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Tag: bologna

Dicembre 15 2005

Oggi Firenze e Bologna, domani Roma. Più tempo in treno che altro, ma il programma è fitto di impegni e promette incontri stimolanti. Oggi, tra l’altro, racconto la “parte abitata della Rete” ad alcuni studenti dell’Università di Firenze, ospite di Antonio Sofi. Venerdì, poi, conto di essere nel pomeriggio alla Camera dei Deputati per il convegno su Internet e Politica organizzato da Blogosfere.

In questi giorni di consegne urgenti e di bagagli disfatti e rifatti manca giusto il tempo di riflettere sulle cose. Di Parigi, per esempio, ho ancora un po’ di idee da smaltire, ma di questo passo dovranno attendere ancora per un po’. Intanto Diego “Z di Zoro” Bianchi ha quasi finito il montaggio e, questione di ore, dovrebbe essere online il suo video su Les Blogs 2.0: una ventina di minuti sarcastici e irriverenti, ma – che diamine! – quel ragazzo ha classe da vendere. Per chi c’era e per chi non c’era: chi c’era ride di più, ma non è detto.

Novembre 16 2003

Bologna, venerdì sera. Piazzale della stazione. Andirivieni nevrotico di autobus. Aspetto il 25, confuso in una folla di persone. Una donna attraversa la piazza con fare frettoloso e si avvicina nella mia direzione.
Lei (mi punta con l’indice): Trentasette?
Io (resistendo alla tentazione di rispondere “No: Sergio. Piacere”): È passato un attimo fa, ma non so dirle in quale angolo della piazza si fermi.
Lei: Perché, non ferma qui?
Io: No, signora. Vede: questa è la fermata “25 62”.
Lei: Appunto, scusi: qui fermano tutti i bus dal numero 25 al numero 62.
Io: … temo che si sbagli: significa che qui fermano il 25 e il 62. Lei deve cercare una fermata in cui compaia anche il numero “37”.
Lei: (mi guarda interdetta, quasi spazientita, non dice nulla e se ne va)

§

Bologna, sabato mattina presto. Ancora sul 25. Sedute davanti a me ci sono due donne, una di mezza età, l’altra più anziana: potrebbero essere madre e figlia. Sulla destra, cinque distinti uomini d’affari sono in piedi, ciascuno con la propria valigetta tra le gambe. Conversano pacatamente in arabo. I lineamenti fanno pensare che potrebbero essere egiziani. Le due donne parlano tra loro, poi notano gli stranieri e si fanno curiose.
Figlia: Vedi, questi sono brasiliani.
Madre: Ahhh…
Figlia: Eh, sì sì. Senti, parlano in brasiliano.
Madre: Ahhh…
Figlia: Chissà. Ma adesso glielo chiedo, eh.
Madre: Eh, sì.
Figlia (rivolta all’uomo a lei più vicino): Brasile?
L’uomo d’affari non coglie e risponde con una cortese occhiata interrogativa.
Figlia: Venite dal Brasile?
Lui: … no no… ehm… Fiera!
Madre e Figlia: Ahhh…