e attuare una discriminazione rispetto a chi abita a pochi chilometri di distanza e non è coinvolto nell’esperimento.
La premessa non c’entra molto. Ma anche in nome di questo malinteso senso dei costi dell’innovazione e della più generale entropia dei soldi pubblici, io faccio i miei convinti auguri di buon lavoro al RitaliaCamp, che parte in queste ore con l’obiettivo di costruire un’alternativa “open source” al contestato e costoso portale turistico Italia.it. Più del caso specifico, è soprattutto il modello di assunzione delle scelte collettive a essere messo in discussione da iniziative come queste. In positivo, una volta tanto. Avrei voluto partecipare (e scriverne) di più: lavoro e impegni impellenti hanno remato contro, ma seguo a distanza e con molta attenzione.
chico
Apr 2, 2007 -
Paolo Zocchi in due post sul suo blog
http://britten.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1359566
http://britten.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1364558
parla della carta di identità elettronica (essendo una delle persone che ha contribuito a stabilirne le regole l’emissione):ovviamente secondo lui, anche se non ne spiega i motivi, 20 sono un prezzo giusto.
Cmq interessante in fondo al primo post la sua riflessione sul “federalismo digitale”, da cui non esce purtroppo una bella immagine dello stato del paese.
p.s.
forse i post li conoscevi già…
Sergio Maistrello
Apr 2, 2007 -
La mia perplessità è questa, Marcello, posto che rispetto certamente l’iter che ha portato i 20 euro e le difficoltà operative incontrate nel corso della sperimentazione della Cie (interpreto la soddisfazione di Zocchi come un: poteva andare molto peggio): se la carta tradizionale costa 5 e la carta elettronica costa 25, la motivazione a scegliere la cie si abbassa. Non capisco l’opportunità di continuare a gestire i due canali paralleli ancora a lungo, posto che finché si emettono carte tradizionali serviranno altri cinque anni da quel momento per un ricambio completo.
Inoltre se i 20 euro servono per finanziare la diffusione, mi sembra una tassa non del tutto equa: la pagano, al momento, soltanto i cittadini dei comuni sperimentatori e anche qui solo coloro che scelgono di fare il documento elettronico. Insomma, posto che magari mi sfugge ancora qualcosa, c’è qualcosa che non mi torna. Ammesso, ed evidentemente non concesso, che la cie sia un’innovazione di interesse nazionale e non un modello di carta d’identità deluxe da richiedere a scelta.