Il blog di Sergio Maistrello dal 2003
La posta appresso
- LOCATED IN Segnalo
Io lo segnalo, perché magari a qualcuno un giorno potrà essere utile (e Poste Italiane, in questo caso, non si spreca in pubblicità) Metti che un giorno cambi residenza: lasci un appartamento, lasci proprio la città ti trasferisci a due regioni di distanza e non puoi nemmeno contare su vicini e portieri compiacenti. Che cosa fai se arriva ancora posta importante nella (ormai non più tua) cassetta delle lettere? Certo tu lo hai segnalato a tutti, il nuovo indirizzo: ma lo sai bene che arriverà. Oh, ci potresti addirittura scommettere.
Allora guardi sul sito delle Poste. Nulla di illuminante, nessun appiglio rivelatore. Provi con il motore di ricerca: “variazione indirizzo”, “nuova residenza”, “inoltro corrispondenza”… niente di niente. Chiami il call center e ti dicono che sì c’è qualcosa che fa per te, aspetta un po’ che non trovo la scheda, resti in linea…
Il servizio c’è e si chiama Seguimi. Buffo: se digiti “seguimi” nel motore di ricerca del sito lo trovi subito. Ad ogni modo funziona così: vai in qualsiasi ufficio postale, compili un modulo e il gioco è fatto. Il tuo postino di zona sarà istruito perché racimoli ogni pezzo di carta col tuo nome sopra e lo inoltri al tuo nuovo indirizzo, ovunque tu sia andato a nasconderti sul territorio nazionale. Il costo è contenuto: 8 euro per 3 mesi, 10 euro per 6 mesi, 12 euro per 12 mesi.
Ecco, ora lo sapete. Tutto qui.
Il trasloco
- LOCATED IN Vivo
Sì, lo so che aspettate con ansia qualche particolare sulle disavventure del trasloco. Ma è andato tutto alla perfezione. Sì sì, proprio bene. Beh, quasi.
Il furgone, per esempio, alla fine c’era davvero. Certo, ho avuto un mancamento quando mi hanno chiesto ancora una volta come volevo il Ducato, ma insomma ci siamo capiti in fretta questa volta. Stefania è riuscita perfino a farci avere uno sconto per aver fatto da interprete a una coppia di anziani canadesi per nulla convinti di partire a bordo di una super cabrio sportiva decapottabile.
Poi, certo, all’Ikea i nostri mobili erano tutti prenotati da giorni. Dunque nessuna sorpresa. Beh, a parte quella struttura portante, malauguratamente esaurita. Ma non c’è problema, perché basta attraversare la città da Carugate a Corsico, seguire l’inesistente segnaletica, elemosinare indicazioni ai divertiti residenti della zona, rifare tutto il variopinto percorso del negozio da capo e caricare con gioia anche l’ultimo pezzo. Due ore perse, neanche avessi da caricare casa e attraversare il Nord Italia entro la nottata.
Oh, poi c’è il portiere. Gran comodità. «Senta, io sabato trasloco. Ho noleggiato un furgone, posso aprire il port…» «Ah, ma sabato non si può mica!» «Ascolti, io sabato trasloco. Punto. So che è il suo giorno libero, ma mi chiedevo se si potesse comunque aprire il portone grande, magari con una chiave che poi le restituis…» «Non si può, il sabato non si può solo durante la settimana. E poi non mi lascerete mica aperto il portoncino, eh?! Che poi entrano i malintenzionati, no no no, non si può mica.» «Guardi, io sono più proccupato di lasciare le mie cose in strada, se è per quello, ma mi conosce abbastanza da sapere che farà tutta l’attenzione possibile.» «No, perché poi la gente entra e…» «Arrivederci, grazie.»
