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Tag: i miei libri

Settembre 24 2007

Pordenone 2.0

Pordenonelegge.it, la parte abitata della Rete/1

Rubo il titolo a Paolo, che ha condiviso con me una felice mattina di fine estate a Pordenonelegge.it. L’incontro che, col prestesto del libro, voleva parlare di opportunità in Internet per città e cittadini è stato soprendentemente intenso e decisamente piacevole. Come quasi sempre accade in questi casi, la differenza non la fa chi sta sul palco, ma chi ascolta. E poche volte mi è capitato un pubblico così attento, non facile all’entusiasmo, ma pronto a capire e a discutere. Sono piacevolmente sorpreso che questo sia accaduto nella mia città e nella cornice di quell’evento bibliofilo e tecnologicamente timido che per tante edizioni mi ha visto seduto nella platea delle stesse sale.

Difficile riportare tutto quello che è stato detto. Anche perché molto aveva a che fare con i progetti che il Comune di Pordenone sta cercando di realizzare nella parte abitata della Rete (rete WiFi gratuita e social networking, benedetti e finanziati dalla giunta Illy – di questo riparleremo, prima o poi). Ma due passaggi mi sono rimasti bene impressi.

Il primo è stata la risposta oltremodo franca che l’assessore comunale Gianni Zanolin, nostro ospite e motore della locale e-democracy, ha riservato a chi gli chiedeva del destino dei partiti in questo nuovo scenario internettoso e partecipato. Non hanno molto futuro, ha detto a titolo del tutto personale, e non tanto perché si voglia rinnegare la rappresentanza nelle sue manifestazioni tradizionali, ma perché la rappresentanza sta assumendo forme e tempi e interazioni del tutto nuove. Come a dire: non puoi più vivere cinque anni del voto di un momento, è necessario condividere le scelte più importanti, così come è possibile negoziare giorno per giorno la distribuzione delle responsabilità.

A volte, sulla via dell’innovazione digitale, quel che aspetti di sentir dire ai vertici istituzionali nazionali  succede invece di ascoltarlo nell’assessorato sotto casa.

Il secondo passaggio è stato l’intervento con cui una persona del pubblico ha, inconsapevolmente, tirato le conclusioni di quanto andavamo dicendo da un paio d’ore. E, su per giù, suonava così: dunque qui stiamo parlando di responsabilità. Finora potevamo addurre alibi per la nostra inattività, per il nostro lasciare che le cose andassero come andavano. Oggi no, abbiamo l’occasione e abbiamo lo strumento. Abbiamo la responsabilità – come prima, ma senza più alcuna scusa – del modo in cui vanno le cose.

Non c’era molto altro da aggiungere, no?

Settembre 13 2007

Di rientro dal rilassante RomagnaCamp, già si profila all’orizzonte lo sportivo GhiradaCamp. Benché straordinariamente vicino a casa, difficilmente potrò essere a Treviso in quei giorni (22/23 settembre). Le date infatti coincidono malauguratamente col weekend di Pordenonelegge.it, la festa del libro con gli autori, che è diventata uno dei pochi momenti dell’anno in cui vivere a Pordenone pone l’imbarazzo nello scegliere come riempire il proprio tempo libero. Dopo aver saltato le ultime tre edizioni a causa di trasferte di lavoro, quest’anno non solo sono intenzionato a seguire tutto il seguibile, ma mi è stato pure offerto un angolino di festa per presentare in patria La parte abitata della Rete.

Dunque per chi fosse interessato, l’appuntamento è per sabato 22 settembre alle 11.30 a Palazzo Gregoris (corso Vittorio Emanuele II 44, nel centro storico della città). Ospiti dell’assessorato alle politiche sociali, con cui ho collaborato di recente alla definizione di alcune strategie locali di e-democracy, approfondiremo in particolare le opportunità che Internet offre alle città e ai cittadini, beninteso che essere cittadini della Rete mal si presta al banale rispetto dei tradizionali confini territoriali.

Mi farà compagnia, insieme all’assessore comunale Giovanni Zanolin, il buon Paolo Valdemarin, che io insisto a indicare non solo tra gli sviluppatori di idee digitali fra i più aggiornati e collaborativi al mondo, ma soprattutto come divulgatore di opportunità in Rete come ne abbiamo pochi in Italia. Benché l’evento che ci concede spazio tenda a stritolare gli argomenti meno letterari (e di Internet in particolare non si parla più da quando ci si mise d’impegno Giulio Mozzi, credo), potrebbe essere quanto meno una piacevole occasione per aprire un dibattito con chi in zona si occupa di reti sociali e dintorni.

Luglio 17 2007

Nel giugno scorso ho partecipato a Intermediando, piacevole parentesi di studio e approfondimento sulla comunicazione e sui media organizzata da NetOne dentro un’oasi di verde e pace alle porte di Roma. La serata che il seminario internazionale dedicò a La parte abitata della Rete fu molto piacevole, grazie a un pubblico particolarmente accogliente e a una splendida Luisa Carrada, che si prese la briga di animare il dibattito (facendomi arrossire in più occasioni).

Di quella serata passata in una sala a due passi dalla pista di atterraggio dell’aeroporto di Ciampino esiste un filmato integrale, che ora è disponibile anche su YouTube. Come accade in questi casi, lo metto agli atti.

Giugno 26 2007

Tra le 13.35 e le 13.55 sono ospite (telefonico) di Marco BoscoloPigreco, trasmissione di divulgazione scientifica di Radio Città del Capo, radio metropolitana di Bologna. Si parla di Web 2.0, blog, social network: in altre parole, la parte abitata della Rete. Chi non abita in provincia di Bologna, Modena o Ferrara (dove la radio si ascolta sui 94.7 FM) può comunque ascoltare Radio Città del Capo anche in webcasting (dal menu in alto a destra sul sito dell’emittente).

Aggiornamento: è disponibile il podcast della trasmissione.

Giugno 16 2007

Lunedì sera (18 giugno) sono ospite di NetOne, nell’ambito del seminario internazionale di creatività e comunicazione Intermediando (qui il programma della settimana). La mia “lezione” sui temi del libro è diventato per volontà degli organizzatori – e ringrazio in particolare Maria Rosa Logozzo e Marcello Cerruti – un incontro pubblico aperto a tutti, con tanto di diretta web. Luisa Carrada mi fa un doppio regalo: sapevo che avrebbe partecipato, sono onorato che abbia accettato di condurre la serata. Saremo a Ciampino in via Doganale 1 (mappa); si comincia alle 20.30. Chi non può essere presente in carne e ossa troverà sul sito di NetOne le istruzioni per seguirci via Internet.

Aggiornamento: l’indirizzo per vedere la diretta web dovrebbe essere questo: http://easylink.playstream.com/winlive/stream.wvx. Richiede Windows Media o comunque un lettore di file Wvx (su Mac si può utilizzare Windows Media Component for QuickTime, evidentemente avendo già installato Quicktime). Registrandosi su NetOne è possibile partecipare anche alla chat e interagire con la sala dell’incontro. Ad ogni modo, tenete presente il sito degli organizzatori per aggiornamenti o indicazioni specifiche.

Giugno 15 2007

Io e il Web 2.0

A proposito di Web2.0ltre, metto agli atti la traccia del breve intervento con cui ho aperto la prima giornata di lavori. Cito in modo abbastanza esplicito World of Ends, Joi Ito e diversi spunti ormai digeriti collettivamente che ho già raccolto in modo esteso nel libro.

Buongiorno a tutti.

Sono molto grato a Reed Business non soltanto per avermi chiamato a presiedere questa conferenza, ma soprattutto perché ci dà l’’opportunità di fare per la prima volta in Italia un punto della situazione riguardo all’’evoluzione di Internet, con particolare attenzione alle dinamiche business di nuova generazione.

Io, e spero di non rovinarvi la festa prima ancora che sia cominciata, sono uno scettico del Web 2.0. Del termine Web 2.0. (Al contrario il nome che definisce queste due giornate mi suona benissimo: Web 2.0ltre.) Sono scettico perché, ormai è chiaro a tutti, non c’è proprio nulla di nuovo. È sempre il nostro caro, vecchio Web di sempre. Quello che è cambiato è il nostro modo di percepire il ruolo della Rete.

Ci abbiamo messo oltre un decennio per capire che una rete come Internet produce valore soltanto se lasciamo che il valore si crei spontaneamente ai margini. E che continuare accentrare contenuti, interessi e investimenti in centri fittizi non avrebbe funzionato. Ci abbiamo messo diversi anni a renderci conto che la televisione è la televisione e che Internet è Internet.

Ma la novità più rilevante, che fa da sfondo a questo nostro incontro, è che le persone si sono riappropriate dei nodi della Rete. Lo stanno facendo grazie ai blog, ai podcast, ai wiki, ai social network, ma poco importano gli strumenti: un numero esplosivo di persone ha iniziato a utilizzare gli strumenti più maturi di Internet per esprimere punti di vista, per condividere competenze, per alimentare una nuova opinione pubblica, per trovare nuove mediazioni tra le diverse visioni del mondo.

Oggi tutti possono comunicare con tutti, contemporaneamente. Possono conversare, come amiamo dire in termini un po’ geek. Non c’’è limite strutturale, non c’è filtro all’entrata. Ognuno ha la possibilità di mettersi in gioco, di acquisire una voce pubblica, di dare palestre tecnologiche ai propri talenti. E poco importerebbe forse delle opportunità e dei talenti del singolo, se non fosse che a livello aggregato abbiamo finalmente raggiunto le prime soglie critiche. Internet sta raggiungendo in buona parte del mondo il numero di giri che gli consentono di andare a regime, di produrre valore, di alimentare nuove forme di relazione tra le persone, tra le idee, tra i contenuti.

La sfida passa anche, soprattutto, per incontri come questo. Perché siete, siamo tutti chiamati a inventare le nuove piattaforme operative della società. La nostra società ha grossi problemi di scala: le nostre istituzioni politiche, i nostri mercati, i nostri sistemi di convivenza sono stati inventati quando tutto era enormemente più piccolo e più semplice. Viviamo in un mondo globale e veloce, che i modelli consolidati stanno banalizzando e impoverendo.

Io ho l’’illusione che i social software stiano stimolando le persone a mettersi in gioco e a collaborare in modo nuovo. Penso che se mai esisterà una società digitale, questa nascerà anche dalle idee e dalle applicazioni che usciranno dalle vostre società.

Mi sembra bello, e utile, che possiamo dedicarci due giorni per parlarne insieme.

Vi ringrazio, vi auguro di passare due giorni stimolanti e diamo subito inizio ai lavori.

Gli stessi concetti, su per giù, ho raccontato ai ragazzi di DolMedia che tanto gentilmente mi hanno intervistato in una pausa della conferenza.

Aprile 27 2007

Il sole si è alzato che il treno su cui sto viaggiando si avvicinava a Treviso, profondo Veneto. Oggi sarò a Savona, dall’altro lato di Italia, ospite del campus universitario locale. Incontrerò i partecipanti al Master in Programmazione e Produzione Radiofonica e Televisiva, ai quali credo che confermerò la cattiva notizia portata loro qualche giorno fa da Fabio Fazio (la professione che vogliono fare loro probabilmente è congestionata e senza sbocchi a breve scadenza), ma ne aggiungerò una buona (Internet è la miglior palestra oggi disponibile per mettere alla prova il proprio talento).

Alle 18 l’incontro diventa pubblico: insieme a Marco Formento, giornalista de Il Secolo XIX e una delle anime dello ZenaCamp, parleremo di parte abitata della Rete e BarCamp. Entrambi gli incontri si devono alla passione e alla determinazione di Roberta Milano, che sarò felice di conoscere finalmente di persona.

Domani, sulla via del ritorno, faccio sosta per qualche ora a Genova per mangiare la focaccia. Oh, certo, e per salutare tutti allo ZenaCamp.

Aprile 14 2007

Per qualche motivo, più m’impegno e meno riesco a liberarmi dal lavoro e dalle complicazioni mangiatempo. Davvero, io ci provo: appena comincio a intravedere una luce in fondo al tunnel, zàchete, mi avvertono che c’è in serbo per me una nuova galleria. Poiché, in fin dei conti, così è il mio lavoro – e tutto sommato continua a piacermi – non ho nemmeno il diritto di lamentarmi. Inoltre, complice una stimolante congiuntura familiare, nei prossimi giorni continuerò a lavorare, soltanto a spizzichi e bocconi e con collegamenti più precari del normale, da Barcellona (Spagna). Questo anche per dire che se sei tra quelli che potrebbe crearmi grane di lavoro, ho un favore da chiederti: aspetta.

