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Tag: pordenone

Giugno 2 2009

Uno dei propositi che mi ero dato a suo tempo tornando a Pordenone da Milano era mettere in discussione i miei canali di approvigionamento e contribuire a far nascere un gruppo d’acquisto solidale. L’abbonamento all’orto, a modo suo, era stato un piccolo esperimento in questo senso. Oggi, finalmente, ce l’abbiamo fatta. O, quanto meno, ci stiamo provando.

Maggio 20 2009

Trovo irritante che il dibattito sul blocco o meno di Facebook nelle pubbliche amministrazioni sia diventato un argomento della campagna elettorale, per lo meno qui in Friuli. Ad ogni modo prendo nota che su quattro candidati alle provinciali di Pordenone, tutti e quattro – interpellati oggi dal Gazzettino – si sono espressi a favore dell’oscuramento di Facebook. Chi più chi meno, chi con fermezza e chi ventilando distinguo, tuttavia nessuno si è detto chiaramente contrario. Non stiamo più nemmeno discutendo se sia giusto (e utile, e opportuno) filtrare e bloccare, stiamo direttamente contrattando i particolari di come sarà fatto.

Aprile 17 2009

Dree Venier mi avvisa che ora è disponibile anche online un’intervista che mi aveva fatto qualche settimana fa per il numero di marzo del mensile La Patrie dal Friul, tutto dedicato alla rete.

A fâi cuintri a dutis chestis bielis robis al è il pês dal Digital Divide (vâl a dî, il divari digjitâl fra cui che al à a disposizion lis gnovis tecnologjiis, tant che internet, e cui no)… Tu tu âs ancje colaborât come consulent al progjet wi-fi (acès libar ae rêt cence fîl) dal Comun di Pordenon. Cemût ise la situazion in Friûl?
Plui che il divari digjitâl «tecnic» al è penç il divari digjitâl «culturâl». A son inmò zonis li che no rive la rêt, ma planc a planc chest si è daûr a superâlu: ogni dì o lei di sindics e di ditis che a protestin par jessi colegadis e duncje e je cussience de situazion, che e je daûr a comedâsi.
Ancje il wi-fi forsit nol è cussì eficaç come che o pensavi, stant che al è avonde dispendiôs: par rimedeâ ae mancjance di colegament di une part de popolazion si podarès pensâ a intervents smirâts che a domandin mancul bêçs.

Marzo 9 2009

Toh

Anche a Pordenone, dove ieri si sono svolte le primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato presidente della provincia, ha vinto l’outsider:

La nostra vittoria alle primarie si colloca nel solco della spinta al rinnovamento di stili e persone che sta attraversando tutto il Partito democratico. Non si tratta, o non si tratta solo, di un rinnovamento generazionale: è la visione del Partito che è diversa e che oggi ha vinto e chiede di avanzare. Un Partito che non ha paura del dibattito interno, ma che sollecita l’espressione di posizioni diverse, salvo poi trovare una sintesi comune. Un Partito che fa uso degli strumenti di comunicazione più moderni, come mezzo per allargare la diffusione delle informazioni e per valorizzare il confronto politico. Un Partito che considera una ricchezza anche la partecipazione saltuaria dei cittadini alla vita interna, e che si sforza di creare coinvolgimento e interesse su iniziative concrete e specifiche. Un Partito che pensa che il suo primo dovere è quello di dare l’esempio ai propri cittadini sulle tematiche di moralità, sobrietà e di utilizzo delle risorse pubbliche.

Marzo 4 2009

Non so quanti, qualche settimana fa, abbiano visto questa puntata di Presa diretta dedicata alla scuola. Più che i soliti casi di frontiera italiani, mi impressionò il reportage girato in Svezia. Dove nelle periferie più povere e sfavorite stanno le scuole migliori, dove l’intero sistema sa che investire su formazione e ricerca è l’unica scommessa possibile per garantire il futuro di un piccolo stato europeo, dove gli immigrati sono messi nelle condizioni di competere con gli autoctoni sulla base del merito, dove l’impressione generale è che un giovane si senta effettivamente accolto e messo nelle condizioni di dare il meglio di sé. Ripensavo a tutto questo leggendo stamattina, sul giornale locale di quest’angolo ancora ricco di nord-est, del commissariamento di un liceo cittadino:

