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Il blog di Sergio Maistrello dal 2003

Dicembre 1 2003

Niente fiocchi o lustrini, non amo i gagliardetti. Ma mi fa piacere ricordare che oggi è stata la giornata dedicata alla lotta contro l’Aids. E siccome credo che sia non un singolo giorno di attività, ma l’inizio di un nuovo anno di iniziative, ecco un po’ di link per informarsi su che cosa si fa, che cosa si potrebbe fare e che cosa è il caso di sapere: LiLa, Anlaids, Ministero della Salute, Italia contro l’Aids… e chi vuole segnalare altre risorse interessanti si dia da fare nei commenti.

Dicembre 1 2003

Le foto del Che

Ernesto Che Guevara, autoritratto, 1959Sabato ho visto la mostra di Ernesto Guevara Lynch de la Serna, un fotografo poco conosciuto, più noto come rivoluzionario cubano: sono esposte un centinaio di immagini scattate negli anni ’50 in occasione dei viaggi del Che da studente di medicina in Asia e Sud America e quindi agli inizi dell’attività politica in Guatemala e Messico. La raccolta nasce sulla base di un lavoro di recupero e conservazione avviato al Centro de Estudios Che Guevara dell’Havana e da un paio d’anni sta girando tra Spagna, Cuba, Messico, Uruguay, Francia, Nicaragua e Germania. A Milano si ferma fino al 20 dicembre nello spazio Solferino 19 (di fronte al Corriere della Sera), con dettagli riassunti qui.

Mettete un appassionato di fotografia davanti a reperti storici in bianco e nero e a qualche precoce esperimento di colore e farete di lui una persona felice. Lo stesso vale per chi in Che Guevara ha amato un’ideale politico e vuole approfondire la conoscenza dell’uomo. Tuttavia la mostra non offre molto più di questo e vien da pensare che difficilmente, non fosse diventato un’icona del XX secolo altrimenti, Che Guevara avrebbe guadagnato tanto interesse come fotografo, nonostante le sue opere dimostrino indubbia umanità e sensibilità nel fissare momenti, sguardi e architetture. Tra gli scatti più sorprendenti, le intuizioni di alcuni autoritratti, la serie di testimonianze dall’India e i panorami messicani.

Della mostra, almeno per come è arrivata a Milano, delude più di tutto l’allestimento scarno. Troppo impegnati a celebrare un improbabile Che Guevara grande artista, i quattro o cinque pannelli introduttivi perdono completamente l’opportunità di entrare nel vivo del percorso fotografico, che attira interesse soprattutto in quanto percorso di vita del suo autore. Perfino le didascalie delle immagini non vanno oltre descrizioni generiche e imprecise: dietro Ciminiere, Cuba, 1961 e alle curiose immagini di fabbriche sudamericane, per esempio, c’è un universo di senso che l’occhio contemporaneo fatica a cogliere e che qualche studioso avrebbe potuto aiutare a comporre. Laddove non è pura espressione d’arte, la fotografia è documentazione e ricordo, pertanto vive soprattutto di contesti.

Per chi se ne vuole fare un’idea più precisa, un’ampia introduzione è disponibile in inglese sul sito del Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, che ha ospitato la retrospettiva nel 2001. Dodici fotografie in mostra sono pubblicate da Virgilio.

Dicembre 1 2003

Consolazioni

Dopo una giornata come quella di oggi, non resta che darsi alla preparazione dei muffin (la spiega Pietro).

Dicembre 1 2003

…poteva piovere. Dichiarazione rilasciata dal sottoscritto al suo arrivo a Quarto Oggiaro, dopo essersela fatta a piedi dall’Arco della Pace sopravvivendo a folle inferocite armate di ombrelli, il tutto perché all’Atm hanno pensato bene di anticipare lo sciopero totale dei mezzi pubblici dalle 8.45 alle 5.30 senza preavviso. Che se non la si butta in ridere, per dirla con l’eleganza di un monologo di Paolini, finisce che uno si mette a pensar male delle mamme che li han fatti e questo non è bello.