Il portiere è il miglior amico del condòmino. Tranne nel suo giorno libero. E soprattutto se gli parcheggi il furgone davanti al suo passo carrabile, che incidentalmente è anche il portone del palazzo, nonché l’unico posto utile per caricare scatole e mobili nell’arco di cento metri. Così quando tornerà con la sua station vagon e voi, incidentalmente, avrete appena finito di stivare tutto, assentandovi cinque minuti per prendere fiato prima di partire, comincerà a strombazzare, mobilitare gli inquilini, suonare a casaccio i campanelli fino a che, capitato a tiro per spostare il mezzo, vi farà una solenne lavata di capo, come se non avesse mai saputo chi mai stesse traslocando quel sabato, come se non sospettasse nemmeno che il vostro equilibrio psichico è già sotto stress da ore, come se negli ultimi quattro anni avesse avuto come vicino di casa un pericoloso criminale. E quando avrà finito di urlare lui, comincerà sua moglie, sbraitando del pericolo che le avete fatto correre costringendola ad attraversare la deserta strada milanese di un pomeriggio di fine luglio. Ecco: in quel preciso momento, già provati dalla fatica e dal sudore, che vi sentirete i protagonisti di una scadente commedia dell’assurdo.
Per il resto, tutto ok. Traslocare in agosto è una grande idea, ora ve lo posso dire. Togli il caldo, l’umidità l’esodo autostradale, le vacanze di buona parte degli amici che avrebbero potuto darti una mano, gli orari ridotti degli esercizi commerciali in cui avresti potuto cercare conforto, i lavori in corso che-tanto-in-agosto-non-c’è nessuno… insomma, per il resto è davvero il periodo ideale.
E ora scusatemi, ma entro la giornata devo finire di montare casa. Che con domani le vacanze son finite. Finalmente.
Cerchi e specchi
- LOCATED IN Vivo
Non è che per il momento ci stia pensando molto. Al trasloco, dico. Un po’ è perché fino all’ultimo il lavoro e gli adempimenti burocratici non daranno tregua. E poi, in un monolocale, o ci vivi o ci metti gli scatoloni: tanto vale pensarci all’ultimo. Una cosa è certa: chi dice «un monolocale? non avrai poi molte cose da preparare!» – e non sono stati pochi finora -, non deve aver mai vissuto in un miniappartamento.
Quello che mi colpisce, in queste settimane di sospensione, è soprattutto riscoprire gli oggetti che appartengono ai primi mesi passati a Milano. Rileggo gli stessi libri, ascolto gli stessi dischi, mi capitano in mano le cose che il tempo ha spinto in fondo ai cassetti. La sensazione è strana, come guardarsi in uno specchio e vedersi quattro anni più giovane: rivivo le attese, l’emozione, le speranze di quel ventottenne sbarcato da un giorno all’altro nella metropoli. Mi riconosco, ho l’orgoglio di non aver tradito quel ragazzo. Ma è tempo di andare avanti, crescere altri quattro e poi quattro anni ancora. E questi, come direbbe Stefania, sono solo gli echi di un cerchio che si sta chiudendo.
Il furgoncino
- LOCATED IN Vivo
La giornata è caldissima. Nell’ufficio dell’autonoleggio, al contrario, sembra di stare in una cella frigorifera. L’odore di fumo è particolarmente intenso, sembra uscire dai muri. L’impiegata ha la faccia incattivita di chi preferirebbe stare altrove. Scruta chi entra, e il suo sguardo è una velata minaccia: non voglio rogne.
Io: Buongiorno, vorrei prenotare il noleggio di un furgoncino.
Lei: Un… furgoncino?
Io: Sì, un Ducato.
Lei: Quale tipo Ducato?
Io: Un Ducato… normale.
Lei: Certo. Sono tutti “normali”, sa?
Io: Uhm, ha ragione. Forse è meglio se mi dice lei quali sono le alternative…
Lei: Vuole un duemetriemmezzo o un quindiciquintali?
Io: Ossanta… guardi, io vorrei semplicemente un Ducato classico, quello medio, non quello enorme… (mi guardo in giro, cercando disperatamente un modellino, una fotografia, un depliant, qualunque cosa mi permetta di uscire dall’imbarazzo. Nulla.)
Lei: Senta, guardi, glieli faccio vedere, eh? Così facciamo prima.
Io: Ohh…! Ehm, volevo dire: sì, forse è meglio.
