Sulla questione Diario-elezioni-schede bianche, registro un po’ di stimoli interessanti. Nei commenti del post dell’altro ieri, daria annota con la semplicità che mi sarebbe piaciuto leggere fin dal primo giorno di questa vicenda quel po’ di procedura costituzionale che in effetti ho fin qui sottovalutato:
[…] I risultati ufficiali, gli unici che determinano la costituzione del nuovo Parlamento, sono quelli che vengono proclamati circa una settimana dopo le operazioni di voto, dalle commissioni elettorali, le quali non utilizzano strumenti elettronici, ma trascrivono con la biro il numero delle schede bianche e dei voti validi, riportati da ciascuna lista ed elencati nei verbali di ciascuna sezione elettorale, in dei tabulati, e li sommano, determinando in tal modo i risultati validi per ciascuna circoscrizione. Una commissione elettorale centrale, poi, somma i risultati di ogni circoscrizione, calcolando lunico risultato valido per tutto il territorio nazionale e determinando in tal modo la lista che ha diritto al premio di maggioranza alla Camera. Senza limpiego di mezzi elettronici. Gli unici dati ufficiali restano quindi quelli che si originano dallo spoglio delle schede cartacee nelle singole sezioni elettorali e che vengono poi trasmessi agli uffici elettorali circoscrizionali presso le Corti di appello e nazionale presso la Corte di Cassazione. I risultati ufficiali delle elezioni sono accertati e proclamati dagli Uffici elettorali costituiti presso le Corti dAppello e la Corte di Cassazione (uffici composti solo da magistrati, 83 in tutto) in base ai verbali trasmessi dai seggi elettorali. […]
Qualunque stranezza ci fosse mai nei sistemi informativi del ministero dell’Interno, dunque, avrebbe potuto anche incidere sul modo in cui i risultati sono stati annunciati durante quella drammatica notte d’aprile, ma non dovrebbe essere stata in grado di influenzare l’attribuzione definitiva dei seggi. Ad avere un po’ di tempo, mi piacerebbe spulciare i dati divulgativi del Viminale così come rilanciati l’11 aprile e i dati definitivi disponibili oggi sul sito del ministero. Del resto, che lo spoglio “elettronico” non avesse alcun valore ufficiale mi era chiaro, ma la visualizzazione dei due percorsi paralleli mi aiuta certamente a ridimensionare la tesi del programmino che redistribuisce sottobanco la schede bianche e rende più impegnativo immaginare brogli su scala nazionale.
Che cosa resta da chiarire? Resta il peculiare crollo delle schede bianche (peraltro non ancora pubblicato da fonti ufficiali), che molti si accontentano di spiegare con un sistema di voto differente rispetto al passato, tanto più semplice da contribuire apparentemente a livellare differenze storiche fra regioni e province. Resta la totale mancanza di informazioni ufficiali sulle schede nulle. E restano i comportamenti poco istituzionali di quella notte, tanto a centrodestra quanto a centrosinistra, che certo non possono essere ricondotti necessariamente a brogli, ma sintomo di un’agitazione assai poco costituzionale sembrerebbero. Resta anche il mistero di un’inchiesta tanto audace e clamorosa da non potersi permettere, in teoria, di essere smentita da un qualunque manuale di diritto costituzionale – ma questo è il meno.
Al di là delle valutazioni oggettive – su cui io continuo a professarmi curioso e laico – a me resta soprattutto il sentimento poco confortante del malcelato imbarazzo generale, sufficiente a lasciar pensare che quella notte sia davvero successo qualcosa di grave. Non ho sentito nessun deputato o ministro o segretario di partito uscire dalla mera schermaglia politica o dall’attacco strumentale per dire: “ehi, fermi tutti, l’accusa non regge a prescindere, i voti si contano ancora a penna” (tutt’altro, come dimostra un video rilanciato da Marco Canestrari). Di fronte a questo – e torno così al senso del mio primo post sull’argomento – mi pare che il governo, il ministero degli Interni, il Parlamento e le persone coinvolte a diverso titolo dall’inchiesta giornalistica siano tenuti (anche solo moralmente e in ragione dell’inquietudine di cui parlava ieri Giuseppe) a dare una risposta chiara, convincente e tempestiva. Berlusconi esternava per molto meno, quand’era presidente del Consiglio. Prodi e i suoi, per ora, cincischiano in modo imbarazzante.
