Tirare in mezzo San Francesco d’Assisi nel tentativo di giustificare una situazione internazionale che ormai non piace più nemmeno a quanti l’hanno promossa – magari sostenendo che il fraticello umbro (vissuto in pieno Medioevo) non ebbe mai a negare la legittima difesa né l’uso delle armi, come ha fatto oggi il vicepresidente del Consiglio Fini – dà il segno della modestia di questi tempi.

Utilizzare a conforto di provocazioni non dissimili, nemmeno oggi si fossero messi tutti d’accordo, un fotogramma del giovane Francesco in partenza per le Crociate tratto da Fratello Sole, Sorella Luna – lo ha fatto, per esempio, la nuova, petulante e mattiniera edizione di Batti&Ribatti, trascurando forse la conversione che ne seguì – dà la misura della considerazione in cui è tenuto chi guarda.

Già assoldato nella schiera dei belligeranti di buon cuore l’imperatore Carlo d’Asburgo, mi stupirei ora se non si spulciasse parola per parola il testamento spirituale di Ghandi – che in tv va alla grande, di recente – alla ricerca di aperture alla guerra preventiva.

Tempora, mores.