Poco fa ascoltavo al telegiornale regionale un consigliere leghista difendere la posizione estrema del proprio partito in merito ai requisiti di cittadinanza richiesti agli extracomunitari per accedere ai bandi di assegnazione degli alloggi popolari in Friuli Venezia Giulia. Non entro nel merito di una questione riguardo alla quale non sono competente quanto serve per evitare di dire banalità o sciocchezze. Ma per una frase sono grato a quel politico. Diceva, in soldoni: è una questione di giustizia guardare prima ai propri figli e poi, se rimane, a quelli degli altri. Ecco, se è vero che siamo definiti da noi stessi, ma anche dal confronto con gli altri, devo dire che i leghisti mi sono sempre di grande aiuto per decifrare il mio rapporto col mondo. E se una cosa mi è chiara, riguardo a quello che avrà un giorno mio figlio, questa è che non sarà affatto indipendente da quello che resterà ai figli degli altri. E se questo non è abbastanza chiaro oggi, che ancora ci illudiamo di poter tenere per legge la complessità fuori dai confini della nostra città o regione o nazione o continente, temo sarà lampante quando quei figli per il cui benessere materiale tanto ci preoccupiamo dovranno effettivamente spartirsi la ricchezza, gli spazi, le abitazioni e i lavori su cui oggi proviamo a ipotizzare riserve.
Archivio mensile per novembre 2008
Nel corso dei due convegni a cui ho preso parte la scorsa settimana ho sentito prima il presidente del polo tecnologico di Pordenone, che è anche amministratore delegato di una società che in zona brilla per innovazione, nonché uno dei fautori del distretto del multimediale su cui intende scommettere in futuro la città in cui vivo, dire che questa cosa delle relazioni in Rete potrà anche essere affascinante, ma che è bene rimanere alle relazioni in carne e ossa, che tutta questa virtualità della Rete non è cosa. Poi un consulente di sistemi informativi per la pubblica amministrazione affermare che è essenziale dividere Internet in due, una parte lasciata a disposizione della libera e prorompente creatività delle persone, ma l’altra necessariamente riservata alle informazioni certificate, affidabili, garantite, se no sono guai. La conclusione che ne traggo la prendo a prestito da Luca De Biase:
Ho l’impressione che la consapevolezza di questo rovesciamento delle gerarchie nella circolazione delle idee sia una sorta di nuovo digital divide culturale: c’è un’enormità di persone, ai vertici delle vecchie gerarchie, che non hanno ancora compreso la nuova dinamica e che la ritengono una questione di poco conto.
[Per chi c'era e fosse interessato, le slide di entrambi i miei interventi sono disponibili su Slideshare. E grazie a Mauro del Pup esiste una registrazione video di quello che ho raccontato a Pordenone martedì scorso.]
Martedì mattina, 18 novembre, sono ospite del Centro Culturale Antonio Zanussi di Pordenone – per noi tutti qui la “casa dello studente” – per partecipare al convegno Internet Quotidiano. Città nella rete: nuovi scenari sociali e culturali. La volontà dell’Istituto Regionale di Studi Europei, che organizza l’incontro, è di partire dalle ipotesi di sperimentazione internettose locali (ne abbiamo parlato spesso qui) sia per fare il punto della situazione (con il sindaco della città Bolzonello e l’assessore competente Zanolin) sia per fare rete tra esperienze italiane e attori del territorio particolarmente recettivi. Interviene, tra gli altri, Luca Tremolada della redazione di Nova24. Insieme a Enrico Maria Milič, io prendo parte a un segmento – moderato da Piervincenzo Di Terlizzi – dedicato a identità, comunicazione e storie in Rete.
Venerdì pomeriggio, 21 novembre, sono invece a Milano – meglio: all’Hotel Expo Fiera di Pero – per intervenire al convegno di apertura dell’assemblea nazionale dell’Associazione Nazionale Stampa Online. Tema dell’incontro, dal sapore vagamente batesoniano: Per un’ecologia dell’informazione. Sono in buona compagnia: oltre al presidente Luca Lorenzetti, intervengono Sara Bragonzi dell’ufficio stampa Wwf e il buon Antonio Tombolini. L’evento ha un suo riferimento anche su Facebook, per i maniaci di quell’aggeggio infernale. Per quest’occasione, mi piacerebbe riuscire a mettere a fuoco un po’ di idee raccolte nel tempo a proposito del giornalismo online, anche e soprattutto sulla base dell’esperienza maturata con Apogeonline.







