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Category: Dico la mia

Ottobre 13 2004

Poiché il ministro Tremaglia non solo conferma, ma rincara le sue dichiarazioni, mi sento di congratularmi con il movimento omosessuale italiano ed europeo per l’importante traguardo raggiunto. Come dice Tom,

Ragazzi, è finalmente arrivato il nostro momento: il ministro Tremaglia ha appena reso ufficiale che l’Europa ormai è a maggioranza frocia. Fra le prossime leggi che il Parlamento europeo certamente non mancherà di approvare sono già in programma degli incentivi per tutti i gay che decidano di sposarsi e adottare un pargoletto (compresi forti sconti da Bang & Olufsen, Versace e Clinique)… [continua a leggere su Tom Online]

Ottobre 9 2004

«Aver oscurato il sito di Indymedia è stata una cosa buona e giusta: non si trattava di controinformazione, ma di un sito che sputava fango e veleno, pieno di oscenità». Lo ha dichiarato Mario Landolfi, portavoce di Alleanza Nazionale (secondo Ansa, Repubblica.it, Corriere.it e altri).

Ottobre 9 2004

A volte tirar giù in modo plateale i server del più potente network internazionale di controinformazione, a quanto pare solo per cancellare una foto indiscreta, non è solo una procedura screanzata, ma anche il modo migliore per mettere migliaia di attivisti sulle tracce dei contenuti che si vogliono nascondere.

Poco bello è anche che a un atto così grave non segua, dopo oltre 36 ore dal sequestro del server di Indymedia presso il provider inglese, qualche certezza sulle responsabilità dell’operazione, al momento apparentemente condivisa tra Fbi e governi di Italia e Svizzera.

Simpatica o antipatica che vi stia Indymedia, che in fondo qualche merito sul campo se l’è guadagnato, immagino che se mai vi dovessero sequestrare gli hard disk non vi dispiacerebbe sapere quanto meno chi lo sta facendo, per conto di chi, per quale motivo e con quali conseguenze.

Ottobre 9 2004

Fughe

Si fugge dal Sinai. Ho sempre trovato curiose le fughe da qualcosa che è già successo. Mi torna in mente il Vajont, tragedia di cui proprio oggi ricorre il 41° anniversario, quando le forze dell’ordine si diedero un gran da fare per sgomberare Erto e Casso perché c’era pericolo. Il giorno dopo.

Ottobre 4 2004

Tirare in mezzo San Francesco d’Assisi nel tentativo di giustificare una situazione internazionale che ormai non piace più nemmeno a quanti l’hanno promossa – magari sostenendo che il fraticello umbro (vissuto in pieno Medioevo) non ebbe mai a negare la legittima difesa né l’uso delle armi, come ha fatto oggi il vicepresidente del Consiglio Fini – dà il segno della modestia di questi tempi.

Utilizzare a conforto di provocazioni non dissimili, nemmeno oggi si fossero messi tutti d’accordo, un fotogramma del giovane Francesco in partenza per le Crociate tratto da Fratello Sole, Sorella Luna – lo ha fatto, per esempio, la nuova, petulante e mattiniera edizione di Batti&Ribatti, trascurando forse la conversione che ne seguì – dà la misura della considerazione in cui è tenuto chi guarda.

Già assoldato nella schiera dei belligeranti di buon cuore l’imperatore Carlo d’Asburgo, mi stupirei ora se non si spulciasse parola per parola il testamento spirituale di Ghandi – che in tv va alla grande, di recente – alla ricerca di aperture alla guerra preventiva.

Tempora, mores.

Settembre 15 2004

Di fatto oggi l’Italia ha chiesto agli Stati Uniti, con inusuale fermezza per uno zerbino, di «moderare l’azione militare» in Iraq in modo da «evitare la morte di civili innocenti». Non sono tanto stupido da non capire perché lo chiede oggi e perché lo fa con quelle parole.

