Succede che, stimolato anche dalle allarmanti riflessioni di Beppe, Giuseppe e Massimo in merito all’influsso negativo di Telecom Italia sull’Internet italiana, prendo in considerazione la possibilità di acquistare il mio primo credito prepagato SkypeOut. Skype già lo uso con soddisfazione per telefonate da Pc a Pc: per valutare l’effettiva convenienza delle tariffe di interconnessione con le linee tradizionali fisse e mobili (0,017 euro al minuto per molte tipologie di chiamata), vado a cercare sul sito dei miei fornitori attuali le cifre esatte dovute per le stesse telefonate.
Sul sito di Telecom Italia mi perdo. Stordito io, per carità. Quando mi ritrovo, sono entrato nel mio profilo personale, una sezione che, previa iscrizione, è disponibile per tutti gli abbonati. Non rintraccio subito il dettaglio delle tariffe, ma in compenso mi casca l’occhio sul riquadro dedicato al consenso alla privacy. Ricordate quel questionario che ogni intestatario di linea ha avuto la possibilità di compilare e rispedire per negare espressamente l’eventualità che chiunque potesse avere accesso ai dati personali per propagare pubblicità telefonica e postale? Bene, io l’ho mandato per fax l’8 marzo scorso e, pur concedendo la pubblicazione sull’elenco telefonico, ho negato qualsivoglia permesso d’uso del mio numero di telefono o dell’indirizzo postale per scopi promozionali. Lo ricordo bene, perché – per interpretare il burocratese fastidioso e scansare alcune trappole insidiose – ho passato una buona ora a leggere, rileggere e controllare ancora.
Di tutta questa promessa rivoluzione che cosa resta? Il mio profilo utente dice che in effetti no, le ricerche di mercato mi stanno assai antipatiche (cosa vera poi fino a un certo punto: non c’era alcuna domanda specifica nel modulo) e non voglio affatto essere contattato a questo fine. Tuttavia esprimo ampia disponibilità a ricevere comunicazioni pubblicitarie, quelle invece sì aborrite appena una casella me ne dava l’occasione. Tanto è stato fatto perché ciascuno potesse veder riconosciuto il diritto a non essere importunato, che comunque – nel mio caso – non è servito a nulla.
Prima mi cadono le braccia. Poi mi imbufalisco. Quindi chiamo il 187. Che, per non saper né leggere né scrivere, mi propina a caldo una manciata di spot Telecom Italia preregistrati, hai visto mai. Per evitare di ascoltare la promozione AliceMia per la quarta volta, mi distraggo e perdo la preziosa combinazione di tasti per interagire col call center. Dopo un silenzio imbarazzante, entro comunque in una qualche lista d’attesa. Qui ha inizio un’imbarazzante nenia che chiunque l’abbia inventata è un genio del male (a proposito, le voci dei vip le hanno già messe in cantina?): la voce registrata prende atto che effettivamente c’è molto traffico e tutti gli operatori sono occupati, tuttavia «abbiamo ragione di ritenere che il primo operatore libero le risponderà». Bontà loro.
Per consolidata tradizione, evito di accanirmi con Alessia, l’operatrice che mi risponde dopo alcuni minuti. Le spiego la situazione con calma, lei con altrettanta gentilezza verifica, conferma l’errore e subito corregge. Incidente chiuso, che ci voleva? Il che mi fa pensare che con ogni probabilità sarà stato l’errore più in buona fede che sia mai stato fatto su questa Terra. Però io, se fossi in voi, andrei a controllare.
Aggiornamento: Pierluigi Tolardo, in un commento a questo post, dà una spiegazione verosimile del problema. Distinguendo il consenso verso chiunque espresso col famoso modulo e il consenso che l’utente dà al suo fornitore di linea. Approfondirò.
mauro
Nov 27, 2005 -
Scrivi sempre benissimo! Bel ritmo e ottimo finale. Quasi quasi sono fiero di te! Ciao! Mauro
oRi0n
Nov 27, 2005 -
Ho controllato ora, stesso risultato. Sulla buona fede inizio ad avere qualche dubbio…
Sergio Maistrello
Nov 29, 2005 -
Mauro, grazie. 🙂
ORiOn, stiamo a vedere se è successo anche ad altri. Potrebbe essere anche una lungaggine nel riportare le indicazioni degli utenti (ma certo non giustificherebbe quel sì predefinito alla pubblicità, dal mio punto di vista). Però certo qualche dubbio…
patrizio
Dic 2, 2005 -
Un mercoledì di un paio di settimane fa.
Ero andato a pranzare a casa, un colpo di vita incredibile in questi tempi eroici sotto il profilo professionale.
Gustavo l’evento: via la giacca, la cravatta, copertina sul divano e due dico due puntate dei Simpson, di cui la prima – forse – incognita.
Appena dopo l’inizio della sigla, squilla il telefono. Io e mia moglie Arianna non siamo mai in casa, di giorno. E’ quindi insolito che squilli il telefono piuttosto del cellulare. Può essere un’emergenza.
Mi catapulto fuori dalla coperta, attraso la casa e arrivo al telefono.
> dico io.
>.
>
>
>
>
>
> Campane a morto.
>
>
> dico io > Il magico termine della mia infanzia.
