Top

Il blog di Sergio Maistrello dal 2003

Dicembre 17 2004

Bilanci

Leggo un po’ ovunque riflessioni e sondaggi sulle parole e sulle immagini del 2004. Io detesto i bignami e le semplificazioni di fine anno. Però, pensandoci un attimo: l’eredità del 2004, per come la vedo io, è l’assassinio dello stupore. Ancor più del 2001, se possibile, anno che ha iniziato il trend in modo traumatico.

Nel giro di dodici mesi – tra decapitazioni, scuole saltate in aria con bimbi dentro, attentati veri e presunti, torture di Stato, plateali intrighi politici interni e internazionali e quant’altro – è stato alzato in modo terrificante il senso comune di ciò che è stupefacente, di ciò che ha la forza (mediatica e non) di indignarci, di ciò che resta impressionante e inaccettabile anche dopo una notte di buon sonno.

Non credo sia una buona cosa.

Dicembre 14 2004

Mondo aperto

Due eventi legati al mondo open da segnare in agenda.

Il primo si tiene domani mattina alle 11 a Trieste, presso il Caffé San Marco (in via Battisti): i Linux User Groups del Friuli Venezia Giulia, insieme alla Free Software Foundation Europe cercheranno di sensibilizzare realtà produttive, politiche e associazioni di categoria della regione riguardo al ruolo del software libero nello sviluppo competitivo. Parlano Davide Dozza, maintainer italiano del progetto OpenOffice.org; Gianluca Trimarchi, rappresentante dei LUG regionali; Stefano De Monte, vicepresidente di Trieste On Line, azienda speciale della Camera di Commercio di Trieste; Stefano Maffulli, presidente della sezione italiana di Free Software Foundation Europe; Gianni Pecol Cominotto, assessore regionale all’organizzazione, personale e ai sistemi informativi.

Giovedì pomeriggio alle 14.30 presso la Fondazione Gianni Agnelli di Torino si tiene, invece, l’evento di lancio delle Creative Commons italiane, che segna ufficialmente la nascita anche nel nostro Paese delle licenze per la tutela delle opere dell’ingegno che non ne precludono la libera diffusione. Tra i numerosi interventi in programma compare anche quello di Lawrence Lessig, docente alla Stanford Law School e tra i maggiori teorici mondiali della free culture. L’intero pomeriggio sarà trasmesso in diretta streaming sul Web da Radio Radicale.

Dicembre 13 2004

Quando ero un po’ più giovane, verso i 16/17 anni, passavo buona parte del mio tempo libero nella redazione di un quotidiano locale della mia città. Per me era poco più che un gioco, ma mi trovai a coprire un po’ di tutto, dallo sport alla cronaca. Incontrai molte persone: impari molto sulla vita e su questo lavoro vedendo come le persone si relazionano con un ragazzino alle prime armi, quando si tratta di finire sul giornale.

Per chi cerca gloria a buon mercato, un ragazzino alle prime armi significa in genere due cose: che il giornale non lo considera abbastanza e che di lui scriverà un dilettante. Ho ricordi sgradevoli di persone sgradevoli (politici, soprattutto), ma ho anche esempi felici di professionalità e umanità. Il punto non era tanto prendere sul serio me, che chi se ne importa poi, quanto rispettare i ruoli di ciascuno e lavorare insieme per ottenere il miglior risultato possibile.

Una di queste persone è morta ieri, ne parlano oggi i giornali della mia zona. Non so se fosse una persona buona o meno, un professionista valido o meno. Ricordo però la prima volta che mi occupai di una manifestazione che lui organizzava, e di cui effettivamente io sapevo poco o niente: mi accolse con gentilezza e pazienza, mi trattò come avrebbe trattato qualunque mio collega adulto e sotto sotto esprimeva simpatia per quel ragazzino che tentava di arrabattarsi in una situazione un pelo più grande di lui. Ecco, questa piccola cosa io non l’ho dimenticata, per quel poco che può valere.

Dicembre 3 2004

Il Grande Link

Lascia stare che è dedicato al Grande Fratello e che i link restano ancora tutti all’interno dello stesso sito, ma questo è forse il primo articolo vocatamente ipertestuale che io ricordi di aver notato sul sito di una testata mainstream italiana.

Buon segno, sette anni dopo l’inizio delle sperimentazioni. Insieme ai feed Rss e ad altre piccole intuizioni (come le “dirette”, con la raccolta cronologica dei lanci di agenzia su un argomento caldo) significa cominciare ad apprendere dall’ambiente in cui ci si trova, dopo aver cercato in tutti i modi di colonizzarlo. D’ora in poi può solo migliorare.

