Ci sono libri che ti aprono la testa e contribuiscono a formare la tua visione del mondo. Uno dei tomi della mia vita – durissimo, a tratti perfino indigesto – è stato Verso un’ecologia della mente di Gregory Bateson, una meravigliosa commistione di antropologia, estetica, epistemologia, semiotica, psicologia, sociologia e quant’altro, uno sguardo dall’alto che ricerca connessioni insolite e utili all’analisi della realtà.
Di Bateson si festeggiano in questi giorni i cento anni dalla nascita (vedi l’Elzeviro di Giorello sul Corriere di oggi – link a scadenza), mentre l’Università di Roma 3 gli dedica un convegno questo fine settimana.
Aggiungo, riprendendo un’ipotesi di lavoro che avevo buttato là anni fa nella mia tesi di laurea, che se ha un senso un’epistemologia di Internet e dei nuovi media, credo non possa prescindere dal modernissimo, ancorché centenario, approccio di Bateson. E lo dimostrano studiosi come Pierre Lévy, che con la sua intelligenza collettiva ripercorre – più o meno consapevolmente – le categorie ecologiche di Bateson per descrivere la vita che c’è dentro il computer.
Red Apple
Mag 11, 2004 -
grazie per l’indicazione sul convegno che cade un pò come il cacio sui maccheroni. Sto appunto leggendo un saggio di antropologia in cui c’è un capitolo dedicato al libro di Bateson di cui parli, un testo che avevo in programma di leggere da anni. Proprio ieri mi sono detta che avrei dovuto leggerlo, il tuo post ha confermato. 😉
Pietro
Mag 15, 2004 -
Interessante. Posso suggerirti un testo che ha più o meno la stessa copertina (Adelphi, qualche migliaio di pagine): “Godel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante” di Douglas S. Hofstadter. Ha decisamente segnato la mia visione del mondo (oltre ad alice nel paese delle meraviglie)
sergio maistrello
Mag 15, 2004 -
Red Apple, tra i libri che approfondiscono l’argomento c’è anche “Gregory Bateson, verso una scienza ecogenetica dei sistemi viventi”, Edizioni GB (Padova, 1992).
Pietro, quel libro non mi era sfuggito. Davvero geniale. Altrettanto ostico.