Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
Uno su trentamila
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La prossima volta che qualcuno mi chiede perché mai le caselle di posta elettronica o i commenti dei blog sono infestati da messaggi pubblicitari non richiesti, mal scritti ed evidentemente al di là di ogni tentazione commerciale, io gli giro questi numeri:
Jeremy Jaynes spediva 10 milioni di messaggi al giorno usando 16 connessioni ad alta velocità. Stando agli atti Jaynes poteva ricevere da 10.000 a 17.000 ordini con carta di credito al mese, cioè un ordine ogni 30.000 email. Guadagnando in media $40 a ordine riusciva a fare da $400.000 a $750.000 al mese, sostenendo spese per circa $50.000.
[da Paolo Valdemarin, via Boing Boing, LinkMachineGo, Tampa Bay Online]
Uno su trentamila: mi piacerebbe vedere che faccia ha.
Come tante
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Benvenuto a chi arriva da Asphalto.
Cose che fan pensare, signora mia
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Se i videogame sulle gang trasformano i ragazzini in criminali, allora io – che sul Pc ho giocato quasi soltanto a SimCity – a quest’ora dovrei già essere per lo meno consigliere comunale.
Dedicato a chi sogna pecore elettriche
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Chi l’ha detto che l’informatica è arida e noiosa? (No, mamma, non parlavo con te). Tecnofeticisti e utenti imprudenti, questa è la storia che fa per voi: su Zeus News, da Riccardo Canaro.
C’era una volta un pacchetto di dati chiamato Cappuccetto Rosso. [..] Un giorno Scheda Madre disse a Cappuccetto Rosso:
– Cappuccetto Rosso, prendi questo codice di carta di credito e portalo al server della Nonna, che si trova dall’altra parte della foresta di Internet.
– Subito, Madre! – rispose Cappuccetto Rosso e, preso con sé il codice di carta di credito, fece per avviarsi, ma Scheda Madre lo trattenne.
– Cappuccetto Rosso! – disse
– Sì, Madre?
– Mi raccomando, quando sarai in viaggio, vai dritto per la tua strada e non dare retta agli sconosciuti. Soprattutto, guardati dal Router Cattivo.
[continua a leggere la fiaba su Zeus News]
L’Insonnia
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Ho finalmente finito Insonnia, di Stephen King. Me lo sono trascinato dietro per mesi: credo di averlo cominiciato durante il trasloco, mentre ancora cercavo di chiudere in tempo il libro sui blog. Credo sia stata un’associazione poco conscia, all’epoca, ma in effetti in quel periodo riuscivo a dormire ben poco.
Ora, non sono sicuro che mi sia piaciuto. Adoro King per il suo stile, sempre così vivo e stimolante, e amo i suoi racconti più marginali, ovvero quelli non necessariamente horror (genere di cui non subisco il fascino), tipo Stagioni diverse per intenderci. Insonnia è poco horror, ma la tira terribilmente in lungo (oltre 700 pagine, nella mia edizione supereconomica), a momenti è noioso e – soprattutto nella prima parte – richiede più di un atto di fede al lettore. Però non sono mai riuscito a metterlo da parte.
Il motivo, credo, è che il libro ha il pregio non così frequente di farti entrare in un mondo diverso. Sbagliato: Il Signore degli Anelli ti porta in un mondo diverso. Questo libro di King ti porta dentro il tuo stesso mondo, ma ti dà due occhi diversi per guardarlo e interpretarlo. Utilizza il pretesto di una storia di tensioni antiabortiste in una cittadina americana per introdurre passo per passo il lettore in una dimensione progressivamente dilatata nelle percezioni sensoriali. A metà libro è tutto un parlare di aure, energie e dimensioni superiori: forse non rigoroso come uno studio sulla materia, ma documentato e coerente nel disegno narrativo.
Il risultato è affascinante, e quel che è più divertente condiziona anche il tuo modo di interpretare la realtà: per strada finisci irrimediabilmente per scrutare le persone con maggiore curiosità, i sensi sono pronti a cogliere alterazioni intorno al corpo, interpreti perfino gli stati d’animo sotto forma di colori. Qualcosa di simile mi aveva colpito nel bizzarro Al di là dei sogni, il film di Vincent Ward con Robin Williams.
Il che probabilmente fa di me un gonzo ideale per la vendita porta a porta di prodotti new age di terza mano, ma poco male. Evviva chi ha la mente abbastanza curiosa da non chiudersi a riccio quando arriva ai confini della realtà scientificamente misurabile.
Gli scheletri dell’Adsl
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Alessandro Longo è forse il giornalista che di questi tempi più sta andando al cuore dei problemi della connettività a Internet in Italia (che non sono pochi). Da non perdere oggi la nuova inchiesta sugli scheletri dell’Adsl, pubblicata su Punto Informatico. E, per chi l’avesse mancata, ecco quella di un mese fa, quella che lancio il dibattito sulle differenze di costi tra l’Italia e altri Paesi europei.
Internet poteva cambiare il risultato?
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David Weinberger prova a spiegarlo su internet.pro.
Il giorno della marmotta
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L’inverno si preannuncia ancora lungo e freddo.
(8:53 – La pensa così anche Wittgenstein)
Incuriosito da Come si fa un blog, qualche tempo fa Loris Cantarelli mi tempestò di domande sui blog a fumetti. Loris collabora, infatti, alla rivista Fumo di China, ben nota agli appassionati del genere. Ora Loris ci ha preso tanto gusto che ha cominciato a segnalarmi lui le sue scoperte. Se sono tutti come NestoRe (e tutto quello che c’è da sapere su NestoRe, Nestora, Bernarda, Odone ed ET – Enrico Trentin, l’autore – si trova nell’opportuna biografia), mi sa che ho fatto un gran buon affare.
Piccole scoperte preziose
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L’ho sentito per la prima volta qualche sera fa su Radio 1 Rai: un concerto dal vivo di rara atmosfera e piacevolezza. Molto acustico, vagamente jazzoso, avvolgente e rilassante. Sai quella sensazione, piuttosto rara, di ascoltare musica e non un insieme di note e di parole?
Ieri ho finalmente messo le mani sul cd: incantevole. Assolutamente consigliato a chi ama atmosfere riflessive e poco invadenti, illuminate da un felice equilibrio tra forza espressiva e ricerca di melodia.
Lui si chiama Ivan Segreto. Il cd è Porta Vagnu ed è uscito nel maggio scorso. Sony ne fa ascoltare qualche manciata di secondi. Su KataWeb Musica si possono vedere 20 minuti di concerto dal vivo (solo pianoforte).
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