Commissario in arrivo al liceo Grigoletti di Pordenone: il consiglio d’istituto non ha approvato il bilancio 2009. Fumata nera, nella seduta di venerdì scorso: «E’ stata una scelta mirata, quella di non affrontare l’esame del piano annuale 2009 – ha spiegato il presidente dell’organo collegiale Mario Canzi -. In piena coerenza con la nostra battaglia per ottenere l’incasso del credito di 261 mila euro dal ministero dell’Istruzione, maturato dal 2006». Un atto di protesta politica della scuola contro lo Stato insolvente, quindi. […] «Il nostro credito nei confronti del ministero ammonta a 261 mila euro, cumulato dal 2006 al 2008 – ha confermato il direttore dei servizi amministrativi Oscar Poles -. La prima rata di risorse 2009, accreditata dal ministero dell’Istruzione, è di 74 mila 685 euro e permetterà di affrontare le spese di funzionamento per un trimestre. Il rientro dei residui attivi pari a oltre 6 milioni di euro è fondamentale nel Pordenonese, per le casse del liceo e di altre 48 scuole». Il rischio è una scuola con la liquidità e la qualità a terra. Il rischio è di non pagare le supplenze, gli esami di Stato 2009, di aumentare il ticket a mille 300 liceali.

[dal Messaggero Veneto, ed. Pordenone, pag. 1, non online]

Novembre 24 2008

Nel corso dei due convegni a cui ho preso parte la scorsa settimana ho sentito prima il presidente del polo tecnologico di Pordenone, che è anche amministratore delegato di una società che in zona brilla per innovazione, nonché uno dei fautori del distretto del multimediale su cui intende scommettere in futuro la città in cui vivo, dire che questa cosa delle relazioni in Rete potrà anche essere affascinante, ma che è bene rimanere alle relazioni in carne e ossa, che tutta questa virtualità della Rete non è cosa. Poi un consulente di sistemi informativi per la pubblica amministrazione affermare che è essenziale dividere Internet in due, una parte lasciata a disposizione della libera e prorompente creatività delle persone, ma l’altra necessariamente riservata alle informazioni certificate, affidabili, garantite, se no sono guai. La conclusione che ne traggo la prendo a prestito da Luca De Biase:

Ho l’impressione che la consapevolezza di questo rovesciamento delle gerarchie nella circolazione delle idee sia una sorta di nuovo digital divide culturale: c’è un’enormità di persone, ai vertici delle vecchie gerarchie, che non hanno ancora compreso la nuova dinamica e che la ritengono una questione di poco conto.

[Per chi c’era e fosse interessato, le slide di entrambi i miei interventi sono disponibili su Slideshare. E grazie a Mauro del Pup esiste una registrazione video di quello che ho raccontato a Pordenone martedì scorso.]
Novembre 14 2008

Martedì mattina, 18 novembre, sono ospite del Centro Culturale Antonio Zanussi di Pordenone – per noi tutti qui la “casa dello studente” – per partecipare al convegno Internet Quotidiano. Città nella rete: nuovi scenari sociali e culturali. La volontà dell’Istituto Regionale di Studi Europei, che organizza l’incontro, è di partire dalle ipotesi di sperimentazione internettose locali (ne abbiamo parlato spesso qui) sia per fare il punto della situazione (con il sindaco della città Bolzonello e l’assessore competente Zanolin) sia per fare rete tra esperienze italiane e attori del territorio particolarmente recettivi. Interviene, tra gli altri, Luca Tremolada della redazione di Nova24. Insieme a Enrico Maria Milič, io prendo parte a un segmento – moderato da Piervincenzo Di Terlizzi – dedicato a identità, comunicazione e storie in Rete.

Venerdì pomeriggio, 21 novembre, sono invece a Milano – meglio: all’Hotel Expo Fiera di Pero – per intervenire al convegno di apertura dell’assemblea nazionale dell’Associazione Nazionale Stampa Online. Tema dell’incontro, dal sapore vagamente batesoniano: Per un’ecologia dell’informazione. Sono in buona compagnia: oltre al presidente Luca Lorenzetti, intervengono Sara Bragonzi dell’ufficio stampa Wwf e il buon Antonio Tombolini. L’evento ha un suo riferimento anche su Facebook, per i maniaci di quell’aggeggio infernale. Per quest’occasione, mi piacerebbe riuscire a mettere a fuoco un po’ di idee raccolte nel tempo a proposito del giornalismo online, anche e soprattutto sulla base dell’esperienza maturata con Apogeonline.

