Gli americani saranno pure esagerati. E tutto questo circo nato intorno all’iPhone 3G magari ha perso appena un po’ il senso della misura. Però la novità c’è tutta ed è, per un buon numero di persone tra quelle più smaliziate nel vivere la Rete, molto calda. Questo per dire che il silenzio dei siti di Tim e Vodafone nel giorno in cui Apple urla una novità che li riguarda così da vicino mi pare stridere non poco con la liturgia di questo genere di occasioni, nelle quali tutti si coordinano all’unisono per tenere alta l’attesa, costruire l’evento e poi intascare la propria quota di ritorno di immagine. Non mi aspettavo certo un piano di comunicazione ad hoc, pubblicato nell’istante esatto in cui finiva la presentazione di Jobs; ma uno straccio di apertura autocelebrativa, condita con due frasi di circostanza sull’imminenza della commercializzazione dell’iPhone, non credo avrebbe stonato. E, in assenza di certezze, sarebbe stata sempre meglio del mal celato imbarazzo con cui oggi i giornali infilano le misere anticipazioni disponibili riguardo al mercato italiano nella cornucopia di dettagli più o meno secondari raccolti nel giro di un’ora e mezza negli Stati Uniti e in Rete. Ma è chiaro che a me sfugge più di qualcosa del cinico mondo della telefonia mobile italiana.