Poi possiamo anche prendercela con Deaglio – perché si è esposto, perché ci sta guadagnando, perché lancia il sasso ma non ha le prove, perché fa parte dell’iter giudiziario – ma fino a prova contraria la difesa della credibilità dell’istituzione del voto non è compito di un giornalista.
Domiziano Galia
Nov 29, 2006 -
Già.
C’è però un ma: quella dichiarazione di Pisanu sul crollo delle schede bianche a poche ore dall’inizio dello spoglio che fece saltare sulla sedia Crespi (“come fa già a saperlo?”) subito, non oggi che ne parlano tutti, come mostrato ieri sera da Matrix.
La cosa potrebbe, dico potrebbe, avvalorare la tesi di Dalla Chiesa: che il broglio si sia operato (anche volutamente) su un piano meramente comunicativo: trucchiamo i dati “non ufficiali” del Viminale così intanto “vinciamo” noi e poi se non dovesse essere davvero così ce la giochiamo con la Cassazione, noto covo di giudici rossi. Fantapolitica?
Ubik» Blog Archive » Deaglio il recidivo
Nov 29, 2006 -
[…] Avrei voluto scrivere un bel post sull’affaire Deaglio ma le mie stesse idee sono raccontate da Sergio Maistrello in maniera magistrale. […]
daria
Nov 29, 2006 -
intanto grazie per il garbo con cui hai ripostato sul mio commento, non è facile oggi trovarlo, poi vorrei solo aggiungere che anche in me c’è la stessa inquietudine e non credo si possa escludere in modo assoluto la possibilità che sia successo davvero qualcosa di strano, ma non amo la fantapolitica. Intanto penso che un contributo alla chiarezza possa darlo il riconteggio totale delle schede, fatto in modo consensuale dall’attuale parlamento (destra+sinistra). ciao
Sergio Maistrello
Nov 29, 2006 -
@domiziano, tornerebbe qualche elemento in più, ma che vantaggio si avrebbe a truccare dei dati che non contano? è come falsificare un biglietto della lotteria: alla fine i soldi non te li danno anche se urli che hai vinto. difficile pensare che la cassazione riconosca la matrice di un biglietto farlocco. che è poi il punto su cui s’incarta il discorso di deaglio, o per lo meno il punto su cui m’incarto io al momento riguardo alle ipotesi di broglio… 🙂
@daria, siamo tutti qui per imparare. chi ne sa di più indica la strada. insieme diciamo meno scemenze e arriviamo più lontano (o più vicino al vero, a seconda dei punti di vista). è il bello di questo gioco. 🙂
Arturo
Dic 7, 2006 -
Deaglio è arrivato a quelle conclusioni, partendo da dati reali e non inventati, così come in America Moore ha attaccato l’Amministrazione Bush. Mi pare che qui, al di là della questione politica, stiamo continuando ad ignorare di come la libertà di opinione e d’informazione, diritti inviolabili nelle società liberali, sia sempre messa in discussione e questo è il problema più serio, molto di più degli eventuali brogli elettorali.
