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Category: Dico la mia

Settembre 13 2005

Sulla mossa politica di cambiare le regole elettorali a pochi mesi dal voto, indegna perfino dell’attuale maggioranza parlamentare, nemmeno mi esprimo. Però, da un punto di vista della teoria politica (e confidando poi nel contributo critico di più dotti specialisti): ricordo che ai tempi della battaglia referendaria per l’introduzione del maggioritario si diceva che il sistema italiano non era abbastanza maturo (o, da altro punto di vista, si era troppo imbarbarito) per un meccanismo elettorale evoluto e ideale come il proporzionale, che pur abbiamo avuto a lungo e che si diceva fosse alla base della proverbiale instabilità di governo italiana.

Il maggioritario poteva favorire la formazione di due macro-schieramenti e limitare la malaugurata deriva verso l’esponenziale frammentazione delle posizioni politiche. Così è stato, ma fino a un certo punto (anche perché qui il maggioritario lo facciamo solo se proporzionato, e il proporzionale solo se maggiorato): i due schieramenti si sono creati, ma non hanno mai saputo ragionare come entità unitaria o come luogo costruttivo di mediazione delle pur legittime divisioni. Quindi, a ben vedere, non siam maturi nemmeno per il maggioritario.

Ora, mi chiedo: davvero la soluzione migliore, a questo punto, è abbandonare il già precario processo di polarizzazione politica e fare un salto (al buio e per contingente convenienza) verso un sistema che può solo esasperare i vizi della politica italiana? Ovviamente la domanda è retorica e io sono convinto di no, così come sono vieppiù orripilato dalla piega che sta prendendo la pur giovane campagna 2006. Tuttavia mi farebbe piacere se qualcuno provasse a convincermi del contrario.

Settembre 13 2005

L’ennesima baraonda sul possibile riconoscimento delle coppie di fatto è indegna di un paese, non dico neanche europeo, ma civile. Eppure è talmente semplice: non stiamo parlando di cambiare la realtà, stiamo parlando di prendere atto – ci piaccia o meno – che la realtà è già cambiata da un sacco di tempo e che è necessario adeguare dignitosamente gli strumenti legali che regolano i legittimi spazi di ciascuno. Con buona pace della sacralità del matrimonio, che pure riconosco e rispetto: semplicemente stiamo parlando di un’altra cosa.

Agosto 13 2005

È il principio dell’imbuto. Se il flusso è sostenuto, la strozzatura s’intasa. E allora, considerati i costi diretti, indiretti e sociali, considerato l’inquinamento generato dalle auto a passo d’uomo, considerati i disagi per chi viaggia e le scocciature per chi avrebbe dovuto andare altrove che in vacanza, considerato l’apparato di protezione civile che deve essere messo in piedi per ogni benedetto esodo d’estate, d’inverno, di ferragosto, di pasqua, di natale, del ponte, del rientro e quant’altro, mi chiedo: perché non rendere obbligatorio su tutta la rete autostradale italiana l’uso del telepass per chiunque transiti, magari dirottando tutti i soldi sprecati a pagare i vari impiegati dell’ingorgo per abolire l’inutile canone di 1 euro mensile per l’utilizzo dell’aggeggio? Assistere regolarmente alla conta dei chilometri di coda in presenza di possibili (parziali) soluzioni sembra solo un avvilente disprezzo del buon senso, ormai.

Agosto 2 2005

Per carità, io detesto i fischi e penso che in certe occasioni si debba necessariamente essere superiori, anche se costa pena. Però, magari, se sei uno dei politici italiani meno bipartisan, meno miti e meno amati al di fuori del tuo ristretto cerchio di compari; se nonostante tutto accetti di presentarti in una piazza dichiaratamente ostile in una circostanza solenne a rappresentare un governo che magari non è considerato esattamente un fulgido esempio di limpidezza; e se, non bastasse ciò, alle prime difficoltà reagisci con una battutina sarcastica degna del più antipatico tra i primi della classe… beh, insomma, al diavolo lo sdegno unanime, io un sorriso sardonico me lo concedo.

Luglio 26 2005

Sai che cosa? A me la ramanzina dei giornalisti ai turisti che si fanno la foto davanti ai luoghi del terrorismo fa più impressione delle foto stesse. Mi chiedo che cosa abbia da insegnare a quei turisti una testata che nelle stesse ore manda i suoi cronisti ad assediare la casa di una famiglia in lutto per cannibalizzare ricordi e lacrime. E quale esempio sociale dia la gara indiscriminata delle tv a esserci e a far vedere di più e meglio, come se non esistesse più alternativa a essere comunque in prima fila.

Maggio 13 2005

Sbaglio o lo scoop del giorno (stamattina secondo Repubblica.it) è una notizia piuttosto datata, almeno per chi legge Network Games?

Dicembre 28 2004

Io tendo a non fidarmi affatto delle raccolte di fondi e delle raccolte di firme, a maggior ragione se costruite sull’onda dell’emozione e se sono supportate da enti istituzionali. Figuriamoci se dietro alle collette ci sono aziende che non dimostrano cura nemmeno per i propri clienti.

Però questa volta ho mandato il mio Sms al 48580 (un euro, Iva esclusa, da qualunque rete mobile) e invito anche chi legge a fare altrettanto. Per questi motivi:

  • perché è la prima volta che non ci pongono solo davanti a pur apprezzabili joint-venture della solidarietà (il giornale di qua con la tv di là, l’operatore x con il programma televisivo y, la carta di credito Ciapaqua con il pastificio Ciapala), ma tutti i soggetti di un settore si sono messi insieme per creare un unico centro di raccolta;
  • perché l’iniziativa sembra talmente sincera che non esiste ancora una pagina Web che sia una sui siti degli operatori coinvolti che ne spieghi i dettagli;
  • perché una volta tanto non sarà nessuna associazione di ispirazione alcuna a gestire gli aiuti, ma sarà la Protezione civile a coordinare e impiegare i fondi raccolti, com’è logico che sia;
  • perché un euro a testa ce lo possiamo ancora permettere e moltiplicato per il numero di linee telefoniche mobili in Italia fa una gran bella cifra;
  • perché una zona del mondo dove non esista ancora una rete di allarme in grado di preservare la propria popolazione, prima ancora che i propri ospiti, da un pericolo possibile non può che avere disperato bisogno di aiuto in queste ore.
Dicembre 17 2004

Bilanci

Leggo un po’ ovunque riflessioni e sondaggi sulle parole e sulle immagini del 2004. Io detesto i bignami e le semplificazioni di fine anno. Però, pensandoci un attimo: l’eredità del 2004, per come la vedo io, è l’assassinio dello stupore. Ancor più del 2001, se possibile, anno che ha iniziato il trend in modo traumatico.

Nel giro di dodici mesi – tra decapitazioni, scuole saltate in aria con bimbi dentro, attentati veri e presunti, torture di Stato, plateali intrighi politici interni e internazionali e quant’altro – è stato alzato in modo terrificante il senso comune di ciò che è stupefacente, di ciò che ha la forza (mediatica e non) di indignarci, di ciò che resta impressionante e inaccettabile anche dopo una notte di buon sonno.

Non credo sia una buona cosa.

Novembre 6 2004

Se i videogame sulle gang trasformano i ragazzini in criminali, allora io – che sul Pc ho giocato quasi soltanto a SimCity – a quest’ora dovrei già essere per lo meno consigliere comunale.

Novembre 3 2004

L’inverno si preannuncia ancora lungo e freddo.

(8:53 – La pensa così anche Wittgenstein)

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