Top

Tag: second life

Maggio 2 2008

Non è sempre così, ma così è in molti casi. Le redazioni online – meglio: le redazioni delle riviste online – non sono sempre un luogo fisico e al contrario vivono soprattutto negli spazi sociali della Rete. Per Apogeonline, per esempio, succede qualcosa di simile: il quartier generale, motore principe delle idee apogeiche, sta certamente nella sede della casa editrice a Milano ed è sempre in fermento. Ma la maggior parte delle persone che contribuiscono a dare vita al sito – io per primo che lo coordino, aggiungo a mo’ di disclaimer – sono sparse per l’Italia e per il mondo, e si  incontrano, si accordano sui contenuti, gestiscono fisicamente i contenuti dalle località più disparate. Una redazione c’è e della redazione ha tutte le caratteristiche fondamentali, ma non quella dello spazio comune dove trovarsi e incontrarsi faccia a faccia giorno per giorno.

Tutto ciò evidentemente ha una serie di pro e una serie di contro. Un potenziale limite mi piacerebbe approfondirlo, ed è la mancanza di un luogo fisico permanente in cui, come si dice, insegnare il mestiere a chi abbia voglia di mettersi alla prova. Le vecchie redazioni dei giornali erano anche questo – oggi lo sono molto meno, per noiosi limiti industriali e sindacali. Grazie alla posta elettronica e agli instant messenger, dentro la Rete il contatto è perfino più immediato, ma la trasmissione dell’esperienza è una pratica che richiede sempre più autonomia e iniziativa da parte dell’inesperto (il che non è sempre un male, per carità: seleziona rapidamente i perditempo). Tuttavia, mentre con una mano toglie fisicità, con l’altra Internet regala in continuazione nuove risorse. Second Life, per esempio, è uno spazio di interazione/socializzazione/approfondimento ancora da esplorare in questo campo.

Tutto questo per segnalare una prima iniziativa in imminente partenza, organizzata da Apogeonline e da unAcademy: un laboratorio pratico di giornalismo online attraverso cui vorremmo provare a raccontare qualcosa di questo mestiere e, nello stesso tempo, aprire a chi si vuole mettere in gioco le porte di una testata di primo piano nel settore dell’informazione tecnologica italiana. Un po’ di teoria e molta pratica: ai partecipanti saranno assegnati dei compiti a casa, ovvero un articolo giornalistico su uno o più temi dati. Tutti gli articoli saranno pubblicati sul sito dell’Accademia, ma il migliore della settimana finirà direttamente in prima pagina su Apogeonline e, opportunamente contestualizzato, sarà aperto al commento dei lettori. Un’opportunità e un’esperienza. E chissà, magari un’occasione felice di incontro tra la rivista e nuovi suoi potenziali collaboratori. Tutte le informazioni e le iscrizioni qui e qui.

Aggiungo: i posti disponibili sono dieci, più altri cinque per chi partecipa ai soli incontri in aula. Gli interessati non si facciano scoraggiare dalla lista già abbastanza nutrita: tra uditori, persone che già collaborano con Apogeonline (che verranno classificati d’ufficio come uditori) e iscritti da confermare, dovrebbero esserci ancora diversi posti disponibili. Senza contare che unAcademy, che pure ha i suoi buoni motivi tecnologici per limitare l’accesso, è in genere piuttosto incline alle eccezioni su questo fronte.

Febbraio 14 2008

È un momento di profonda evoluzione per il giornalismo su Internet. Lo è da anni, in realtà. Ma l’impressione è che questo 2008, se giocato bene, potrebbe essere un anno importante anche in Italia. Editori e giornalisti hanno ormai coscienza del nuovo pubblico – attivo e potenzialmente autosufficiente – con cui hanno a che fare. Giornalisti e blogger cominciano a dialogare. Gli ultimi baluardi dei servizi a pagamento stanno venendo meno. Le redazioni abbattono gli steccati che dividevano chi confezionava identici contenuti per mezzi di comunicazione diversi. La pubblicità cresce, ma nei formati attuali lascia a desiderare.

Se ne parlava la settimana scorsa a State of the Net, e la conversazione è proseguita anche nei giorni successivi. Così abbiamo pensato di tornare sull’argomento dedicandogli una serata all’Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, su Second Life, martedì 26 febbraio alle 21: Mario Tedeschini Lalli, caporedattore multimedia di Kataweb, sosterrà un question time per allargare la conversazione e aprire il confronto ad altri punti di vista. Informazioni e registrazioni, come di consueto, su unAcademy.

Novembre 19 2007

La dico tutta: a me Second Life, così come tutte le costruzioni metaforiche pesantemente interposte nei rapporti tra esseri umani, non convince ancora e non credo mi appassionerà facilmente (benché g.g. contrapponga ragionamenti appassionanti). Non è che mi stia stretta, la seconda vita. Al contrario, mi sta larghissima: mi basta e avanza la prima, con tutte le sue eventuali appendici in Rete. L’avatar mi distrae e mi stanca, preferisco ancora l’asincronicità multimediale del web. Detto ciò è anche vero che gli esperimenti dell’Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale sono stati finora molto interessanti, soprendenti nella facilità di creare un contesto per incontri, lezioni e conferenze. Ce n’era bisogno? Ancora non lo so, ma è pur vero che un luogo d’incontro quasi-fisico e proto-specializzato, in cui arrivi in pochi secondi a partire da qualunque luogo e dove incontri persone intelligenti che dicono cose intelligenti, non è scontato ancora nemmeno nelle grandi città, figuriamoci se vivi alla periferia dell’Impero.

