Leggevo l’altro giorno su un quotidiano le dichiarazioni di un assessore comunale sul fatto che Milano avrebbe seri problemi di identità. Per questo motivo, diceva, è necessario ideare un marchio nel quale la città e il suo sistema produttivo possano riconoscersi e grazie al quale ritrovare l’entusiasmo perduto.
Da parte mia, offro al creativo che sarà incaricato un modesto contributo di immagini su cui lavorare: lo stillicidio di gocce sulla testa dei passanti ogni volta che qualcuno bagna i fiori sul terrazzo; cartacce, sacchetti, guanti di nylon e altri rifiuti nei carrelli dei supermercati; il senso di circolazione alternato all’ora di punta nelle strade a due corsie dovuto ai parcheggi selvaggi; l’effetto collo di bottiglia all’interno dei mezzi pubblici causato dalla pressione delle persone che salgono opposta alla pressione delle persone che devono scendere; lo smarrimento negli occhi dello sconosciuto a cui hai concesso una gentilezza gratuita.