Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
Il furgoncino
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La giornata è caldissima. Nell’ufficio dell’autonoleggio, al contrario, sembra di stare in una cella frigorifera. L’odore di fumo è particolarmente intenso, sembra uscire dai muri. L’impiegata ha la faccia incattivita di chi preferirebbe stare altrove. Scruta chi entra, e il suo sguardo è una velata minaccia: non voglio rogne.
Io: Buongiorno, vorrei prenotare il noleggio di un furgoncino.
Lei: Un… furgoncino?
Io: Sì, un Ducato.
Lei: Quale tipo Ducato?
Io: Un Ducato… normale.
Lei: Certo. Sono tutti “normali”, sa?
Io: Uhm, ha ragione. Forse è meglio se mi dice lei quali sono le alternative…
Lei: Vuole un duemetriemmezzo o un quindiciquintali?
Io: Ossanta… guardi, io vorrei semplicemente un Ducato classico, quello medio, non quello enorme… (mi guardo in giro, cercando disperatamente un modellino, una fotografia, un depliant, qualunque cosa mi permetta di uscire dall’imbarazzo. Nulla.)
Lei: Senta, guardi, glieli faccio vedere, eh? Così facciamo prima.
Io: Ohh…! Ehm, volevo dire: sì, forse è meglio.
Mi porta nel garage adiacente. Mi spiega i modelli. Io vedo subito quello che mi serve e glielo dico, ma lei imperterrita me li descrive tutti. Ha lo sguardo truce, la sua espressione dice chiaramente “Mi hai fatto venire fino qui? Bene, ora te li guardi tutti!”. Terminata la parata di mezzi torniamo nell’ufficio.
Lei: Allora, vuole i duemetriemmezzo o il quindiciquintali?
Io: Gasp! Vorrei semplicemente quello che le ho indicato poco fa. Immagino sia il duemetriemmezzo, ma non avevo con me il metro…
Lei: Con assicurazionecascofurto?
Io: Non è compresa?
Lei (alza gli occhi al cielo): No, è compresa la Rca con franchigia.
Io: Quindi?
Lei: Quindi mi deve dire se nel preventivo devo metterle l’assicurazione integrativa o no.
Io: Senta, mi faccia un preventivo con le varie opzioni, poi decido che cosa tenere anche in base ai costi.
Lei: Tenga.
Io: Bene, ma per prenotare come faccio?
Lei: Viene qui qualche giorno prima e prenota.
Io: Qualche giorno prima per me è oggi, sono venuto appunto qui per questo.
Lei: Ah, quindi lo vuole prenotare?
Io: Ecco, sì.
Lei (segna il nome e la data su un quadernone a quadretti): Bene, arrivederci.
Io: Arrivederci? Scusi ma per la prenotazione basta lasciare il nome?
Lei: Sì sì, se ci sono problemi la chiamiamo noi.
Io: Ah, beh.
Lieto evento
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Pochi minuti dopo la mezzanotte di oggi è nato perlesdepluie, il primo blog di Stefania. Padrino, e padre putativo, guru Granieri, che ha commentato: «…ragazzi, c’ho un’età, vado a dormire». Al primo post, Splinder ha sentenziato: «Scusate per il disagio». Benvenuta, Stefi!
Servizio pubblico
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Leggo su Giornalismo d’altri, il quale a sua volta riprende il Daily Telegraph, che la BBC è stata costretta dal governo britannico a chiudere cinque siti Web (degli oltre 20.000 prodotti… 20.000?) perché non sono «sufficientemente distinguibili dalle alternative commerciali, o sono in associati in maniera inadeguata con gli scopi del servizio pubblico per essere giustificati». I cinque siti si occupavano di fantacalcio, soap opera, giochi online e intrattenimento locale. La BBC – che lo scorso anno ha speso 73 milioni di sterline in attività online – potrebbe presto essere costretta a chiudere altri siti.
Ora: letta la notizia, per caso anche a voi è venuto da pensare alla televisione italiana?
I acints par furlan
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Saranno i preparativi per il trasloco e il richiamo del profondo Nord Est, ma in questi giorni sto scoprendo alcuni blog piuttosto interessanti e curiosi. Per esempio: ILfurlanist, divertente blog in friulano che tra un commento di attualità e l’altro, propone elementi di cultura locale (come il Maçarot, la superstar de mitologjie furlane), frammenti di linguistica (Prime robe di segnâsi: par furlan no si dopre mai la letare “Q”) e suggerimenti tecnici per chi scrive in questa lingua (cemût fâ i acints par furlan cu la tastiere?). Scovato nei commenti di Vinz in the sky, blog personale di belle atmosfere di un giovane concittadino.
