Lo aveva anticipato a caldo Beppe Severgnini: nei prossimi giorni in tanti si affretteranno a sminuire la vittoria di Obama, non date loro retta. E infatti nella settimana passata è stato tutto un fiorire di distinguo. Obama è freddo, cinico, opportunista ed egocentrico: probabile. Fin qui sono state solo parole: inconfutabile. È soltanto una moda: certo gioca anche quella. Sull’Iran ha detto le stesse cose che diceva Bush: gli americani non hanno eletto mica il presidente svizzero. Non potrà certo stravolgere gli Stati Uniti e il mondo in quattro anni: oh, mi sorprenderebbe il contrario.
Quello che proprio non capisco è come noi italiani possiamo essere tanto cinici: fare gli schizzinosi rispetto al programma della nuova amministrazione americana, per esempio, a me suona come se un bimbo denutrito facesse il prezioso di fronte al menu di un ristorante di lusso. Hai voglia a dire che sono solo parole: noi, per ora, non abbiamo avuto nemmeno quelle. Cioé, le parole sì: tante, troppe e fumose. Leggetevi quel capolavoro di sintesi, visione, chiarezza e semplicità che Obama e Biden hanno proposto ai loro concittadini. Su Apogeonline abbiamo voluto dare il nostro contributo traducendo tutta la parte relativa alla tecnologia: ogni parola scritta a proposito di Internet è un concentrato di competenza e idee chiare, non c’è una riga che non sia quanto meno allo stato dell’arte.
Questo non implica alcuno sconto a prescindere sull’analisi critica di come tutto ciò verrà trasformato in pratica, né il foderarsi gli occhi di prosciutto davanti ad alcuni temi controversi – come la riforma del copyright, che lascia aperte molte porte. Ma proprio noi, che ci concediamo il lusso di votare partiti privi di una importante visione dell’innovazione, costantemente indietro di un passo rispetto alla maturazione tecnologica del paese, ostinati nel girare intorno al valore strategico della ricerca, beh proprio noi non credo possiamo permetterci di far tanto gli strafottenti senza apparire straordinariamente ridicoli.
luciano bubbola
Nov 10, 2008 -
“Se vuole evitare una delusione drammatica, Obama deve agire rapidamente e bene. Forse lunico modo che ha di impedire uno «schianto» una delusione di gravi proporzioni che gli rivolterebbe contro la volontà politica è assumere iniziative importanti entro i primi due mesi di presidenza. La prima dovrebbe essere chiudere Guantanamo e trovare il modo di trasferire i procedimenti dei detenuti in tribunali legittimi. La seconda, predisporre un piano per il ritiro delle truppe dallIraq e iniziare ad attuarlo. La terza, ritirare le sue dichiarazioni bellicose su una escalation della guerra in Afghanistan e cercare soluzioni diplomatiche multilaterali in quellarea. Se non compisse questi passi, il suo sostegno da parte della sinistra sarebbe destinato a deteriorarsi nettamente, e si riproporrebbe la spaccatura tra falchi liberal e sinistra contro la guerra. Se nominasse personaggi come Lawrence Summers in posti chiave del governo, o se continuasse le politiche economiche fallimentari di Clinton e Bush, allora, a un certo punto, il messia sarebbe rigettato come un falso profeta.
Piuttosto che di una promessa impossibile, abbiamo bisogno di una serie di azioni concrete che comincino a ribaltare le terribili abrogazioni della giustizia commesse dal regime di Bush; se ciò non avvenisse, la delusione sarebbe pesante e drammatica. La domanda è: quanta dis-illusione è necessaria per riacquistare una politica critica, e quale forma di delusione più drammatica ci ricaccerebbe nel grave cinismo politico degli ultimi anni? Una certa rinuncia allillusione è necessaria per poter ricordare che la politica attiene non tanto alla persona, allimpossibile e alle belle promesse che Obama rappresenta, quanto piuttosto a quei cambiamenti concreti che potrebbero iniziare a produrre, nel corso del tempo e non senza difficoltà, condizioni di maggiore giustizia”. (Judith Butler, ‘Obama e il suo fantasma’ su ‘il manifesto’, 9 novembre 2008, p. 8)
Judith Butler è Maxine Elliot Professor nel dipartimento di Retorica e letterature comparate all’università della California di Berkley, di sicuro non è una cinica italiana…
Saluti
Luciano Bubbola
Sergio
Nov 10, 2008 -
hai proprio colto il punto, luciano 🙂
va bene, mi hai convinto. questo mondo fa schifo e non v’è salvezza. amen.
Antonio
Nov 11, 2008 -
Sarà dura per Obama, ma credo che ce la farà. Rifacendomi al titolo … credo che per noi italiani sarebbe meglio non aspirare a fare la parte della volpe.
luciano bubbola
Nov 11, 2008 -
Caro Sergio,
per replicare ad un’opinione, diversa dalla trasversale ‘euforia obamiana’ (in Italia ha contagiato Destra e Sinistra), è proprio necessario l’uso dell’amen come risposta?
Se dobbiamo ricorrere alla liturgia cristiana (con un termine di derivazione ebraica), allora ben poco rimane alla laica ‘critica del giudizio’ di derivazione kantiana… non credi?
Saluti laici
Luciano Bubbola