Sul serio: ignorali. Non hanno altra forza motrice che non sia il tuo sdegno. Non è nemmeno più una battaglia culturale per cui valga la pena combattere: è pura provocazione. Se la lasci cadere, il più delle volte non c’è alcuna battaglia, perché nel mondo reale tu hai già vinto e loro hanno già perso. È la tua reazione che attiva la consapevolezza di coloro che vorresti salvare: se non reagisci, preservi anche loro. È migliorato il mondo grazie al tuo entrare in polemica, nell’ultimo anno? Guarda con distacco: sono finiti, lascia che si estinguano, stacca la spina con cui contribuisci a tenerli in vita. E il mondo che vuoi difendere tornerà a prosperare.

(Sì, vale per il giornale che provoca sul congedo parentale. Vale per l’istituzionale botto d’apertura del festival televisivo. Vale per il programma subdolo della domenica. Vale per il marketing provocatorio dell’ultimo film. Vale per le esternazioni a gamba tesa dei candidati alle elezioni decisive. Vale per i post a pagamento dei giornali che ti mettono a disagio. Vale, in effetti, per gran parte di ciò che reclama la tua attenzione durante il giorno.)

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Questo post è nato su Facebook e fa parte, a posteriori, di una trilogia dell’energico invito: