Anche quest’anno nel weekend di Pordenonelegge.it sarò dall’altra parte d’Italia. Da domani a domenica sono a Gaeta (Latina), ospite di Gaetavola. Venerdì pomeriggio, nell’ambito della manifestazione gastronomico-culturare Le vie di Gaeta, parteciperò al convegno La città che non c’è (appuntamento alle 17 in piazza Montesecco). Occasione per conoscere nuovi luoghi e nuove persone, ma anche – forse e inaspettatamente – per riabbracciare un po’ di vecchi amici.
Si parte per Gaeta
- LOCATED IN Segnalo
Auguri, Quinta di Antonio
- LOCATED IN Segnalo
Quinta di copertina, la rassegna stampa tecnologica in podcast che Antonio Sofi cura tutti i giorni su Apogeonline, compie oggi cento puntate. Che a voltarsi indietro, ripensando a quando è nata in marzo come piccolo esperimento di trasmissione audio via Internet, è proprio un bel traguardo: significa cento mattine che Antonio si sveglia di buonissima ora (almeno una prima del solito), scende in edicola, sfoglia un buon centinaio e anche più di pagine, fa sintesi e poi registra dieci minuti di segnalazioni e commenti agili agili.
Mi piacerebbe raccontare il puntiglio, l’inventiva, l’autocritica costante, la costanza, i progetti e la passione che stanno dietro a quel prodottino rapido, arguto e puntuale, che in molti già amano ascoltare dalle casse del proprio computer o sul lettore Mp3. Ma temo che Antonio non apprezzerebbe la sviolinata, e del resto i pregi di Quinta parlano da sé.
In tutto questo, evidentemente, io devo dichiarare una discreta serie di conflitti di interesse: Antonio è un amico, prima che un insostituibile collaboratore, e in Apogeonline io ricopro un ruolo di coordinamento. In genere non amo affatto indulgere nell’autopromozione o nella promozione gratuita delle cose che hanno a che fare col mio lavoro, ma da lettore/ascoltatore, quale comunque resto prima di ogni altra cosa, devo a Quinta di copertina quella segnalazione e quell’apprezzamento pubblico già rimandato ben oltre il dovuto.
E ora altre cento, Antonio?
Scusi ha detto rilancio?
- LOCATED IN Mi arrabbio
Confesso che non ho seguito la vicenda con la necessaria attenzione, il che di per sé sarebbe già un ottimo motivo per tacere. Dico però che le complicazioni burocratiche che nel giro di poche settimane si sono abbattute sulla mia attività di libero professionista grazie al decreto Bersani e ai provvedimenti collegati (tracciabilità dei pagamenti su conto corrente, notifica contestuale degli F24 all’Agenzia delle Entrate e altre seccature minori) hanno tutto l’aspetto di un malinteso senso dell’innovazione, del rilancio economico e della trasparenza fiscale. In mancanza di una segretaria, così come di qualunque velleità di nascondere capitali al Fisco, tutte le nuove prescrizioni per ora mi sembrano soltanto un clamoroso e malaugurato passo indietro sulla via della semplificazione amministrativa. Nonché la conferma della sensazione che ancora una volta l’autista abbia sbagliato strada all’ultimo bivio.
Uffici mobili
- LOCATED IN Scelgo
Meditavo di dire due parole sul mio ultimo acquisto tecnologico, un cellulare Umts/Wi-Fi che facesse anche da ufficio d’emergenza in questo periodo di bimbi urlanti, spostamenti frequenti e lavoro a singhiozzo. Vedo però che SuzukiMaruti ha già fatto il lavoro sporco per me: sottoscrivo tutte le sue impressioni d’uso. Dopo tre settimane di uso intenso non ho ancora trovato un motivo per pentirmi del mio Nokia E61 (che sostituisce un dignitoso Nokia 6600 e che s’è disputato a lungo l’investimento con un Blackberry 8700g). Ora mancherebbe soltanto un’offerta dignitosa di Internet mobile da parte di un gestore di telefonia, perché quel che c’è è davvero poco, poco coraggioso e spesso fuori mercato.
Nella difficoltà di farlo singolarmente
- LOCATED IN Vivo
Con Stefania e il piccolo Giorgio (che un giorno immagino dirà la sua), ringrazio tutti quelli che in questi giorni ci hanno scritto, commentato, linkato, telefonato, messaggiato, pensato, sorriso. Proviamo gratitudine per molte persone, alcune delle quali nemmeno sanno di aver contribuito alla serenità con cui abbiamo affrontato questo periodo così denso di meraviglie. Come spugne, abbiamo letto i diari personali di altre coppie in attesa, abbiamo spiato dalla porta di servizio i forum specializzati, ci siamo commossi davanti alle immagini dei filmini amatoriali altrui, abbiamo cercato conferme alle nostre sensazioni, consigli dettati dall’esperienza e idee per acquisti consapevoli. Abbiamo attinto a piene mani a quell’umanità condivisa che sempre più abbonda nella parte abitata della Rete, e questo ci ha arricchiti.
Per tutto ciò, ma soprattutto per quanti capiteranno qui in futuro animati dalla stessa ricerca casuale di calore in un momento così particolare della propria vita, Stefania e io abbiamo deciso di aprire le porte del nostro siterello familiare, finora ristretto a pochi amici e parenti. Contiene la storia della nostra gravidanza, e ora dei primi giorni del nostro bimbo. Ci farebbe piacere che la nostra felice esperienza di parto naturale ispirasse un giorno altre donne e altri mariti a recuperare dentro di sé quell’istinto ancestrale che una medicalizzazione sgarbata ha maldestramente perso di vista, rendendo tutto forse appena un po’ più sicuro, ma di certo più cinico, più industriale e spesso paradossalmente più doloroso. Raccontarlo e condividerlo è il nostro modo di essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.
È nato Giorgio
- LOCATED IN Vivo
Una ragione in più
- LOCATED IN Segnalo
C’è questo portale internazionale del turismo italiano, presentato già a più riprese da due governi differenti, che costa una fortuna e rotti e che ancora non dà segni di vita. Oggi, poi, il ministro Rutelli era in tv all’ora di pranzo per presentare turistiprotagonisti, un sito che dovrebbe raccogliere i racconti di viaggio dei cittadini italiani per estrapolarne idee utili a rilanciare la nostra immagine appannata nel mondo.
Tutto ciò ha fatto saltare la mosca al naso a Paolo Valdemarin, il quale ci si è messo d’impegno e ha provato a immaginare come spenderebbe lui 50 milioni di dollari per mettere in piedi questo benedetto Italia.it. Come sarà evidente a chiunque leggerà i dettagli del progetto, io – che già avevo la massima fiducia nelle capacità di imprenditore, consulente e divulgatore di Paolo – non posso che sostenere incondizionatamente le sue proposte e impegnarmi in attività di lobbing a qualunque livello.
Io e il P2P
- LOCATED IN Segnalo
Lorenzo Facchinotti sta conducendo un’indagine sul consumo di contenuti in formato digitale in relazione ai circuiti di distribuzione peer to peer. La ricerca mira ad aggiornare una tesi di dottorato che, grazie ai nuovi dati ottenuti, diventerà in seguito un e-book. Chi è disponibile a collaborare non ha che da compilare un questionario anonimo della durata di pochi minuti. Lo segnalo con piacere perché, sebbene esistano già alcuni studi sul peer to peer e sulle relative implicazioni in campo musicale e cinematografico, raramente questi sono condotti in Italia, da persone che sembrano sapere di che cosa parlano e magari perfino per vie indipendenti dagli interessi dalle major.
Il 28 luglio di due anni fa si spegneva Tiziano Terzani. Questa sera in molte piazze italiane i suoi estimatori meno timidi si incontreranno per leggere ad alta voce ai passanti le pagine del giornalista fiorentino che stanno loro più a cuore. Il mio cortile, per oggi, è questo. Le pagine che mi stanno più a cuore sono di sicuro in Un altro giro di giostra, ma è un libro da cui è difficile estrarre brani sufficientemente immediati ed evocativi, va letto da cima a fondo. E allora fate finta che stia leggendo ad alta voce questo, da Lettere contro la guerra:
Aria, acqua, terra e fuoco, che tutte le antiche civiltà hanno visto come gli elementi base della vita – e per questo sacri – non sono più com’erano, capaci di autogenerarsi naturalmente da quando l’uomo è riuscito a dominarli e a manipolarne la forza ai propri fini. La loro sacra purezza è stata inquinata. L’equilibrio è stato rotto. Il grande progresso materiale non è andato di pari passo col nostro progresso spirituale. Anzi: forse da questo punto di vista l’uomo non è mai stato così ricco. Da qui l’idea che l’uomo, coscientemente, inverta questa tendenza e riprenda il controllo di quello straordinario strumento che è la sua mente. Quella mente, finora impegnata prevalentemente a conoscere e ad impossessarsi del mondo esterno, come se quello fosse la sola fonte della nostra struggente felicità, dovrebbe rivolgersi anche all’esplorazione del mondo interno, alla coscienza di sé. [..] Allora fermiamoci. Immaginiamoci il nostro momento di ora dalla prospettiva dei nostri pronipoti. Guardiamo all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare poi d’aver perso una buona occasione. L’occasione è di capire una volta per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà superiore a un’altra è solo frutto di ignoranza, che l’armonia, come la bellezza, sta nell’equilibrio degli opposti e che l’idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega.
Segnalo inoltre che oggi, venerdì – nel pomeriggio su RaiNews24 e in seconda serata Raitre – verrà trasmesso Tutti i colori di una vita, un documentario che raccoglie alcuni estratti delle registrazioni originali dei dialoghi tra Folco e Tiziano Terzani da cui è nato il libro postumo La fine è il mio inizio.
Partita Iva 01537680934 • Trasparenza • Privacy Policy • Licenza contenuti: Creative Commons BY-NC-SA • Per comunicazioni: sm@sergiomaistrello.it