Comunque sia, prendo atto che ci sono voluti un anno e sette mesi di guerra, 1.148 morti e oltre 7.100 feriti negli eserciti della coalizione internazionale, tra 4.895 e 6.370 militari iracheni morti, tra 12.721 e 14.751 civili iracheni (dico, ma siete ancora capaci di indignarvi per quello che avete appena letto: ventimila morti a voler essere prudenti, secondo Antiwar.com), decine e decine di miliardi dollari buttati al vento (vedi Cost of War) e una lunga, indecorosa, plateale serie di balle documentate o di sbugiardamenti sulle giustificazioni stesse alla guerra per restituire un po’ di dignità ai non pochi cittadini italiani che ritenevano questa guerra un errore. Emergency e tutti quegli altri pericolosi sovversivi, del resto, erano davvero tendenziosi: non 9 su 10, per ora solo 2 su 3 morti sono civili. Bella soddisfazione.

Mentre rimugino acidamente su queste considerazioni, trovo un pensiero lasciato oggi da Pfaall. Mi ci ritrovo, ritrovo le giustificazioni che mi racconto spesso:

«Da mesi evito per quanto posso di occuparmi della situazione in Iraq. È pudore. Il malessere di assistere a un disastro peggiore di quanto le più pessimiste fra noi vituperate Cassandre arrivassero a temere mentre gli stupidini si emozionavano per gli hamburger arrivati a Bagdad»

E, sempre grazie a Pfaall, recupero il brano di un articolo di Alessandro Baricco pubblicato ieri su Repubblica:

«Dire e insegnare che la guerra è un inferno e basta è una dannosa menzogna. Per quanto suoni atroce, è necessario ricordarsi che la guerra è un inferno: ma bello. Da sempre gli uomini ci si buttano come falene attratte dalla luce mortale del fuoco. Non c’è paura, o orrore di sé, che sia riuscito a tenerli lontani dalle fiamme: perché in esse sempre hanno trovato l’unico riscatto possibile alla penombra della vita. Per questo, oggi, il compito di un vero pacifismo dovrebbe essere non tanto demonizzare all’eccesso la guerra, quanto capire che solo quando saremo capaci di un’altra bellezza potremo fare a meno di quella che la guerra da sempre ci offre. Costruire un’altra bellezza è forse l’unica vera strada verso una pace vera. Dimostrare di essere capaci di rischiarare la penombra dell’esistenza, senza ricorrere al fuoco della guerra. Dare un senso, forte, alle cose senza doverle portare sotto la luce, accecante, della morte. Poter cambiare il proprio destino senza doversi impossessare di quello di un altro; riuscire a mettere in movimento il denaro e la ricchezza senza dover ricorrere alla violenza; trovare una dimensione etica, anche altissima, senza doverla andare a cercare ai margini della morte; incontrare se stessi nell’intensità di luoghi e momenti che non siano una trincea; conoscere l’emozione, anche la più vertiginosa, senza dover ricorrere al doping della guerra o al metadone delle piccole violenze quotidiane. Un’altra bellezza, se capite cosa voglio dire.»

Giugno 23 2004

Casomai vi passasse il dubbio per la testa, io non sono affatto responsabile di questo sito. Io preparo solo i testi e tutto il resto, faccio in modo che il template sia ordinato e che tutto funzioni al meglio. Poi l’esecuzione della pubblicazione è affidata a un software e alle strutture del provider, sui quali non ho alcun controllo (tant’è vero che non scelgo mica io su quale specifico computer risiedono queste pagine, per dirne una). E poi, se c’è qualcosa di irregolare mica venite da me, no? Andate da un avvocato, giusto? Dunque posso dire a buona ragione che questo sito non è di mia competenza.

Maggio 27 2004

In una democrazia televisiva, il pubblico ha diritto di conoscere l’andamento del televoto.

Maggio 25 2004

Finalmente l’oroscopo a banda larga.

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