Dicembre 2 2004

Fast Blood

Fast Blood, Lello VoceHo un po’ di cose in sospeso di cui parlare. Per esempio, Fast Blood di Lello Voce. Che mi ha trovato nei percorsi della Rete per bontà del suo autore e grazie allo zampino di Proserpina: i due si sono inventati un bell’esperimento di promozione dal basso che sta coinvolgendo molti blogger (vedere in fondo alla pagina dedicata per scoprire dettagli e altre destinazioni).

Fast Blood è un cd. Lello Voce, per chi non lo conoscesse, è un poeta-performer-romanziere. Uno che ama comunicare, insomma, dire cose e dirle ricercando il contenuto – possibilmente di impatto civile – e lo stile. Mettete insieme questi elementi e quello che ne viene fuori è un diluvio di parole a metà tra la poesia in musica e il teatro affabulatorio, con un accompagnamento musicale (di Frank Nemola) che segue ed esaspera lo stato d’animo dei testi. Il tutto è spiazzante al primo ascolto, affascinante al secondo; lo si apprezza dal terzo in poi, se non si hanno particolari preclusioni per le digressioni dalla tradizione melodica e per le sperimentazioni audaci.

Il cd contiene quattro lai (lamenti: del ragionare lento, del ragionare intenso, del ragionare caotico, del ragionare esperto), tutti impegnati sul fronte politico e sociale. Il primo lo si può anche ascoltare online, tutti sono (ed è una bella notizia) protetti da licenza Creative Commons, una forma di salvaguardia dei diritti d’autore che favorisce la circolazione della cultura. Già raccolte su carta col titolo L’esercizio della lingua (raccolta vincitrice del Premio di Poesia Antonio Delfini nel 2003), le quattro orature sono ora un’opera multimediale messa “in scena” su cd, ma anche dal vivo, in uno spettacolo di live poetry che Lello Voce porta in giro per l’Italia dal 2002.

Spiega lo stesso Voce in un intenso scritto («quasi teorico») a conclusione del libretto del cd (un brano già pubblicato in Akusma nel 2001):

Il poeta del domani, se vorrà sopravvivere e essere capace di ridisegnare un suo ruolo all’interno delle società tecnologiche e mediatizzate della post-post-modernità, dovrà trasformarsi in un Parasaurolophus. [..] Il Parasaurolophus è, invero, un dinosauro assai singolare e curioso, conosciuto dagli esperti col soprannome di ‘dinosauro trombone’. [..] È, insomma, un dinosauro ‘sonoro’ e, poiché gli studiosi credono di poter ipotizzare che l’amplificazione vocale avesse scopi comunicativi e sociali, cioè servisse ai parasaurolophus per ritrovarsi, riconoscersi, aggregarsi in branco, esso è anche un dinosauro sociale, ‘politico’ come avremmo detto un tempo. [..] È allegoria di un ruolo e di una funzione nuovi per il poeta e la poesia. [leggi tutto Il poeta parasaurolophus]

Il tutto – cd, musica, testi e premessa teorica – suonerebbe anche pretenzioso, se non fosse che l’intera opera testimonia al contrario sincerità, passione e amor di nuove strade. E coraggio, pure: trovalo te il tempo, la concentrazione e l’attenzione per ascoltare un prodotto del genere in una giornata tipo («Poesia di sottofondo? Beh, perché, a te non piacerebbe un mondo con la poesia di sottofondo?», ha dichiarato l’autore a Liberazione). Io ci ho messo bel un po’ a digerirlo. Poi l’ho lasciato decantare molto. Solo oggi, mentre mi decido a parlarne, è già la quarta volta che il cd fa il giro completo nel lettore.

Aggiungo: il cd è autoprodotto ed è distribuito da Self (a 8,30 euro). È il primo disco di una collana chiamata Absolute Poetry, dedicata a esperimenti di poesia e musica. Da tenere d’occhio.

Novembre 30 2004

Dunque ora so che Celine e Jesse non s’incontrarono affatto a Vienna sei mesi dopo essersi conosciuti su un treno diretto a Parigi da Budapest. Immaginavo che andare a vedere Prima del tramonto (Before Sunset) nove anni dopo Prima dell’alba (Before Sunrise) avrebbe rovinato in parte la poesia che il film di Linklater mi ha trasmesso ogni volta che l’ho rivisto (non poche). Meraviglioso: un film in cui i protagonisti non fanno altro che blaterare dal primo all’ultimo minuto, senza che succeda mai nulla per davvero. Ha ragione Pietro, probabilmente, quando dice che il primo film parla ai ventenni come oggi il secondo parla ai trentenni; sta di fatto che a me Prima dell’alba in qualche modo ha continuato a parlare.

