È almeno dal Festival del giornalismo di Perugia del 2009 che sento Mario Tedeschini Lalli immaginare opportunità di ritrovo e condivisione per chi si occupa di giornalismo digitale in Italia:
Centinaia di persone in tutta l’Italia si occupano di giornalismo digitale, forse sono anche di più. Sono giornalisti con tanto di bollo e tesserino, studenti e studiosi della materia, ma anche tante, tantissime persone che per passione civile o interesse professionale ogni giorno “commettono atti di giornalismo”, per usare la felice espressione di Dan Gillmor. Gente che lavora per testate grandi e note con un loro sito web, per testate nate solo online, gente che scrive blog, che interagisce su Facebook, su Twitter o altre reti sociali. Tutta questa gente finora non ha avuto un “luogo” dove parlare del proprio lavoro, scambiarsi opinioni, verificare le proprie diverse esperienze, fondare una pratica e un’etica del giornalismo digitale. E sarebbe bene che l’avesse. [*]
Così, grazie alla determinazione di Mario e con la complicità di un gruppo di iscritti e simpatizzanti della Online News Association (tra i quali pure io), arriva la prima occasione d’incontro concreta:
Da qualche parte occorre cominciare, per questo con un gruppo di amici abbiamo deciso di organizzare un “meetup” a Roma, sabato 13 novembre, per parlare tra di noi e cominciare a ipotizzare i passi successivi. Il tema iniziale: il giornalismo digitale al livello locale. [*]
Tutti i particolari logistici si trovano in un wiki al quale ci si può iscrivere e nel quale si possono proporre temi e ipotesi di lavoro. Sarebbe bello fossimo in tanti.
Mattia
Ott 16, 2010 -
E’ possibile partecipare anche se non si è dei professionisti?
Sergio
Ott 16, 2010 -
Certo, Mattia, è aperto a tutti quelli che hanno un interesse sufficientemente forte da dedicarci una domenica intera 🙂
Luciano61
Ott 17, 2010 -
Per fortuna c’è ancora qualcuno del ‘ramo’ che non svende sul web 2.0 la propria intelligenza e libertà: letto l’ultimo libro di Jaron Lanier, “Tu non sei un gadget”?
Illuminante!
🙂
Sergio
Ott 17, 2010 -
Io l’ho trovato molto deludente e ideologico (difetto paradossale per un libro che pretende di denunciare e condannare un’ideologia).
Luciano61
Ott 17, 2010 -
Credo che il Tuo giudizio (rispettabile e valido, forse, per certi aspetti del libro!) sia pienamente condiviso anche dai nostri politici ‘webbaroli’, in primis da Gianfranco Fini 2.0 se non erro.
E di ciò mi preoccupo, perché ciò non è ‘marchio di garanzia’ e di onestà intellettuale, anzi…
Sergio
Ott 17, 2010 -
Non so se sei più lontano dall’aver compreso la mia posizione o quella dei supposti politici webbaroli. In ogni caso è un’associazione di idee molto curiosa. Però qui si parlava di giornalismo digitale locale.
Luciano61
Ott 18, 2010 -
Ma il locale non è anche globale, cioè ‘glocal’ come dicono i vari guru digitali (Kelly, Shirky, Rushkoff, Benkler, Dyson, Sanger, Carr…)?
Certo che la ‘compagnia’ si allarga e certi nomi è meglio dimenticarli (soprattutto queli imbarazzanti dei politici: da Fini al ‘pacificatore afgano’ Nobel-Obama!), magari fingendo di non conoscerli proprio, per rimanere ‘puri’ nel fantastico mondo 2.0!
Ma qui Tu parli di ‘giornalismo digitale locale’: giusto! … Excusatio non petita?
Forse…
🙂
Sergio
Ott 18, 2010 -
Sì, certo, è proprio così.
Luciano61
Ott 18, 2010 -
Bene! Bravo!
Se lo confermi Tu… allora mi sento ‘realizzato’…
Grazie
🙂
p.s.- certo che i giornalisti italiani ‘digitali e non’ (e soprattutto quelli locali!) accettano di buon grado (e molto volentieti a quanto leggo…) il dialogo e il confronto con chi non la pensa come loro… o no?
Sergio
Ott 18, 2010 -
No, infatti, sono illiberali, ideologici e profondamente rinchiusi nel loro mondo assolutizzato e imposto agli altri. Che poi è l’idea che hai sempre avuto e da cui non ti sei mai spostato di un millimetro, a proposito di confronto. Tutto torna, no?
