Ci sono momenti in cui capita di chiedersi a che punto esattamente siamo. Spesso accade che sia il marketing a dare una mano a trovare la risposta. Per esempio, questa cosa qui – Alitalia che svende i voli a 49 euro, facendoti poi pagare il carburante e la stessa vendita del biglietto a parte – io la trovo una mappa eccezionale della situazione complessiva. Come a dire che il bar ti offre il cappuccino a 30 centesimi, ma poi ti chiede un contributo a parte per il caffé (un euro) e per il latte (altri 50 centesimi). O che il gestore di telefonia ti passa tutte le chiamate a 5 centesimi al minuto, salvo considerare a parte il canone mensile, lo scatto alla risposta, la variazione tariffaria oltre il primo minuto di conversazione e le telefonate in entrata quando hanno origine al di sotto del 48° parallelo. Confido, comunque, che anche in questo caso i paladini del marketing-a-tutti-i-costi sappiano indicarmi la chiave per interpretarla come un’evoluzione necessaria e auspicabile delle strategie di vendita e di promozione.
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Titti Zingone-MarketingPark
Ott 11, 2006 -
Ciao Sergio.
I prezzi no-all-inclusive li considero controproducenti, fuorvianti e danno una pessima fama a chi li applica.
Anche alcune pizzerie (sì, hai letto bene, p-i-z-z-e-r-i-e!) stanno cogliendo il “trend”. Un mese fa ho scritto un post a tal proposito (qui: http://marketingpark.blogspot.com/2006/08/il-packaging-facoltativo.html) e tra noi marketer/comunicatori abbiamo cercato di ragionarci su.
A presto
TZ