Quello che penso di Prima del tramonto è condizionato per i primi 10 minuti dall’effetto “ah, ecco come andò poi a finire”, seguito da sguardo ebete e tentativo di riprendere faticosamente il filo della storia. Per i successivi 20 minuti mi sono lasciato distrarre dall’impressione di riconoscere riferimenti visivi a uso e consumo di chi conosce a memoria i primi 105 minuti: il risultato, nel mio caso, è stato fastidio più che complicità. Quando finalmente la pellicola entra nel vivo, i protagonisti riprendono a blaterare amabilmente da dove si erano interrotti. Dice Louga di Bamboo che i dialoghi sono a volte più banali a volte più interessanti, ma mai noiosi; e io sono d’accordo con lui. Questa volta, però, i protagonisti sembrano andare di fretta e manca un pizzico della magia che teneva viva la storia: è scomparsa l’illusione di una meta da scoprire passo dopo passo del primo film, e l’impressione è semmai di trovarsi davanti a un percorso tracciato a tavolino su una piantina di Parigi.

Nella seconda metà il film trova il suo perché e diventa più coinvolgente, ben interpretato da Ethan Hawke e Julie Delpy. Il finale, neanche a dirlo, resta sospeso. Nel complesso niente male, ma mi appunto di rividerlo a mente lucida tra qualche mese per giudicarlo in modo più obiettivo.

Novembre 29 2004

Oggi ho scoperto che da una settimana in tv è cominciato un programma piuttosto affascinante. Si chiama Che sarà sarà e, non fosse che va in onda quando in genere metto su la pastasciutta (alle 13.10 su RaiTre), sarebbe un perfetto formato da seconda serata. L’idea è semplice:

Uno show dedicato allo spettacolo della vita. Le interviste del passato, le immagini del presente. I bambini di ieri che uomini sono oggi? Negli archivi della Rai esistono decine di interviste straordinarie a bambini. Quei bambini oggi sono adulti, quei figli sono padri, sono nonni. Che sarà sarà va a cercare quei ragazzini per intervistarli nuovamente, mettendo a confronto i bambini di ieri con gli adulti di oggi, per vedere come si sono trasformati nel tempo i loro visi, i loro occhi, i loro sogni. Immagini ed emozioni assolutamente inedite per raccontare il destino di tanti “piccoli” italiani. [continua a leggere la presentazione sul sito di RaiTre]

Potrebbe scadere con facilità nella porcheria, se non fosse che: il programma non è affatto uno “show”, ma al contrario è un collage d’autore confezionato con molto stile; non esiste un conduttore, ma sono i protagonisti di ieri e di oggi a passarsi inconsapevolmente il microfono; le interviste scovate negli archivi Rai sono strepitose testimonianze di un altro tempo e di un’altra Italia; i bambini di allora erano semplicemente uomini ancora poco cresciuti e avevano storie da raccontare (bene); c’è l’ospite vip, ma se ha sempre l’eleganza dell’Ottavia Piccolo di oggi glielo si perdona anche; il modo in cui si faceva tv cinquant’anni fa, con tutto che s’improvvisava e il politicamente corretto era lontano da venire, avrebbe molto da insegnare a quello di oggi.

Novembre 16 2004

La prossima volta che qualcuno mi chiede perché mai le caselle di posta elettronica o i commenti dei blog sono infestati da messaggi pubblicitari non richiesti, mal scritti ed evidentemente al di là di ogni tentazione commerciale, io gli giro questi numeri:

Jeremy Jaynes spediva 10 milioni di messaggi al giorno usando 16 connessioni ad alta velocità. Stando agli atti Jaynes poteva ricevere da 10.000 a 17.000 ordini con carta di credito al mese, cioè un ordine ogni 30.000 email. Guadagnando in media $40 a ordine riusciva a fare da $400.000 a $750.000 al mese, sostenendo spese per circa $50.000.
[da Paolo Valdemarin, via Boing Boing, LinkMachineGo, Tampa Bay Online]

Uno su trentamila: mi piacerebbe vedere che faccia ha.

Novembre 6 2004

Come tante

Benvenuto a chi arriva da Asphalto.

Novembre 6 2004

Se i videogame sulle gang trasformano i ragazzini in criminali, allora io – che sul Pc ho giocato quasi soltanto a SimCity – a quest’ora dovrei già essere per lo meno consigliere comunale.

1 48 49 50 51 52 68