Luciano61
Ott 19, 2010 -
Però io non mi spaccio per ‘giornalista digitale’ e magari ‘liberal’ quando Obama non fa cazzate (ultimamente è un po’ raro!)…
La differenza tra noi due c’è ed è notevole come una certa incoerenza di alcuni personaggi pubblici e, magari, digitali… o no?
Ora mi leggi pure nel pensiero (o così credi…)?
Sei però un po’ permaloso e presuntuoso, vero?
Allora sarai un ottimo giornalista… ma solo italico (la stampa estera è fatta di ben altra pasta e di altri giornalisti!)!
Auguri
🙂
Sergio
Ott 19, 2010 -
L’unica differenza tra noi è uno dei due si concede il lusso di avere e sputare certezze su tutto e su tutti, e scambia questo per confronto. Vuoi discutere? Discuti. Ma con le tue idee, mettendoci la tua faccia. Io finora – e sono mesi – ho visto solo battute, allusioni, citazioni, provocazioni, il più delle volte generiche e avulse dal contesto. Ma tu che cosa pensi? Che cosa vuoi? Io mica l’ho capito, né ho capito che cosa c’entro io nei tuoi conti in sospeso col mondo. Le mie idee, la mie scelte personali, la mia storia professionale sono in gran parte qui, nero su bianco, giorno per giorno, a disposizione di chiunque. Hai rilievi o contestazioni? Prego, ma bada di sapere di che cosa parli e dove vuoi arrivare. Un giorno finalmente ci conosceremo di persona e sono sicuro che ci vorremo un gran bene. Fino ad allora tieni bene a mente questo: azzardati un’altra volta a discutere le persone al posto delle idee su uno spazio di mia competenza e sarai bloccato. Vuoi il dialogo? Prego, non aspetto altro.
Luciano61
Ott 19, 2010 -
Cosa vuol dire “discutere le persone al posto delle idee”?
C’è forse ancora l’Iperuranio Platonico, dove le Idee vagano libere e i poveri mortali attendono una loro apparizione?
Non capisco cosa intendi, forse c’è del fraintendimento, dovuto a ragioni a me ignote…
Peccato, io continuo a credere negli uomini con le loro idee e proprio per questo distiguo tra grandi e piccoli, e considero grandi gli uomini con idee grandi…
Mah
🙁
Sergio
Ott 20, 2010 -
Guarda, in realtà è tanto più semplice, non serve arrivare all’Iperuranio. Basta rispettare a prescindere gli interlocutori e limitarsi a esporre i propri argomenti puntuali e costruttivi sull’argomento di cui sta parlando. Non ti è ancora chiaro? Rileggi questa pagina. Io segnalo un incontro informale per persone interessate al giornalismo digitale e tu che cosa fai? Cominci col chiederti se c’è ancora qualcuno che non svende intelligenza e libertà, poi nell’ordine mi dai – e perdonami se banalizzo le sfumature – dell’intellettualmente disonesto, dell’incoerente, del permaloso, del presuntuoso e del professionista mediocre. Tutto questo sulla base dei tuoi mal di pancia e senza aver dato un contributo che sia uno a un argomento che probabilmente nemmeno ti interessa. Bene, questo io lo chiamo discutere le persone e guardarsi bene dal discutere le idee. Su questo terreno di gioco non avrai mai il mio rispetto e da ora in avanti nemmeno la mia attenzione. Ma ora stupiscimi, Luciano61: lascia perdere l’aria fritta e le tecniche da troll dilettante e dimmi finalmente che cosa pensi.
Luciano61
Ott 21, 2010 -
L’hai già ricordato Tu: semplicemente mi riferivo a coloro (ma Tu non sei citato, infatti non credo che Tu possa rientrare in tale categoria di ‘digital guru’ o sbaglio anche qui?) che hanno svenduto (per guadagnarci sotto molteplici forme) la propria intelligenza e libertà in nome di presunte innovazioni digitali e mediatiche, considerando gli utenti dei semplici consumatori-polli di bufale e di distorsioni della realtà.
Tutto qua, ma se Ti senti ‘parte in causa’ per il mio modesto parere, non è colpa mia…
Chiaro, ora?
p.s.- l’aria fritta gira molto in Rete e a ricordarlo è proprio il citato Lanier!