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Category: Dico la mia

Maggio 20 2004

Per dire, perfino il gorilla Kubi, deceduto dopo un’operazione al polmone, oggi ha più risalto sui media americani della visita del nostro primo ministro alla Casa Bianca.

Maggio 12 2004

Questa leggina che salta fuori così all’improvviso è un po’ agghiacciante: introduce l’obbligo di consegnare alla Biblioteca Nazionale di Firenze e di Roma una copia di tutti i prodotti editoriali prodotti in Italia. A leggere il testo non vengono molti dubbi sul fatto che i siti Web, benché amatoriali, siano da considerare della partita. Il tutto è condito da una multa che può arrivare fino a 1.500 euro (ma, per rimanere alla lettera, la “sanzione amministrativa pecuniaria pari al valore commerciale del documento, aumentato da tre a quindici volte, fino ad un massimo di 1.500 euro” nel caso di un blog che cosa dà? Qual è il valore commerciale di un blog tradotto in valuta corrente?).

Stremati da una serie di leggi che sconfinano in Internet con incompetenza e supponenza, i blog hanno preso due posizioni: quella a dir poco allarmata (Beppe Caravita su tutti) e quella dei preoccupati ma non troppo (LorenzoC la spiega bene).

Io mi iscriverei nel secondo gruppo, considerandolo un esempio di faciloneria legislativa. Ma propongo una terza via: e se il legislatore, come milioni di altre persone in Italia, come tutti quelli che non hanno un blog né conoscono nessuno che ce l’abbia, semplicemente non si fosse posto il problema dell’esistenza di “documenti destinati all’uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l’ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione” che non siano libri, riviste, Cd-Rom e siti editoriali commerciali? Se non immaginasse neppure che decine di migliaia di persone trovano divertente, perfino rivoluzionario condividere idee e link? Se non gli sfiorasse nemmeno l’anticamera del cervello l’idea che tante persone possano passare una parte della giornata a produrre testi da diffondere in pubblico senza pretendere una lira in cambio?

I blog non esistono (ancora), al di fuori del mondo dei blog e di qualche articolo di costume sul giornale. E credo che i blogger farebbero bene a tenerne conto, quando interpretano la realtà. Poi, per carità, ignorantia non excusat: il pericolo che la legge possa essere interpretata malamente esiste eccome, e il regolamento andrà seguito con attenzione. Ma ve li immaginate i bibliotecari di Firenze e Roma a ricevere e archiviare uno per uno tutti i blog italiani, da Achiller a Zoro?

Maggio 11 2004

Ma se i bimbi impiccati di Cattelan sono arte (e tutto sommato sono disponibile a concederlo), la reazione scomposta della folla, con tanto di muratore ebbro che si arrampica sull’albero e tenta di segare il ramo, non è forse il punto più alto dell’opera stessa?

Maggio 10 2004

La cosa che più mi ha colpito nell’interessante due giorni di convegno a Udine è la presa di distanze – misurata, contestualizzata, ma ugualmente condivisa tra i partecipanti – dal decreto Urbani. A giudicarlo un maldestro lavoro di lobby e un cattivo esercizio del diritto non erano giovinetti dai jeans a vita bassa, ma baroni universitari e loro assistenti.

Maggio 5 2004

L’Anno europeo dei disabili è stato un buon motore di iniziative. Peccato sia durato solo dodici mesi e sia finito nel dicembre scorso. Lo dimostrano i malumori delle associazioni di disabili e di webmaster a proposito della legge Stanca sull’accessibilità, riportati oggi da Punto Informatico. Siamo arrivati primi e di gran corsa in Gazzetta Ufficiale perché in dicembre faceva comodo spendere un credito d’immagine. Ora che si tratta di mettere in moto un progetto «di grande civiltà», che «consentirà di abbattere le barriere digitali e creare invece rilevanti opportunità per consentire agli oltre 3 milioni di disabili italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni» – come notava con retorica il ministro che ha dato il nome alla legge – l’entusiasmo è svanito.

Il problema, prevedibile già allora, è che la legge è vuota: il testo è una dichiarazione di principi che necessita di due diverse normative (il regolamento attuativo, più le linee guida operative) per passare dalla teoria alla pratica. La prima doveva essere presentata entro 90 giorni, ovvero una ventina di giorni fa, ma nessuno ha ancora visto nemmeno una bozza e al dipartimento per l’Innovazione non sembrano far previsioni.

Non che l’idea di appiccicare un bollino blu sui siti accessibili goda di particolare credito, da queste parti. Ma la sensazione è che la politica per le tecnologie di questo governo passi più per grandi annunci che per grandi progetti portati a termine. D’altronde, una volta smontato il set, a chi importa più?

Aggiornamento: il ministero per l’Innovazione ha risposto a Punto Informatico, rassicurando sull’avanzamento del regolamento.