Novembre 26 2003

In uno scambio di opinioni sul ruolo dei blog nato da un post di Granieri, Beppe Caravita si fa sfuggire una definizione illuminante per definire questo periodo strambo e allarmante:

«È in corso una trattativa geopolitica che è la vera ridefinizione del mondo dopo Yalta… e fa vittime, consapevoli e innocenti.»

Poi, nel suo blog, si lancia in un ballo memorabile nella tana del lupo, di quelli che terminano quasi sempre col passo del win-win e per cui è piuttosto noto e apprezzato da queste parti.

Novembre 16 2003

Bologna, venerdì sera. Piazzale della stazione. Andirivieni nevrotico di autobus. Aspetto il 25, confuso in una folla di persone. Una donna attraversa la piazza con fare frettoloso e si avvicina nella mia direzione.
Lei (mi punta con l’indice): Trentasette?
Io (resistendo alla tentazione di rispondere “No: Sergio. Piacere”): È passato un attimo fa, ma non so dirle in quale angolo della piazza si fermi.
Lei: Perché, non ferma qui?
Io: No, signora. Vede: questa è la fermata “25 62”.
Lei: Appunto, scusi: qui fermano tutti i bus dal numero 25 al numero 62.
Io: … temo che si sbagli: significa che qui fermano il 25 e il 62. Lei deve cercare una fermata in cui compaia anche il numero “37”.
Lei: (mi guarda interdetta, quasi spazientita, non dice nulla e se ne va)

§

Bologna, sabato mattina presto. Ancora sul 25. Sedute davanti a me ci sono due donne, una di mezza età, l’altra più anziana: potrebbero essere madre e figlia. Sulla destra, cinque distinti uomini d’affari sono in piedi, ciascuno con la propria valigetta tra le gambe. Conversano pacatamente in arabo. I lineamenti fanno pensare che potrebbero essere egiziani. Le due donne parlano tra loro, poi notano gli stranieri e si fanno curiose.
Figlia: Vedi, questi sono brasiliani.
Madre: Ahhh…
Figlia: Eh, sì sì. Senti, parlano in brasiliano.
Madre: Ahhh…
Figlia: Chissà. Ma adesso glielo chiedo, eh.
Madre: Eh, sì.
Figlia (rivolta all’uomo a lei più vicino): Brasile?
L’uomo d’affari non coglie e risponde con una cortese occhiata interrogativa.
Figlia: Venite dal Brasile?
Lui: … no no… ehm… Fiera!
Madre e Figlia: Ahhh…

Novembre 13 2003

Giusto per chiudere la questione e dare a Cesare quel che è di Cesare: ho sbagliato la previsione che avevo chiuso in una busta dieci giorni fa. FastWeb ha risolto il problema. Non si è fatta sentire, questo no, ma da stasera il servizio richiesto funziona e il telefono, come volevasi dimostrare, è perfettamente compatibile.

Novembre 13 2003

L’uscita del doppio Cd con la registrazione del concerto in ricordo di Fabrizio De André tenuto al Carlo Felice di Genova il 12 marzo 2000 è una gran bella notizia (via Quattroeunquarto).

Novembre 13 2003

A nome della rivista, desidero ringraziare la GNUacademy per il prestigioso GNUeconomy Weblog Award assegnato nella categoria Peggior Articolo sui Blog. Ho invitato sul palco con me anche gli altri nominati (Guia, non spingere però) perché vorremmo… siamo tutti d’accordo sul fatto che a noi giornalisti piace la realtà. Ci piace la realtà, ma viviamo in tempi fittizi. Viviamo in un momento in cui un consenso fittizio ha messo sul piedistallo della blogosfera una blogstar fittizia. Viviamo in un momento in cui un uomo sposta la data della BlogFest per ragioni fittizie. Che sia per lo scandalo delle votazioni o per aver distribuito password a destra e a manca, noi siamo contro questo stato di cose, Mr. Neri. Vergogna, Mr. Neri, vergogna! Quando ti trovi contro La Pizia e Ivo Forni, significa che il tuo tempo è finito. Grazie mille.

Novembre 11 2003

Luca Conti segnala l’Earth Blog Summit, che si tiene il 22 novembre ad Ancona nell’ambito di Eco&Equo. I blog si danno all’ecologia, e mi sembra una bella cosa.

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