Good Morning Italia ha pubblicato l’edizione 2016 de L’anno che verrà, l’ebook che raccoglie spunti e previsioni su quello che possiamo aspettarci nei prossimi mesi. Tra i contributi raccolti quest’anno c’è anche il mio.
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L’avverti l’accelerazione? Sei il passeggero di un aereo al decollo. Parte la rincorsa, le ruote cominciano a girare. Poi accelera. Accelera. Accelera. Te l’aspetti, la progressione, sei preparato alla spinta. Sai che il velivolo deve raggiungere una velocità considerevole per staccarsi dal suolo. Tutto bene. Fino a quel momento lì.
C’è un istante in cui la velocità supera il moltiplicatore ideale che mente e corpo si erano prefigurati. Non hai alcun controllo sulla situazione. Nemmeno il pilota può più arrestare la manovra. Per alcuni secondi sei sospeso al limite della tua soglia di comfort e insegui equilibri precari. Per alcuni è ebbrezza, per altri disagio.
Ecco: nell’innovazione tecnologica siamo giunti all’equivalente di quel momento lì. Per decenni la nostra idea di progresso è stata lineare: una crescita regolare, la somma di sforzi e intuizioni, anno dopo anno. Conoscevamo fenomeni evolutivi soggetti a progressioni esponenziali, ma li consideravamo governabili, perché il loro impatto era molto meno veloce e significativo delle nostre pianificazioni.
Poi, com’è nella natura dei fenomeni evolutivi, la tecnologia ha cominciato a spingere. A colpi di raddoppi ravvicinati, la capacità di elaborazione dei processori elettronici ha raggiunto quella dei piccoli mammiferi e si avvia a eguagliare quella del cervello umano. Intravediamo la soglia della singolarità tecnologica, il punto ideale dove l’intelligenza artificiale potrebbe potenziare le capacità degli esseri umani.
Dove sta il problema? Nella velocità: l’ebbrezza, o il disagio, ostacola la visione strategica del futuro. Nella miopia: le gerarchie della società contemporanea, sfidate sempre più spesso da iniziative di rottura (Uber e i taxi, Airbnb e gli alberghi, Facebook e l’informazione), tentano di preservarsi abbarbicandosi ai modelli di crescita lineare. Il 2016 è l’anno in cui si diffonderà la consapevolezza dell’accelerazione e sarà sempre più difficile procrastinare una discussione aggiornata e lungimirante sul futuro.