> dice lui >
Stacco la spina un secondo. Io non so se lui capisce che mi ha estratto dalle coperte, costretto a lasciare i Simpson, occupato per un intero minuto per prendermi in giro. Segue all’evidenza un canovaccio, e dalla voce capisco ch’è solo un ragazzino diligente, deciso di convincermi che la comunicazione di una offerta di prodotti non è una pubblicità ma un servizio.
> Quest’obiezione non c’è sul canovaccio, e lui la ignora saltando al finale.
>.
Ma quella sera non ha richiamato.
In compenso, hanno chiamato nel giro di dieci minuti due operatrici telecom italia per proporre a mia moglie la medesima istallazione gratuita del modem per il collegamento ADSL a consumo.
La seconda si è scusata del disguido, rassicurandomi sul fatto che era stata un collega, e non lei, a chiamare pochi minuti prima.
Per ripicca, getterò la tele e tornerò ai segnali di fumo.
ciao p.
LaRadman
Dic 3, 2005 -
skype è fantastico ma un po’ scomodo, il call center telecom (ma quello di tele2 è pure peggio) un incubo. Ho preso troppe arrabbiature per credere alla buona fede (che nel migliore dei casi è faciloneria e incompetenza, allora…)e speso troppi soldi per accedere all’adsl. NOn so tu, ma io vivo come una che non ha scampo… magari non è vero…
Sergio Maistrello
Dic 3, 2005 -
patrizio, dev’esserci stato qualche problema nel testo, è saltato tutto un pezzo. se vuoi lo sistemiamo.
laradman, sì sì, mi riconosco nello stato d’assedio. io reagisco in due modi: diffondo più che posso la consapevolezza che qualcosa non veda (sperando che chi legge, utente o operatore, faccia le sue riflessioni in merito) e cerco nuove soluzioni. skype, su cui pure ho ancora alcune perplessità, è una soluzione discreta ed economica. e cominciano a diffondersi telefoni usb che rendono anche le chiamate via computer semplici da gestire come un telefono fisso o un cellulare. io ne ho appena installato uno di u.s. robotics.
Pier Luigi Tolardo
Dic 3, 2005 -
Vedi Sergio non si tratta di un problema di errore commesso in buona o malafede ma di un’impostazione ufficiale di Telecom Italia: per Telecom Italia il questionario inviato serviva solo ad acquisire o meno il consenso dell’utente-clente a ricevere pubblicità telefonica o postale da tutti, quindi se uno non ha restituito il questionario o restituendolo ha negato il consenso(in questo caso non valeva silenzio-assenso ma silenzio-rifiuto) non deve più ricevere pubblicità postale o telefonica perché in elenco, cartaceo e web, non ci sono le famose bustina e cornetta. Da Tutti tranne Telecom Italia perché Telecom Italia ritiene che il consenso sia stato dato o non dato all’atto dell’abbonamento, oppure quando entrò in vigore la legge sulla privacy e venne mandata la famosa richiesta(parecchi anni fa ormai), in compenso, però, chiunque chiamando il 187 può chiedere di non ricevere più pubblicità da Telecom Italia, come hai fatto Tu, ma le due cose, a torto o ragione che sia, sono separate, cioè consenso alla pubblicità e consenso alla pubblicità di Telecom Italia.
matteo gigli
Dic 16, 2005 -
ma quale buona fede, casualmente anche il mio profilo utente nega la disponibilità alle indagini di mercato ma la consente per la pubblicità. ho ancora la copia del modulo inviatogli e le crocette sono inequivocabili. e ora dovrò pure rimettermi all’onestà dell’operatore per avere la variazione del profilo. ma perchè il garante non fa una bella multa a telecom !!!!
aghost
Mar 12, 2006 -
>Da Tutti tranne Telecom Italia perché Telecom >Italia ritiene che il consenso sia stato dato o >non dato allatto dellabbonamento, oppure quando >entrò in vigore la legge sulla privacy e venne >mandata la famosa richiesta
a me risulta agli abbonati ante ’96 non è mai stato chiesto alcunché, per la semplice ragione che il cosiddetto Garante della Privacy ha graziosamente concesso una particolare esenzione, tagliata su misura per i monopolisti telecom – seat pagine gialle, nella sua legge 675/96 (art 12, capo “c”): i detentori dei dati “conoscibili da chiunque” (elenchi etc) non sono tenuti a richiedere il consenso al trattamento dei dati. Quando ricevete tonnellate di spazzatura nella casella della posta sapete chi ringraziare: Rodotà.
vedi anche mio post
teresa campisi
Lug 31, 2007 -
2 giorni fa telefona al mio numero d casa di mia madre un’operatrice telecom, che comunica che per la nuova legge sulla privacy, l’utente ho dà il consenso al trattamento personale dei dati, con l’inserimento in banche date o al servizio di promozione, oppure, non riceverà neanche più l’assistenza tecnica telefonica telecon su quel numero?
E’ una cosa legittima?
Un operatore di servizi può interrompere la comunicazione telefonica si disservizi all’utente, perché questo non dà il consenso a ricevere promozioni?
Esiste a parte la legge sulla privacy, un documento relativo alla privacy, differente per ogni gestore? Se esiste é consultabile?