Sergio Maistrello
Dic 7, 2006 -
@arturo, ti dirò, nonostante ci siano tante distorsioni pericolose nel sistema della comunicazione italiana, io non penso che la libertà di espressione sia davvero messa in pericolo. chiunque può ancora dire la sua e oggi diversi strumenti amplificano la nostra voce e ci permettono di raggiungere altre persone interessate al di là delle scelte dei grandi gruppi editoriali. certo l’indagine su diario non è un segnale di buon senso, anche se sarebbe anche ora di distinguere tra un avviso di garanzia (che spesso è un atto dovuto) e una condanna
sempre io
Dic 11, 2006 -
basta bisticiare i politici sono di un unica bandiera…la loro!!
notizie ansa:
1)Manager Stato: non cambia ‘tetto’ -ANSA) – ROMA, 10 DIC – La riformulazione di un emendamento del governo alla Finanziaria conferma il tetto di 500.000 euro annui agli stipendi dei manager pubblici.-(ma tutti questi soldi per fare cosa????ladri)
2) 80 euro rimborso demolizione auto -ANSA) – ROMA, 9 DIC – Ottanta euro per la demolizione dell’auto Euro 0 o 1.(nn e pazzesco?)mi ci faccio giusto un pieno di benzina con tasse e accise incluse.
3)A Roma al voto 155mila stranieri – ANSA)-ROMA,10 DIC- Alle 18 sono stati 13.664 gli extracomunitari, pari all’8,79% dei 155.534 aventi diritto,( ormai gli italiani non votano piu.bisogna porre rimedio.per tenersi le poltrone e lo stipendio e la pensione dopo 30 mesi.o no?mentre vorrebero alzare gli anni di raggiungimento delle nostrre pensioni..da un calcolo..il costo per pagare le pensioni (dopo 30 mesi di governo)dei ministri di questo governo.equivarebbero alla metà di quelle errogate ai pensionati italiani)
ma parliamo di cose serie:
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leggette e arrabiatevi…
Dree
Dic 12, 2006 -
Sergio, purtroppo questa diatriba ben esemplifica il livello basso a cui siamo arrivati: la libertà di espressione è sacra, ma se io offendo una persona o offendo la verità devo risponderne. Il comportamento di Deaglio è stato DEONTOLOGICAMENTE vergognoso: sostenere che il broglio avviene a causa dei mezzi elettronici (come ha sostenuto) è FALSO. La magistratura deve accertare questo. Se in mezzo alle sparate che fa c’è poi un brandello di verità oppure ha sollevato una questione comunque queto cosa non cambia.
Però cosa succede in un paese cialtrone come l’Italia? Che se io ho raggiugo il mio scopo tramite mezzi illegali (fare fortuna per il berlusca o vendere il filmatino per deaglio) nessuno più mi può toccare perchè dirò che chi mi vuole toccare lo fa per un’azione politica. Ma che bello. Anche tu sei giornalista e ti dovresti offendere per il vilipendio fatto alla professione. Non che sia cosa nuova comunque: accade ogni giorno. Però dovremmo iniziare a separare il grano dall’oglio: ci può essere un giornalismo di denuncia serio al posto di un giornalismo di denuncia cialtrone.
DestraLab » Tutto tace
Apr 23, 2008 -
[…] Fu il mio primo impatto “traumatizzante” con il commento e con i tentativi anonimi, quasi, inutili di spiegare e argomentare che si poteva anche pensarla in modo diverso […]
Antonio Bigoni.
Set 6, 2013 -
Intervengo con un pò di ritardo in questa discussione per segnalarvi che nel 2008 e nel 20123 le schede bianche sono comunque rimaste basse,nonostante al ministero non ci fosse più il CDX che poteva fare i brogli.
Se Deaglio aveva ragione nel 2008 le bianche dovevano tornare a crescere,invece passarono solo da 439000 a 485000.
Ben lontane dal milione e settecentomila sbandierate come la quantità fisiologica.
E quest’anno a Febbraio stessa musica,solo 395000 bianche.
Quindi o le elezioni sono tutte false o tutte regolari,in quanto bisogna concludere che davvero il crollo delle bianche del 2006 è dovuto solo al cambio della legge elettorale.