Ottobre 3 2008

Leggo su un volantino locale di una bella iniziativa, e la segnalo. Qui a Pordenone abbiamo uno storico e meritorio cineclub, Cinemazero, ultimo avamposto di cinema-come-si-deve in una zona dominata, come tante altre, da multisala ipercommerciali. Accanto alle altre numerose iniziative (proiezioni in tre sale, mostre, rassegne, giornate del cinema muto, concorsi didattici eccetera), Cinemazero gestisce una mediateca nella quale sono conservati migliaia libri, videocassette e dvd spesso introvabili. Di recente la mediateca si è dotata di un sistema di digitalizzazione di vecchie pellicole. A partire da ottobre, il servizio di digitalizzazione diventa pubblico e gratuito. Chiunque abbia vecchi nastri 8 o super8 può chiedere di riversarli in dvd. Unica condizione, ed è questo che trovo interessante: concedere alla mediateca di farne una copia da catalogare e mettere a disposizione di tutti a fini di documentazione. Negli intenti dell’associazione, si tratta di un modo per conservare e condividere la memoria del territorio. A me sembra una gran buona idea.

Settembre 18 2008
Luglio 22 2008

Un’evoluzione del WiFi cittadino a Pordenone che interesserà ad Alfonso Fuggetta, con cui tempo fa ci si confrontava sull’impostazione delle reti civiche di accesso a Internet. Lui sostenendo l’ormai valida e potenzialmente economica alternativa degli operatori di telefonia mobile, io restando affezionato all’idea di un città che si fa materialmente la propria rete. Bene, viene fuori che con il cambio di giunta, qui in Friuli Venezia Giulia, la Regione non starebbe mantenendo gli impegni presi nella convenzione con il Comune di Pordenone. Terminata la prima fase di sperimentazione, ora l’investimento regionale (intorno agli 800 mila euro) avrebbe permesso di completare e rendere operativa l’infrastruttura su tutto il territorio comunale entro l’anno.

Quei soldi non si sono visti e, a quanto dicono i giornali locali, nessuno ha ancora risposto ai solleciti. Il che fa pensare a un disimpegno della nuova giunta Tondo (da aprile, come noto, al posto di Illy), che a sua volta porterebbe a un contenzioso legale eccetera. Ma poco importa qui il caso politico. Più interessante è il fatto che l’amministrazione comunale di Pordenone avrebbe l’intenzione di rispettare comunque l’impegno preso con i cittadini. Se la situazione non si dovesse sbloccare sul fronte WiFi, l’alternativa sarebbe stipulare una convenzione con un operatore mobile, distribuendo pc-card (le chiavette Hdspa, immagino) e rendere gratuite le connessioni entro i confini locali. In questo caso il costo stimato scenderebbe a 450 mila euro, dice il Gazzettino (ma sono dati su cui io non ho alcuna conferma diretta e che prenderei, per esperienza, con molta prudenza), un investimento che a quel punto diventerebbe forse sopportabile per le sole casse comunali.

Questo porta acqua alle tesi di Fuggetta, in qualche modo. Sarà interessante vedere come proseguirà la vicenda. Io invece sono un po’ più preoccupato della fine che sembra stia per fare tutto il lavoro svolto a suo tempo con l’ampio gruppo di lavoro locale per le strategie di e-democracy, il quale immagino sarebbe il primo a saltare in caso di drastica contrazione dei costi. Anche il fatto che i lavori preparatori siano nel frattempo spariti dall’apposita sezione del sito del Comune non rassicura, da questo punto di vista.

Sullo stesso tema, ma cambiando località, mi sono appuntato anche l’interessante accordo stretto dall’amministrazione comunale di Arezzo con Fon, di cui dava notizia nei giorni scorsi Stefano Vitta. Qui il modello è in qualche modo terzo: il Comune promuove il WiFi civico e dà il là installando hotspot nei punti strategici della città. Ma poi sta ai cittafini estenderla mettendo a disposizione la propria connessione secondo le regole e le soluzioni tecniche già note della comunità dei foneri. Chi condivide la banda, accede gratuitamente ovunque sia disponibile un accesso di questo tipo in città. Gli altri cittadini hanno diritto comunque ad alcuni minuti gratuiti. Non sarà la soluzione definitiva al digital divide – qui il vantaggio mi sembra soprattutto degli utenti più smaliziati – ma è un formato di rete civica comunque interessante, nella quale i residenti sono coinvolti attivamente.

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