– Dice che dobbiamo andare in Questura per dare le impronte
– Ma non basta quella della carta d’identità elettronica?
– Dice che non sono collegati, e comunque serve l’impronta completa di tutte le dita e del palmo di entrambe le mani
– Ma mica ci spennellano di inchiostro?
– Figurati, ormai hanno gli scanner digitali, basterà un minuto

– Buongiorno, l’uff…
– Di là!
– No, scusi, dovrei parl…
– Di là!
– Ma io…
– Beh, non cerca l’ufficio passaporti? È di là!
– Veramente ero in cerca dell’ufficio di polizia scientifica
– Perché?
– Perché mi hanno chiesto di venire per delle impronte
– Ma chi cerca?
– Mi hanno detto di chiedere di Tizio Caio
– Aspetti

– Buonasera, sono Tizio Caio. Come mai siete qui?
– Ci avete convocati voi stamattina
– Ma siete quelli dell’appartamento?
– Immagino di sì
– Ma siete venuti entrambi?
– Così ci avete chiesto, sembrava dovessimo chiamare l’intera famiglia, a sentire il suo collega
– Ah, vabbé, seguitemi

– Mi spiace vi devo sporcare le mani con l’inchiostro
– Pensavo che ormai aveste gli scanner digitali
– Come no, eccolo là. Ma ancora non lo usiamo. Mi porge la mano destra?

– Venga, andiamo in bagno
– … in bagno?!
– Ma faccia attenzione a non sporcarsi i vestiti, non usi le mani!
– Prometto
– Allora: bagni le mani, prenda questa polvere e strofini bene bene senz’acqua più volte. Insista molto, eh?! Ci vorrà un po’ di pazienza…
– Speriamo basti quella…

– Ha già fatto?
– Più o meno, non è che sia venuto proprio molto bene
– Guardi che cosa ho trovato: questa cosa è arrivata proprio ieri!
– Pasta lavamani?
– Sì, esatto, è l’ultima novità
– Stupefacente il progresso, eh?!

– Bene, grazie, potete andare
– Senta, ma ci sono sviluppi sul nostro furto?
– No, nulla
– Non è che i nomadi arrestati in questi giorni c’entrano qualcosa?
– No no
– Quindi è solo routine?
– Solo routine
– Ne conserverò un ricordo indelebile. Buonasera
– Buonasera