A Jimbaran i pescatori vendono il pesce di giornata sulla spiaggia: tu lo scegli che è ancora vivo, te lo cuociono al momento sulla griglia e lo puoi mangiare con le mani seduto sulla spiaggia, a un passo dalla risacca. Se arrivi abbastanza presto, fai in tempo a vedere il sole che s’inabissa nell’Oceano. Subito dopo è un tripudio di stelle disturbato, di tanto in tanto, dalle luci di avvicinamento dei jet in atterraggio al vicino aeroporto.
Stefania e io eravamo sulla spiaggia di Jimbaran quattro mesi fa, giorno più giorno meno. È stata una delle sere più romantiche tra quelle passate a Bali in giugno. Bali è l’isola che, al ritorno a casa, mi ha spinto a riflessioni molto radicali sul senso occidentale della vita. Bali, con tutto che di compromessi col turismo fa una ragione di sussistenza, è un’isola di mansuetudine, di serenità, di amore per il bello e per il semplice. Il modo in cui i balinesi sanno strapparti ogni giorno un sorriso nuovo usando soltanto un fiore ha del rivoluzionario.
Oggi sono stato fuori casa tutto il giorno. Sono rientrato, ho acceso la tv e ho sentito le notizie.
Mi si è stretto il cuore.
francesca
Ott 9, 2005 -
Per Sergio. sono tanta le parole di questo articolo e del tuo curriculum che mi hanno solleticato a scrivere…jimbaran, prima di tutto, cuore, comunicazione, artigiano, fotografia. sono stata a Bali l’anno scorso, sono stata su quella spiaggia una sera a mangiare su consiglio di un’amica che abita là e poi siamo tornati un’altra volta, io e David, di giorno per fare foto (anche noi coltiviamo questa passione da anni) e siamo rimasti di nuovo a cena. Che spettacolo, sei seduto in riva all’oceano indiano e tutto intorno è semplicemente mozzafiato, non puoi parlare.
Ho pensato che gli attentati colpiscono i luoghi turistici e il cuore dei viaggiatori. il turista può cambiare meta, ma il cuore del viaggiatore rimane irrimediabilmente infranto.
Francesca