Quel che passa il convegno
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Riassunti e commenti da BlogTalk 2.0, che si sta tenendo a Vienna, si possono trovare sui blog di Beppe, Tommaso e (forse) Paolo.
Autonomie locali
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«Per la prima volta un presidente di Provincia ha letto la formula di rito anche in pordenonese. “Prometo – ha giurato De Anna – de eser fedel a la Republica, de oservar lealmente la Costitusion, le legi de lo Stato e de la Region e lo statuto de la Provincia, de far el me dover del me uficio ne l’ interese del l’ Aministrasion par el ben de tuti”.»
Ansa Friuli Venezia Giulia
Del Marchion, dell’orribilosa e del laagh
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Di Luca Masali ho sempre ammirato la capacità di rendere divertente – non digeribile: spassoso proprio – un articolo di informatica. Ho condiviso con lui i primi sei mesi degli oltre quattro anni che ho passato nella redazione di Internet News. Ricordo lunghi approfondimenti sulla sicurezza dei Pc o sul sesso dei portali che diventavano piccoli racconti da divorare in un fiato. E mica ci ragionava su delle ore: quante pagine servono?, ti chiedeva la mattina, e di lì a qualche ora avevi la tua novelletta pronta per l’uso, mai meno che vivace e ben documentata.
Bene, ora immaginatevi un talento del genere lasciato libero di scrivere un romanzo. L’ultimo – dei tre che ha già pubblicato – è uscito giusto tre settimane fa da Sironi: L’inglesina in soffitta. Con I biplani di D’Annunzio e La perla alla fine del mondo, che appartengono al filone della fantascienza all’italiana (dalle parti di Valerio Evangelisti, per intenderci), Masali è stato tradotto in mezza Europa e ha vinto anche i suoi bei premi. Con l’Inglesina abbandona la fantascienza e si dà al giallo, un intrigo internazionale al limite della fantastoria ambientato nel 1938 sulla rive del lago di Como. Di che cosa parla (bambini, spie, scienziati, aviatori, maestri d’ascia, contrabbandieri, balilla, ambasciatori, finanzieri, bambinaie, giornalisti, carabinieri), lo si può leggere nella sinossi di Luca, che dice tutto quel che c’è da sapere per non rovinarsi la storia. E, al limite, date un occhio al materiale messo insieme da Giuseppe Genna per i Miserabili.
Io aggiungo che del romanzo, divorato in una manciata di sere, mi è piaciuto soprattutto l’uso della lingua e dei dialoghi: in quattrocento e rotte pagine, Luca mette insieme italiano, laghé, retorica fascista, corruzioni infantili, un po’ d’inglese e (in un unico, fulminante frammento) pure un tocco cockney londinese. Assolutamente consigliato a chi cerca una lettura estiva appassionante, tre parti di commedia e una di tragedia.
«I vecchi media lasceranno vincere Internet?
Combatteranno. Con tutti i mezzi. Guardi che cosa succede nella musica. Fanno passare nuove leggi, sempre più restrittive. In America, in Europa, in Italia
Non sarà una battaglia facile. Ma la Rete ha i suoi punti di forza. Gli stessi americani vogliono più libertà e si accorgono che la stanno perdendo. Reagiranno. E la Rete li aiuterà a trovare la voglia e il divertimento per ritornare a essere attivi. I vecchi media stanno costruendo una diga contro questo fenomeno. Ma alla fine il loro muro potrebbe crollare.»
Luca De Biase intervista Joi Ito (per L’espresso)
Meno responsabilità per tutti
- LOCATED IN Dico la mia
Casomai vi passasse il dubbio per la testa, io non sono affatto responsabile di questo sito. Io preparo solo i testi e tutto il resto, faccio in modo che il template sia ordinato e che tutto funzioni al meglio. Poi l’esecuzione della pubblicazione è affidata a un software e alle strutture del provider, sui quali non ho alcun controllo (tant’è vero che non scelgo mica io su quale specifico computer risiedono queste pagine, per dirne una). E poi, se c’è qualcosa di irregolare mica venite da me, no? Andate da un avvocato, giusto? Dunque posso dire a buona ragione che questo sito non è di mia competenza.
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