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Tag: gea

Marzo 24 2024

Ehi tu. Guarda che ti ho visto, piccoletta. Che ti aggiri per casa rubando ogni residuo di infanzia con la determinazione bonaria di chi pensa fosse anche ora, e ricevi lettere dal distretto sanitario per ricordarti che mica hai più diritto alla pediatra. Ma come ti permetti, dico io?

Lo riconosci anche tu il confine intorno a cui saltelli, ora di qua ora di là, un po’ piccola e un po’ grande, un po’ ingenua e un po’ scaltra, un po’ incerta e un po’ indipendente, un po’ spensierata e un po’ persa nei primi pensieri lunghi? Ti capita ancora di irrigidirti per la frustrazione, come quand’eri bambina, ma sempre più spesso te ne accorgi da sola e finisce che ti scappa da ridere anche al colmo della disperazione. E io sorrido con te, perché penso che forse sarà proprio l’ironia, che pure non ami perché la riconosci arma, a salvarti dai giorni bui.

Conosciamo ogni tuo muscolo, osso, legamento, perché la lotteria quotidiana dei crampi, dei risentimenti e delle contusioni è un rito che precede perfino il saluto, essendosi ormai evidentemente e irrimediabilmente compromessa la perfezione del giorno. E mentre te ne facciamo parodia, mi chiedo se in fondo questa esasperata propensione alla rilevazione e all’analisi magari un giorno non ti sarà alleata nel leggere le pieghe del mondo che attraverserai.

Intanto badi ai tuoi interessi con la sagacia del venditore di almanacchi, e l’almanacco alla fine a noi lo rifili quasi sempre. Non concepisci l’ingiustizia, a meno che non avvantaggi un pochettino anche te. E hai capito che per ricevere si deve prima dare, così sei sempre molto attenta ai desideri degli altri, coltivando la speranza che poi anche gli altri facciano altrettanto. E siccome l’esercizio del dono rende migliori, stai diventando una persona attenta e generosa, capace di celebrare i legami con spontaneità e creatività. Per cui è sempre più bello provare orgoglio.

Chiaramente ti piace ancora molto il gelato al cioccolato, intorno al quale ruotano una fitta rete di complicità familiari, itinerari indotti, uscite strategiche, amicizie solidali, mentre hai sempre più curiosità per il modo in cui si preparano le cose che mangi, a cui ora mancherebbe soltanto il coraggio di scoprire gusti nuovi (anche per dare un po’ di tregua alla noia – o all’ansia – di chi ti prepara i pasti).

Ehi tu, ladruncola di infanzia che insegui i pezzettini della tua identità in giro per luoghi e persone della tua quotidianità e poi ti rifugi nella tua camera per provare a metterli insieme come un puzzle rompicapo (o, più probabilmente, per vedere una serie da adolescenti sul telefonino): buon compleanno dal tuo papà.

Marzo 25 2022

Ehi tu, dodicenne che canti e balli la tua canzone inventata nella terra di mezzo tra infanzia e adolescenza. Che ora brontoli sul divano perché i compleanni poi finiscono e ogni minuto deve essere memorabile più del precedente.

Tu che nell’ultimo anno hai imparato a ridere di gusto di una risata aperta, sincera e autoironica, che riempie le stanze e fa innamorare. Che ogni giorno te ne freghi per qualche minuto in più di quello che gli altri pensano di te e inizi a decidere da sola le cose che ti riguardano, dosando con sapienza cinismo e giudizio.

Tu che mangeresti (e mangi) gelato al cioccolato tutti giorni, a qualunque ora del giorno, e la sera provi a convincerci che non conta se l’hai già mangiato quel giorno, perché a ben vedere non è più giorno ma sera. Tu che passi dalla disperazione furibonda alla gioia travolgente in pochi minuti, cambiando registro con la facilità con cui cambi i mondi e le skin sulla playstation.

Tu che spacchi a scuola, spacchi nello sport, spacchi nella musica, spacchi nei videogiochi, ma fai tutto col freno a mano tirato (tranne i videogiochi, s’intende), dando l’impressione di risparmiare energie, andarci piano con le vocazioni e mantenere tempi e spazi per scorprirsi e farsi scoprire poco a poco. E che in compenso hai la straordinaria fortuna di incrociare il maestro giusto nel tempo giusto, quello in grado di accoglierti e rispettarti per come sei, intuendo quello che sarai o che potresti essere.

Tu che quest’anno hai ricostruito il tuo nido in una camera tutta nuova, per conto tuo. Che tuo fratello lo cerchi ancora, ma con una complicità più matura. Che hai cambiato quartiere, scuola e compagni non senza timori, per scoprire invece una naturalezza nuova, che ti ha rinforzato e reso più libera. Che non ti ha fatto perdere i vecchi amici e te ne ha fatti incontrare di nuovi. E che ti fa leggere le storie che incontri, i luoghi che attraversi e gli inevitabili pericoli in cui inciampi con una testa sulle spalle che mi rassicura molto per gli anni a venire.

Tu, che sei nata con le orecchie a tortellino nel salotto di casa di una casa che adesso casa non è più, e uscendo da lì ci è sembrato di perdere per sempre un po’ della magia di quella sera. E invece eri tu quella magia, e l’abbiamo ritrovata intatta, grati, mentre ti guardiamo avviarti in cerca della tua strada nel mondo.

Ehi tu, proprio tu, tanti auguri dal tuo papà.

Marzo 24 2020

Ehi tu, decenne.

Proprio tu, che osservi con sguardo regale tuo fratello che ti porta la colazione a letto, “come ho sempre desiderato”. Tu, che aspettavi con ansia il primo compleanno a doppia cifra, ma forse non te lo immaginavi così. Che hai festeggiato per tutto il giorno sovraeccitata e radiosa calciando palloncini nello stesso salotto in cui sei venuta al mondo. Che hai ricevuto gli auguri dei tuoi compagni di classe durante la lezione online, e ti hanno cantato due volte la canzone tutti insieme e la maestra ha spento per te la prima candela che ha trovato in casa e poi papà ha cominciato a tirare su col naso perché devono essere i primi pollini nell’aria.

Tu, che hai spento le candeline sulla pizza ai wurstel del papà e sulla torta al cioccolato della mamma. Che oggi hai preparato il tuo primo gelato fatto in casa, ovviamente al gusto di cioccolato, perché la tua gelateria venderà soltanto gelato al cioccolato e di quel particolare tipo di cioccolato che dici tu. Tu, sguardo obliquo da ingegnere che insegue geometrie tutte sue nell’ordine delle cose. Dura quando giocano i duri, spaesata nei bicchieri d’acqua. Tu, che sei sempre circondata da amici e appena puoi evadi da questa casa, mentre ora sei costretta a rimanerci sempre, ma non lo fai pesare quasi mai.

Tu, che hai chiuso la giornata dicendo che è stato un compleanno bellissimo, anche se non il migliore, e c’ha detto pure bene.

Ehi tu, proprio tu, buon compleanno dal tuo papà

Marzo 25 2010

Introducing Gea

Alle dieci e venti di ieri sera, nel salotto di casa sua, è nata Gea Maistrello. Pesa poco meno di tre chili, osserva, ascolta ed è molto serena (per ora). Stiamo tutti molto bene.