Il relitto della gloriosa nave Elettra nel golfo di MuggiaPoiché sul Ddl Gasparri «la malafede è stata totale», spazio alle parole del ministro, così come riportate fedelmente nei numerosi comunicati stampa pubblicati dal ministero delle Comunicazioni negli ultimi tre giorni.

Comma se piovesse
«In meno di due anni e mezzo abbiamo approvato il codice della comunicazione e la legge. In pratica se fossi il ministro della Giustizia, è come se avessi riscritto il codice penale e civile.»

Avrei preferito Risiko!
«Trovo un po’ stucchevole questo modo di aggredire alcune istituzioni con inviti, appelli e manifestazioni: vedo tanti sostituti presidenti che “girotondano”, ballano e saltano. Io non entro in questa gara, non mi unisco a iniziative di segno diverso, anche se il mio stile sarebbe un altro.»

Pluralismo: meno editori, più canali
«È stata approvata una legge che garantirà più pluralismo al mercato e alla fruizione televisiva»: «con questa legge non ci saranno più divieti a incroci tra proprietà di reti televisive e giornali», «ci sarà una accelerazione ed una agevolazione del digitale non solo in riferimento alla dimensione satellitare della televisione, ma anche a quella terrestre; tutti infatti potranno scegliere il proprio canale tematico.»

Fra tutte le virtù la più indecente
«Quanto alle norme antitrust, servono a evitare il formarsi di posizioni dominanti, ma nello stesso tempo consentono alle imprese di crescere e di poter competere con gli altri soggetti presenti sul mercato internazionale, evitando il ”nanismo” imprenditoriale che può rivelarsi dannoso per le aziende.»

Poi vi mancherebbe il cane della Tim
«Chi dice che la legge serve a non far andare Retequattro sul satellite, dovrebbe anche ricordare che la terza rete Rai perderebbe contestualmente 150 milioni di euro di pubblicità.»

Tempo scaduto
«Il provvedimento è stato ampiamente discusso e analizzato.»

Sventrrrare spazio con un accordo ZZZANG TUMB TUM (appendice futurista)
«Il mio ministero si occupa principalmente di riqualificare e riorganizzare le infrastrutture per creare nuove reti di collegamento virtuale del nostro patrimonio artistico-culturale, per ampliare la conoscenza anche solo virtualmente dei nostri siti museali per supportare tecnologicamente la conoscenza culturale del turista fruitore. Inoltre è importante creare nuove metodologie e nuovi strumenti di ”visitazione” del patrimonio culturale delle nostre città d’arte.»