Per me cominciano oggi i giorni di State of the Net, e ne avremo fino a domenica (la conferenza, in realtà, dura solo due giorni: domani e sabato, presso il Centro Visionario di Udine, in via Asquini 33). Oggi allestiamo la sala e diamo una mano di vernice agli ultimi dettagli. Il posto è assai carino di suo: un casermone degli anni ‘Anta trasformato con gusto e attenzione per i dettagli in un discreto e sincero atto d’amore per il cinema (ed è un cinema, in fin dei conti). Se vi piace la metà di quanto è piaciuto a me, siamo a buon punto.

Già stasera saremo in compagnia dei primi ospiti, che arriveranno da tutta Italia, dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti. E a quel punto tutto andrà come deve andare: una volta che il contenitore che hai contribuito a costruire si riempie di persone e di idee cessa di essere tuo – se mai lo è stato, visto che abbiamo preso a prestito esperienze, idee e spunti che sono patrimonio collettivo della parte abitata della Rete – e prende una vita tutta sua. Quando tutto va per il verso giusto, è un momento di grazia.

Sono molto tranquillo, in realtà, e credo che il programma funzionerà piuttosto bene. Però sono curioso e sotto sotto emozionato, perché per me State of the Net è anche un punto di incontro tra diversi momenti della mia vita. C’è un po’ di casa, un po’ dei mesi di servizio civile che ho passato a Udine, c’è molto del mio lavoro di oggi, c’è molta della fatica che questo territorio fa a recepire le innovazioni a misura d’uomo di cui parleremo, ci sono gli amici di un tempo, ci sono tanti dei nuovi compagni d’avventura che la Rete mi ha fatto incontrare in questi anni. Tutto s’incontra insieme a pochi passi da casa. Che suona un po’ come avere un intero villaggio turistico ospite a casa tua per un fine settimana, con tutto ciò che di gioia e di responsabilità comporta. Fin qui ne è valsa la pena.

Venite? Noi tra poco si comincia.