Nella difficoltà di farlo singolarmente

Con Stefania e il piccolo Giorgio (che un giorno immagino dirà la sua), ringrazio tutti quelli che in questi giorni ci hanno scritto, commentato, linkato, telefonato, messaggiato, pensato, sorriso. Proviamo gratitudine per molte persone, alcune delle quali nemmeno sanno di aver contribuito alla serenità con cui abbiamo affrontato questo periodo così denso di meraviglie. Come spugne, abbiamo letto i diari personali di altre coppie in attesa, abbiamo spiato dalla porta di servizio i forum specializzati, ci siamo commossi davanti alle immagini dei filmini amatoriali altrui, abbiamo cercato conferme alle nostre sensazioni, consigli dettati dall’esperienza e idee per acquisti consapevoli. Abbiamo attinto a piene mani a quell’umanità condivisa che sempre più abbonda nella parte abitata della Rete, e questo ci ha arricchiti.

Per tutto ciò, ma soprattutto per quanti capiteranno qui in futuro animati dalla stessa ricerca casuale di calore in un momento così particolare della propria vita, Stefania e io abbiamo deciso di aprire le porte del nostro siterello familiare, finora ristretto a pochi amici e parenti. Contiene la storia della nostra gravidanza, e ora dei primi giorni del nostro bimbo. Ci farebbe piacere che la nostra felice esperienza di parto naturale ispirasse un giorno altre donne e altri mariti a recuperare dentro di sé quell’istinto ancestrale che una medicalizzazione sgarbata ha maldestramente perso di vista, rendendo tutto forse appena un po’ più sicuro, ma di certo più cinico, più industriale e spesso paradossalmente più doloroso. Raccontarlo e condividerlo è il nostro modo di essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.

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