Mi porta nel garage adiacente. Mi spiega i modelli. Io vedo subito quello che mi serve e glielo dico, ma lei imperterrita me li descrive tutti. Ha lo sguardo truce, la sua espressione dice chiaramente “Mi hai fatto venire fino qui? Bene, ora te li guardi tutti!”. Terminata la parata di mezzi torniamo nell’ufficio.
Lei: Allora, vuole i duemetriemmezzo o il quindiciquintali?
Io: Gasp! Vorrei semplicemente quello che le ho indicato poco fa. Immagino sia il duemetriemmezzo, ma non avevo con me il metro…
Lei: Con assicurazionecascofurto?
Io: Non è compresa?
Lei (alza gli occhi al cielo): No, è compresa la Rca con franchigia.
Io: Quindi?
Lei: Quindi mi deve dire se nel preventivo devo metterle l’assicurazione integrativa o no.
Io: Senta, mi faccia un preventivo con le varie opzioni, poi decido che cosa tenere anche in base ai costi.
Lei: Tenga.
Io: Bene, ma per prenotare come faccio?
Lei: Viene qui qualche giorno prima e prenota.
Io: Qualche giorno prima per me è oggi, sono venuto appunto qui per questo.
Lei: Ah, quindi lo vuole prenotare?
Io: Ecco, sì.
Lei (segna il nome e la data su un quadernone a quadretti): Bene, arrivederci.
Io: Arrivederci? Scusi ma per la prenotazione basta lasciare il nome?
Lei: Sì sì, se ci sono problemi la chiamiamo noi.
Io: Ah, beh.
Lieto evento
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Pochi minuti dopo la mezzanotte di oggi è nato perlesdepluie, il primo blog di Stefania. Padrino, e padre putativo, guru Granieri, che ha commentato: «…ragazzi, c’ho un’età, vado a dormire». Al primo post, Splinder ha sentenziato: «Scusate per il disagio». Benvenuta, Stefi!
Servizio pubblico
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Leggo su Giornalismo d’altri, il quale a sua volta riprende il Daily Telegraph, che la BBC è stata costretta dal governo britannico a chiudere cinque siti Web (degli oltre 20.000 prodotti… 20.000?) perché non sono «sufficientemente distinguibili dalle alternative commerciali, o sono in associati in maniera inadeguata con gli scopi del servizio pubblico per essere giustificati». I cinque siti si occupavano di fantacalcio, soap opera, giochi online e intrattenimento locale. La BBC – che lo scorso anno ha speso 73 milioni di sterline in attività online – potrebbe presto essere costretta a chiudere altri siti.
Ora: letta la notizia, per caso anche a voi è venuto da pensare alla televisione italiana?
I acints par furlan
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Saranno i preparativi per il trasloco e il richiamo del profondo Nord Est, ma in questi giorni sto scoprendo alcuni blog piuttosto interessanti e curiosi. Per esempio: ILfurlanist, divertente blog in friulano che tra un commento di attualità e l’altro, propone elementi di cultura locale (come il Maçarot, la superstar de mitologjie furlane), frammenti di linguistica (Prime robe di segnâsi: par furlan no si dopre mai la letare “Q”) e suggerimenti tecnici per chi scrive in questa lingua (cemût fâ i acints par furlan cu la tastiere?). Scovato nei commenti di Vinz in the sky, blog personale di belle atmosfere di un giovane concittadino.
Quel che passa il convegno
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Riassunti e commenti da BlogTalk 2.0, che si sta tenendo a Vienna, si possono trovare sui blog di Beppe, Tommaso e (forse) Paolo.
Autonomie locali
- LOCATED IN Ritaglio
«Per la prima volta un presidente di Provincia ha letto la formula di rito anche in pordenonese. “Prometo – ha giurato De Anna – de eser fedel a la Republica, de oservar lealmente la Costitusion, le legi de lo Stato e de la Region e lo statuto de la Provincia, de far el me dover del me uficio ne l’ interese del l’ Aministrasion par el ben de tuti”.»
Ansa Friuli Venezia Giulia
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