Febbraio 3 2004

Leggevo l’altro giorno su un quotidiano le dichiarazioni di un assessore comunale sul fatto che Milano avrebbe seri problemi di identità. Per questo motivo, diceva, è necessario ideare un marchio nel quale la città e il suo sistema produttivo possano riconoscersi e grazie al quale ritrovare l’entusiasmo perduto.
Da parte mia, offro al creativo che sarà incaricato un modesto contributo di immagini su cui lavorare: lo stillicidio di gocce sulla testa dei passanti ogni volta che qualcuno bagna i fiori sul terrazzo; cartacce, sacchetti, guanti di nylon e altri rifiuti nei carrelli dei supermercati; il senso di circolazione alternato all’ora di punta nelle strade a due corsie dovuto ai parcheggi selvaggi; l’effetto collo di bottiglia all’interno dei mezzi pubblici causato dalla pressione delle persone che salgono opposta alla pressione delle persone che devono scendere; lo smarrimento negli occhi dello sconosciuto a cui hai concesso una gentilezza gratuita.

Gennaio 13 2004

Una settimana a letto con la sciatalgia e qualche ora di ritrovata teledipendenza mi hanno aperto gli occhi: su Italia 1 hanno censurato i rutti dai Simpson. Niente biiip; solo un penoso e inspiegabile attimo di silenzio. Penso tre cose: che questo non salverà affatto le giovani generazioni dalla corruzione sonora; che chi deve tagliuzzare l’audio puntata per puntata si sta facendo due scatole così (o tante risate, a scelta); che chi non ha la capacità di distinguere la volgarità dalla parodia della volgarità non dovrebbe poter disporre di un palinsesto.

Dicembre 19 2003

È curioso che gli aggiornamenti sulla vicenda de Il Nuovo, sul Corriere della Sera di oggi (anche online), si trovino nella sezione Spettacoli.

Dicembre 3 2003

Il relitto della gloriosa nave Elettra nel golfo di MuggiaPoiché sul Ddl Gasparri «la malafede è stata totale», spazio alle parole del ministro, così come riportate fedelmente nei numerosi comunicati stampa pubblicati dal ministero delle Comunicazioni negli ultimi tre giorni.

Comma se piovesse
«In meno di due anni e mezzo abbiamo approvato il codice della comunicazione e la legge. In pratica se fossi il ministro della Giustizia, è come se avessi riscritto il codice penale e civile.»

Avrei preferito Risiko!
«Trovo un po’ stucchevole questo modo di aggredire alcune istituzioni con inviti, appelli e manifestazioni: vedo tanti sostituti presidenti che “girotondano”, ballano e saltano. Io non entro in questa gara, non mi unisco a iniziative di segno diverso, anche se il mio stile sarebbe un altro.»

Pluralismo: meno editori, più canali
«È stata approvata una legge che garantirà più pluralismo al mercato e alla fruizione televisiva»: «con questa legge non ci saranno più divieti a incroci tra proprietà di reti televisive e giornali», «ci sarà una accelerazione ed una agevolazione del digitale non solo in riferimento alla dimensione satellitare della televisione, ma anche a quella terrestre; tutti infatti potranno scegliere il proprio canale tematico.»

Fra tutte le virtù la più indecente
«Quanto alle norme antitrust, servono a evitare il formarsi di posizioni dominanti, ma nello stesso tempo consentono alle imprese di crescere e di poter competere con gli altri soggetti presenti sul mercato internazionale, evitando il ”nanismo” imprenditoriale che può rivelarsi dannoso per le aziende.»

Poi vi mancherebbe il cane della Tim
«Chi dice che la legge serve a non far andare Retequattro sul satellite, dovrebbe anche ricordare che la terza rete Rai perderebbe contestualmente 150 milioni di euro di pubblicità.»

Tempo scaduto
«Il provvedimento è stato ampiamente discusso e analizzato.»

Sventrrrare spazio con un accordo ZZZANG TUMB TUM (appendice futurista)
«Il mio ministero si occupa principalmente di riqualificare e riorganizzare le infrastrutture per creare nuove reti di collegamento virtuale del nostro patrimonio artistico-culturale, per ampliare la conoscenza anche solo virtualmente dei nostri siti museali per supportare tecnologicamente la conoscenza culturale del turista fruitore. Inoltre è importante creare nuove metodologie e nuovi strumenti di ”visitazione” del patrimonio culturale delle nostre città d’arte.»

Dicembre 1 2003

Niente fiocchi o lustrini, non amo i gagliardetti. Ma mi fa piacere ricordare che oggi è stata la giornata dedicata alla lotta contro l’Aids. E siccome credo che sia non un singolo giorno di attività, ma l’inizio di un nuovo anno di iniziative, ecco un po’ di link per informarsi su che cosa si fa, che cosa si potrebbe fare e che cosa è il caso di sapere: LiLa, Anlaids, Ministero della Salute, Italia contro l’Aids… e chi vuole segnalare altre risorse interessanti si dia da fare nei commenti.

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