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Tag: genova

Maggio 2 2007

Io dei barcamp ho capito questo: se non presenti nulla, ti perdi metà del divertimento e metà dello scambio virtuoso di idee. Ovvero se non rispetti le regole, non ci rimettono soltanto gli altri, ma tu per primo. Dunque cercherò di non andare più a un barcamp senza qualcosa di pronto da raccontare.

Dello ZenaCamp si sa già quasi tutto, io mi sono limitato – mio malgrado e grazie soprattutto ad Andrea Beggi (l’eroe del giorno) e a Federico Fasce – a fare un po’ di pubbliche relazioni. Il merito della riuscita della giornata è tutto degli organizzatori, che – come già Antonella Napolitano a Casalecchio poche settimane fa – hanno fatto i salti mortali per far sentire ogni partecipante a proprio agio. Per il resto sottoscrivo il punto di vista di Antonio Sofi e auspico un barcamping, altrettanto bar ma anche un po’ più camping.

Prossimi appuntamenti: Matera e Torino il 12 maggio (dove non ho speranze di arrivare) e a Marghera il 14 (e lì almeno ci provo).

Aprile 27 2007

Il sole si è alzato che il treno su cui sto viaggiando si avvicinava a Treviso, profondo Veneto. Oggi sarò a Savona, dall’altro lato di Italia, ospite del campus universitario locale. Incontrerò i partecipanti al Master in Programmazione e Produzione Radiofonica e Televisiva, ai quali credo che confermerò la cattiva notizia portata loro qualche giorno fa da Fabio Fazio (la professione che vogliono fare loro probabilmente è congestionata e senza sbocchi a breve scadenza), ma ne aggiungerò una buona (Internet è la miglior palestra oggi disponibile per mettere alla prova il proprio talento).

Alle 18 l’incontro diventa pubblico: insieme a Marco Formento, giornalista de Il Secolo XIX e una delle anime dello ZenaCamp, parleremo di parte abitata della Rete e BarCamp. Entrambi gli incontri si devono alla passione e alla determinazione di Roberta Milano, che sarò felice di conoscere finalmente di persona.

Domani, sulla via del ritorno, faccio sosta per qualche ora a Genova per mangiare la focaccia. Oh, certo, e per salutare tutti allo ZenaCamp.

Febbraio 10 2006

Alla fine a Genova ho raccontato ben poco di quanto mi ero appuntato sull’essere autore in cortocircuito tra la carta e il Web. Al contrario mi sono ritrovato a parlare molto più del previsto di politica e Rete, in improvvisata sostituzione di ospiti ben più titolati.

Avrei voluto raccontare meglio, per esempio, di quanto a mio parere la personalità e lo stile di una persona trascendano il mezzo su cui ci si esprime e poco importa a quel punto il libro, la rivista o il Web. Ha ragione Antonio: qualunque contrapposizione ci sia oggi, se davvero esiste, è destinata a finire a tarallucci e vino. Per esempio, mi sarebbe piaciuto citare un pomeriggio, qualche settimana fa, in cui, viaggiando per lavoro tra una galleria e l’altra nel profondo Friuli con la radio accesa, dal flusso indistinto di chiacchiere via etere mi si è fissata l’attenzione su una voce. Ero affascinato da quel modo appassionato e divertito di raccontare, e pur non avendola mai conosciuta di persona ho pensato che quella voce si accompagnava perfettamente all’idea che mi ero fatto di Placida Signora (alter ego con cui Mitì Vigliero partecipa alle conversazioni in Rete). Era Placida Signora, ho scoperto poi. Combinazione ancor più buffa, non solo a Genova ho finalmente incontrato Mitì, ma proprio a lei toccava il compito di moderare il nostro incontro sulle scritture. Peccato mi abbia fatto parlare di me, cosa che da sempre mi riesce malissimo, perché questo aneddoto (che lei già conosce) lo avrei ricordato volentieri.

Invece ho trovato modo di dire la mia su un altro tema che mi sta a cuore in questo periodo. Si parlava di politica, ma il discorso si può estendere a molti altri campi. Credo che quanti tra noi sono arrivati in anticipo nel cogliere certe opportunità (nel nostro caso mezzi di espressione e di interazione in Rete, primi barlumi della società digitale) hanno il dovere non solo di diffonderle, ma anche e soprattutto di essere pazienti con chi è ancora in cammino. Dovremmo cambiare marcia: abbiamo la responsabilità di essere costruttivi, prima che cedere al facile impulso di criticare o farci beffa degli insuccessi altrui. È fin troppo facile dire che la politica capisce molto poco di Internet, come sparare sulla croce rossa: il nostro compito dovrebbe essere quello di non cedere a conclusioni definitive e provare invece ad assumere il ruolo di ponte. Dobbiamo interagire, capire il loro punto di vista per poi proporre il nostro, suggerire alternative: le contrapposizioni a uso e consumo delle pagine di colore dei giornali non ci porteranno lontano. Questo, peraltro, vale per tutti quei casi in cui la ricerca del primato (di accessi, di rilancio di una notizia, di guadagno) finisce per mettere i piedi sulla testa della blogosfera intesa come organismo collettivo – l’unico peraltro che ci possa portare a qualcosa di nuovo. Vale come autocritia, prima che come critica.

Per il resto, Genova è stata una bella occasione di rivedere tante persone a cui voglio bene e di cui ho stima. L’aggregatore umano si è arricchito di conferme e nuove scoperte, da approfondire un po’ per volta. Tra tutti, Andrea Beggi ha rivelato tutta la generosità e sensibilità di cui lo ritenevo capace, mentre Paolo Attivissimo ha aggiunto al rigore che già gli riconoscevo attraverso il suo blog anche dosi abbondanti di ironia e disponibilità.

Nota mangereccia: se già provavo simpatia istintiva per le iniziative cultural-blog-gastronomiche di Antonio Tombolini, la sua presentazione appassionata (etica, mi verrebbe da dire) e il gustoso banchetto che ha offerto domenica a InEdita mi hanno definitivamente conquistato. La sua Blog Farm è un bell’esempio di iniziativa coraggiosa, che fa affari in Rete puntando su numeri contenuti, sulla trasparenza e sulla comunicazione reciproca tra produttore e consumatore. Tra l’altro Tombolini ci ha anticipato la conferma che l’orto si farà, mentre io ho subito approfittato dell’offerta promozionale Pesto al Blogger (anche perché sono in debito con Stefania di un piatto di trofie al pesto degno della città che ci ospitava).

Fine delle note personali. Chi vuole mettere insieme i pezzi dei quattro giorni di Genova trova pane per i suoi denti nel blog collettivo gestito da Marina Bellini (che ringrazio per la disponibilità), negli archivi di Technorati e, naturalmente su Flickr, dove svettano le centinaia di scatti dell’instancabile Samuele Silva.

Febbraio 2 2006

Genova InEdita

A Genova già stanno parlando. Io ci arrivo domani sera, dopo una breve tappa a Milano. Sabato pomeriggio si parla di scritture e di cortocircuiti tra carta e web in ottima compagnia. Intorno a noi, tanti libri.