Due giorni ricchi, come sempre, di spunti di riflessione e ah-à moment. Con in più il piacere di essere tornati a casa, a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, dopo la trasferta milanese del 2015 in occasione di Expo. A State of the Net 2016 s’è parlato di fatti, della loro abbondanza, del frequente rifiuto e di un possibile superamento al tempo della rete. Di post-verità, un paio di settimane prima che questa diventasse una delle parole simbolo del 2016. Secondo tradizione, tutto resta disponibile e riascoltabile online, sul sito della conferenza e su YouTube. La biblioteca di idee raccolte in sei edizioni dalla conferenza comincia a fare una certa impressione.
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State of Me 2014
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Jessica Hagy, How to be interesting
Abbiamo archiviato un’altra edizione di State of the Net, la quarta.
Il giorno dopo è sempre un guazzabuglio di stanchezza, emozioni e stimoli da elaborare. Quello che è andato da manuale e quello che è riuscito meno convincente, gli apprezzamenti inaspettati e le critiche sempre benvenute. Ci saranno giorni deputati ai bilanci e ai progetti per il futuro, altrove. Qui vorrei invece tenere memoria di una sensazione, oggi più che mai forte.
State of the Net è l’esperienza professionale di gran lunga più complessa e stimolante che mi sia capitata finora. È la mia asticella: ogni anno sale, sempre più in alto e sempre più velocemente di quanto io sia realmente pronto a saltare. È una sfida che mi porta in continuazione lontano dalla mia comfort zone e che fa succedere cose. A volte il salto riesce al primo colpo, più spesso atterri malamente, quando proprio non travolgi l’asta nel tentativo. Ma è nel volo che capisci che solo in quel punto lì, scoordinato e affannato, potevi incontrare l’intuizione e la determinazione necessarie per evolvere.
Per questo senso di scomodità e di ebbrezza insieme io sono oltremodo grato. E, tra i tanti con cui sono in debito, sono grato in particolare ai miei compagni di viaggio Beniamino e a Paolo, di cui ogni anno vado più orgoglioso.
Verso State of the Net 2014
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Abbiamo aperto le registrazioni a State of the Net 2014 (Trieste, 12-14 giugno).
Tutto State of the Net 2013
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Quest’anno State of the Net è stata un’esperienza così intensa che non ne ho nemmeno lasciato traccia qui, ancora. Lo faccio oggi che tutti gli interventi possono essere rivisti integralmente. Per appuntarmi soprattutto la sensazione di arricchimento e di crescita umana e professionale che quest’avventura, nata quasi per caso più di cinque anni fa, mi sta regalando anno dopo anno. Grazie a tutti coloro che hanno dato un’anima a SotN13.
Verso State of the Net 2013
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Stiamo lavorando per la nuova edizione di State of the Net, la conferenza internazionale sullo stato della rete che ho l’onore di organizzare insieme a Beniamino Pagliaro e Paolo Valdemarin. L’edizione 2013 si terrà ancora a Trieste il 31 maggio 1° giugno prossimi. Sabato scorso ci siamo incontrati con il comitato promotore, un gruppo di persone straordinarie per esperienza e dedizione, per definire il programma e visitare la nuova sede (il Molo IV, affacciato su piazza Unità e sul golfo di Trieste).
Le registrazioni alla conferenza sono già aperte e gratuite.
State of the Net 2012, the aftermath
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Non è andata solo bene: è stato proprio bello. E di questo il merito va a tutti quelli che hanno partecipato, condividendo idee, esperienze, sensibilità, attenzione, immaginazione, creatività. Abbiamo avuto relatori straordinari, partecipanti curiosi e attentissimi, collaboratori generosi ed entusiasti. Grazie a ciascuno di voi.
Per chi l’ha visto e per chi non c’era, un po’ di materiale in rete:
- i video delle sessioni (per ora sono le registrazioni automatiche con qualche buco, e Luca Perugini ha condiviso una scaletta ragionata, ma a giorni arrivano i video hd completi)
- le slide degli interventi (in arrivo)
- le foto di Giacomo Perasti su Flickr e su Facebook, di Alessio Jacona, di Piero Tagliapietra, di Claudio Zuzzi, Marco Zamperini
- l’hashtag #sotn12 su Twitter
- il sito ufficiale, la pagina Facebook, il profilo Twitter di State of the Net
La rifacciamo? Sì, e non solo ogni quattro anni. Da oggi Beniamino, Paolo e io siamo al lavoro per State of the Net 2013.
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Vedi anche i post di Vincenzo Cosenza (1, 2), Luca De Biase (1, 2), Marc Canter, Gaspar Torriero, Massimo Mantellini, Daniele Chieffi, Paolo Valdemarin, Antonio Pavolini, Andrea Contino, Federico Guerrini, Federica Scrigner (continua)
State of the Net 2012
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Potete seguire la diretta della conferenza, venerdì e sabato, su YouTube.
Il programma della conferenza.
L’hashtag su Twitter è #sotn12.
Informazioni e aggiornamenti sul sito di State of the Net.
State of the Net, aggiornamenti
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Sono aperte le iscrizioni a State of the Net 2012: sono gratuite, ma consigliate (ne abbiamo raccolte un centinaio in tre giorni).
È online la pagina degli speaker: ci sono i primi nomi, molti altri arriveranno nei prossimi giorni.
Stiamo aggiornando una lista Twitter con tutti i partecipanti registrati alla conferenza, così cominciamo a conoscerci per tempo.
Se non l’avete ancora fatto, mettete in agenda il 22 e 23 giugno: vi aspettiamo al Magazzino 26 di Trieste.
Dove faremo State of the Net
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State of the Net, ricordate?
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La notizia è che l’organizzazione si è rimessa ufficialmente in moto: nel 2012 rifacciamo State of the Net, quattro anni dopo la bella esperienza di Udine. Andate e annunciate la lieta novella tra i popoli (e buon anno, anche).
Cari amici,
nel 2012 torna State of the Net. Alcuni di voi ricorderanno bene la prima edizione della nostra conferenza. Altri non ne avranno una minima idea.Era il 2008. Dopo qualche viaggio, ci eravamo chiesti: perché in Italia non c’è una conferenza che faccia il punto su cos’è internet, su chi lavora con internet e sull’impatto della rete sulla società. Nel 2008, a Udine, è andata molto bene: persone e idee si sono incontrate. Negli anni a seguire non siamo stati con le mani in mano, ma State of the Net è rimasta all’edizione uno.
Nel 2011 abbiamo iniziato a ripensare alla nostra conferenza, con l’esperienza accumulata, e oltre tre anni di cambiamenti in rete. La stima e l’incoraggiamento di chi ha già conosciuto State of the Net ci ha spinto a trovare un primo partner, e una magnifica location.
Pensare a un appuntamento che si ispira liberamente a conferenze come Le Web e Reebot richiede uno sforzo costante, un’imperterrita serie di interrogativi. Perché ha senso State of the Net? Perché siamo indipendenti, facciamo le cose con cura artigianale e vogliamo ascoltare prima di decidere. Perché non ci piacciono le semplificazioni, e perché siamo i primi a voler uscire dalla sala con un’ispirazione, un contatto e un’idea in più.
Il nostro primo partner, per l’edizione 2012, è Portocittà, la società che farà rivivere e diventare città il Porto Vecchio di Trieste. Stiamo parlando con altri partner di primo piano per garantire ai nostri ospiti degli speaker interessanti. Siamo fortunati perché in questa impresa abbiamo già a bordo, nel nostro comitato promotore, due sensibilità eccezionali come quelle di Euan Semple e Luca De Biase. Altri arriveranno. La conferenza indagherà ancora lo stato dell’arte di internet, e punterà su un programma fatto di sfide tra dualità che descrivono l’evoluzione della Rete: la gerarchia e il network, la riservatezza e l’apertura, il contesto e il flusso, le telco e le internet company, il copyright e le creative commons.
A voi, che leggete questa email, questo post, questo tweet, chiediamo di costruire con noi State of the Net. Scriveteci, chiamateci, parliamo. E poi incontriamoci a Trieste.
Non abbiamo ancora definito le date della conferenza. Ma questo può valere già come un save the date: nel 2012 c’è State of the Net. Buon anno!
State of the Net ha un sito, un profilo su Twitter, una pagina su Facebook.
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