Una lunga premessa, a mo’ di giustificazione per la mia disincantata partecipazione al progetto, mi serve per inquadrare un’iniziativa che è ben ora di comunicare per bene e di cui sono in qualche modo responsabile. Diverso tempo fa raccontavo la tenerezza che mi faceva vedere una persona anziana alle prese con la tecnologia e qualche esperienza in proposito. Ma alla faccia del digital divide, io in questi anni ho continuato a sentire solo storie bellissime: gli ultrasessantenni, quando trovano un motivo concreto di interesse, sono tra i più entusiasti utilizzatori di computer e Internet. I corsi “Web over 60” del Comune di Torino (incrociati ai Webdays del 2005), i pensionati divenuti inaspettati animatori del SampaBlog (lo spiegava qualche settimana fa a Firenze Enrico Sola), i sempre più numerosi blog che raccontano il mondo visto da età importanti (uno per tutti: barbabianca) sono solo alcuni esempi.

Laddove i giovani spesso nicchiano, perdendo la miglior opportunità che questo tempo offre loro per superare le strettoie di accesso alle professioni dei loro sogni, gli anziani al contrario s’entusiasmano. L’unica accortezza è evitare il solito corso su come si accende un computer, che prima o poi ci si arriva, e spiegare semmai che cosa ci si può fare oggi con quell’aggeggio infernale: telefonare gratis a figli o parenti lontani (vederli in faccia, anche), raccontare la propria vita, impegnarsi in attività civiche, fare la spesa e farsela portare a casa, comprare il biglietto del treno, prenotare il posto a teatro e via dicendo. Attività pratiche: fraca botòn, ottieni risultato. Le procedure verranno da sé, un po’ per volta.

Così all’unAcademy, ragionando sull’organizzazione di corsi informali sull’uso di blog e social network, abbiamo pensato questo: perché non costruire un percorso che sia di stimolo a chi ha più di sessant’anni? Certo, farlo su Second Life è in sé una sfida, tanto che la prima serie di incontri – in partenza domani (20 novembre, alle 16) e poi per altri quattro martedì – ci servirà più che altro per prendere le misure: chi riesce ad arrivare nell’aula online (queste le coordinate dentro Second Life) è già sgamato quanto basta per non aver bisogno di un corso su blog, wiki e social network. Ma se riuscissimo a mettere in piedi un circoletto virtuoso, per esempio attivando dinamiche virtuose figli-genitori (più di qualcuno ha detto “ci porto mio padre”, e chissà che non lo faccia davvero) oppure organizzando squadre di volontari che assistano i partecipanti nell’ingresso in Second Life e poi svolgano un ruolo di guide nella parte abitata della Rete, magari potrebbe venirne fuori qualcosa di buono. Nulla che non si possa fare in un qualunque centro sociale cittadino, ma magari non a tutti capita l’occasione giusta.

Per cui l’invito è: spargete la voce, e se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato fate da ponte. Se conoscete o frequentate luoghi online a tema (comunità virtuali, forum della terza età eccetera), diffondete il messaggio; oppure semplicemente lasciate un indirizzo qui sotto nei commenti. Se volete dare una mano e proporvi come volontari, mandate lasciate un cenno a margine del programma del corso o qui sotto. E se, infine, avete più di 60 anni e volete iscrivervi, avete ancora qualche ora di tempo. Non ce lo ordina il medico di fare questa cosa, né nessuno ci si guadagna alcunché (corso e piattaforma sono gratuiti, giova dirlo). Ma se, come spesso diciamo, abbiamo tutti da guadagnare dalla condivisione di nuove esperienze, allora forse questo è un altro modo per seminare opportunità.

Ottobre 15 2007

Funziona così: a volte Giuseppe comincia a rimuginare un’idea. Te ne riparla distrattamente, di tanto in tanto. Quindi si eclissa per qualche giorno. Se gli chiedi che fine ha fatto ti risponde che sta studiando (e tu senti di essere entrato con gli scarponi da sci e l’hotdog in mano nella sua biblioteca, e cominci d’istinto a sussurrare). Infine, prima ancora che tu te ne renda conto, sei già con due piedi dentro il suo nuovo progetto. L’ultima volta che ha fatto così è nata l’Accademia non convenzionale della cultura digitale, per gli amici UnAcademy.

È sempre difficile spiegare in due parole qualcosa che per definizione interseca canoni, ambienti e linguaggi diversi. unAcademy, o Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale, è un lugo metaforico ma anche un luogo fisico, un loft postindustriale nella fisica del mondo di Second Life, attrezzato con aule, sala conferenze e spazi allestiti per esperimenti di didattica e di riflessione. È un blog, aperto, su cui far confluire temi e percorsi di ricerca. È un sito che interfaccia funzioni di organizzazione (calendario degli eventi, iscrizioni) con questo blog e con Second Life. Se prosegui con la lettura, proveremo a creare insieme una comprensione parziale di quello che stiamo facendo. Parziale, perchè unAcademy è un progetto del tutto aperto in cui anche tu puoi aggiungere pezzi. O idee. O solo interesse.

[continua a leggere le Faq]