Ho in sospeso diversi argomenti e qualche idea rimasta lì appesa, tra un post mangiato da WordPress ed esaurimento di ogni possibile slot mentale. Continuo a pensare che un giorno mi rifarò. Ma intanto, tra le informazioni di servizio che è il caso di citare prima che ci si riduca all’ultimo:

  • la presentazione del libro si farà: a Milano il 9 maggio alle ore 18 presso la Libreria Internazionale Hoepli (zona Duomo). Mi faranno l’onore della loro presenza Luca Sofri e Tommaso Labranca. Di questo riparleremo presto, ma intanto ve l’ho detto.
  • prima di allora, un dibattito pubblico sui temi del libro si terrà a Savona, il 27 aprile alle 18 presso il Campus universitario, e su questo avrò presto maggiori dettagli. Il giorno dopo tutti allo ZenaCamp.
  • un altro incontro pubblico si terrà a Roma la sera del 18 giugno, nell’ambito di Intermediando.
  • infine, io non ci sarò, ahimé, ma segnalo ugualmente con molto piacere che il 20 e il 21 aprile si tiene a Gubbio (PG) la quarta edizione del seminario dei blog didattici, dove l’anno scorso mi trovai molto bene. Quest’anno ci va, tra gli altri, Antonio Sofi e io sono contento che Maria Teresa Bianchi, Carla Astolfi e tutte le altre adorabili insegnanti-blogger abbiano modo di conoscerlo di persona.
Marzo 1 2007

Oggi dovrebbe essere uscito un po’ ovunque La parte abitata della Rete. È probabile che ormai sia rintracciabile con facilità a Milano, a Roma e nelle maggiori città. Con calma arriverà anche nelle tante province dell’Impero, sebbene il mio libraio di fiducia fosse ottimista su una fornitura a breve pure qui da noi, che della provincia dell’Impero siamo il prototipo. Le principali librerie online lo hanno messo in catalogo stamattina. Il sito dell’editore, dove si può consultare l’indice, fa anche lo sconto.

La parte abitata della Rete è il mio secondo libro, fratello maggiore di Come si fa un blog. Più che un manuale o un saggio, dice la quarta di copertina, è una guida turistica:

racconta di una parte di Internet che cresce in fretta e sta facendo parlare molto di sé. Nasce con i blog, i wiki, il podcasting e i social network: un numero esplosivo di persone sta utilizzando gli strumenti più maturi di Internet per esprimere punti di vista e per condividere competenze, dando vita a nuove forme di opinione pubblica e a sistemi innovativi di mediazione tra le diverse visioni del mondo.
Ai margini dei grandi agglomerati commerciali della Rete sta emergendo un sistema di relazioni e di produzione dei contenuti che ha nella partecipazione spontanea e gratuita delle persone il suo motore. Nel rispetto della logica reticolare, dentro la parte abitata della Rete i cittadini digitali stanno imparando a essere nodi in un sistema creativo ricco di opportunità. Tutto ciò ha ripercussioni profonde sulle dinamiche consolidate della società di massa, e già oggi influenza il modo in cui si fa informazione, cultura, politica e mercato.
Il libro prende avvio dalla geografia di questo mondo digitale ed esamina gli strumenti con cui se ne acquisisce la residenza, per poi approfondire i processi che determinano i comportamenti online, i meccanismi della collaborazione e il modo in cui si misurano i benefici individuali e collettivi.

Come ogni guida turistica, l’ho scritta pensando soprattutto a chi la meta non la conosce ancora o a chi la conosce poco, piuttosto che a quanti già ci vivono da tempo e con soddisfazione. Ho provato a raccogliere quello che ho imparato in Rete in questi anni, le cose migliori che ho sentito dire in giro, il senso del mutamento di prospettiva che stiamo vivendo, al di là della banalità degli strumenti, degli entusiasmi e delle definizioni del momento.

Spero, più di ogni altra cosa, di aver reso giustizia all’impegno delle tante persone che stanno rendendo Internet un luogo interessante, vivo, utile, pieno di umanità. Comunque sia, ora a voi la parola.