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Category: Segnalo

Novembre 2 2010

Da qualche tempo – con una neonata per casa e diversi progetti di lavoro da seguire in parallelo – non riesco a tener traccia compiuta dei libri che consulto. Sono mesi di letture disordinate e incomplete, tra libri di lavoro e di piacere relegati ai ritagli di tempo. Voglio però segnalare qui due testi che in parte mi riguardano e che sono usciti nelle scorse settimane.

Il primo è Scrivere 2.0 di Luca Lorenzetti (Hoepli). Luca analizza in modo approfondito tutte le pratiche e gli strumenti che possono semplificare oppure rendere più efficace il lavoro di chi vive, per lavoro o per passione, di scrittura. Accanto alla sua ricca opera divulgativa, Lorenzetti ha chiesto a dieci esperti di dire la loro, capitolo per capitolo, sulle abitudini di scrittura e sul rapporto con gli strumenti più innovativi di gestione, archiviazione e condivisione del testo. Sua bontà, tra quei dieci ci sono anch’io. Nonostante la mia resistenza atavica per i boxini degli esperti – ok, confessione: sono un lettore tradizionalista e sostanzialmente reazionario – devo dire che leggere uno accanto all’altro i pareri di persone che in buona parte conosco e stimo è stato molto molto interessante e stimolante.

Il secondo libro è Nemici della rete di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Che è uno di quei libri che ci volevano, perché portano fuori dagli scaffali specialistici una parte sempre più ampia di Paese che viene quotidianamente irrisa e offesa dall’ignoranza e dall’inadeguatezza di chi divulga, pontifica e legifera a sproposito intorno alla rete. In questo caso c’entro marginalmente, perché gli autori mi accreditano di aver avviato nel 2009 con un mio articolo su Apogeonline (nel testo compare impropriamente Punto Informatico) la campagna di sensibilizzazione contro il rinnovo della legge Pisanu confluita poi nella Carta dei Cento. Una ricostruzione che forse non rende del tutto giustizia a quanti da anni combattono le loro piccole e grandi battaglie per una rete più libera, ma ringrazio di cuore Arturo e Alessandro per la molto onorevole citazione.

Ottobre 11 2010

È almeno dal Festival del giornalismo di Perugia del 2009 che sento Mario Tedeschini Lalli immaginare opportunità di ritrovo e condivisione per chi si occupa di giornalismo digitale in Italia:

Centinaia di persone in tutta l’Italia si occupano di giornalismo digitale, forse sono anche di più. Sono giornalisti con tanto di bollo e tesserino, studenti e studiosi della materia, ma anche tante, tantissime persone che per passione civile o interesse professionale ogni giorno “commettono atti di giornalismo”, per usare la felice espressione di Dan Gillmor. Gente che lavora per testate grandi e note con un loro sito web, per testate nate solo online, gente che scrive blog, che interagisce su Facebook, su Twitter o altre reti sociali. Tutta questa gente finora non ha avuto un “luogo” dove parlare del proprio lavoro, scambiarsi opinioni, verificare le proprie diverse esperienze, fondare una pratica e un’etica del giornalismo digitale. E sarebbe bene che l’avesse. [*]

Così, grazie alla determinazione di Mario e con la complicità di un gruppo di iscritti e simpatizzanti della Online News Association (tra i quali pure io), arriva la prima occasione d’incontro concreta:

Da qualche parte occorre cominciare, per questo con un gruppo di amici abbiamo deciso di organizzare un “meetup” a Roma, sabato 13 novembre, per parlare tra di noi e cominciare a ipotizzare i passi successivi. Il tema iniziale: il giornalismo digitale al livello locale. [*]

Tutti i particolari logistici si trovano in un wiki al quale ci si può iscrivere e nel quale si possono proporre temi e ipotesi di lavoro. Sarebbe bello fossimo in tanti.

Settembre 21 2010

A Milano è in corso la Social Media Week, un evento divulgativo internazionale dedicato alle piattaforme sociali e alle culture digitali, in corso contemporaneamente anche in altre quattro città (Bogotà, Buenos Aires, Los Angeles, Mexico City). Tra i vari eventi previsti nel ricchissimo programma, c’è uno spazio quotidiano dedicato ai libri del settore ospitato da Mafe De Baggis. Mezzora davanti a un caffé per introdurre tema e autori: oggi, per dire, tocca al nuovissimo Wikicrazia di Alberto Cottica, domani a Luca Lorenzetti e al suo Scrivere 2.0, dopodomani a Invertising e World Wide We. Venerdì 24, infine, tocca a me e a Giornalismo e nuovi media, con la piacevole compagnia di Marco Ghezzi (che di quel libro è stato di fatto l’editore, appena prima di fondare Bookrepublic). Appuntamento alle 14 all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, accanto al Duomo (il promemoria su Facebook). Ci vediamo lì.

Settembre 20 2010

Sono finito nelle nomination per il miglior blog tecnico-divulgativo ai Macchianera Blog Awards 2010, che saranno assegnati questo fine settimana alla BlogFest di Riva del Garda (a proposito di posti dove non potrò essere quest’anno). Ecco, volevo dire che grazie, ma per quanto mi riguarda dovrebbero vincere Beggi o Attivissimo. O uno qualunque degli altri, che mi onora anche solo l’esserci finito dentro a quella bella lista di nomi.

Settembre 20 2010

Tra due settimane l’Università di Barcellona ospita la seconda edizione del Personal Democracy Forum in versione europea. Per chi si occupa di dinamiche partecipative legate alla politica e all’amministrazione pubblica, è un’ottima occasione di incontro, di ascolto e di confronto (vedi i miei appunti 2009 e quelli 2008 newyorkesi). In programma ci sono anche diversi punti di vista  italiani (day one, day two), tra cui quelli di Alberto Cottica, Dino Amenduni, Ernesto Belisario e naturalmente di Antonella Napolitano, ormai parte del comitato organizzatore. Io quest’anno non ci posso proprio andare, dunque metto a disposizione del primo che mi contatta lo sconto 2×1 (due ingressi al costo di uno) a cui avrei avuto diritto come partecipante all’edizione continentale inaugurale.

Agosto 5 2010

Da ieri Giornalismo e nuovi media è finalmente disponibile anche in versione ebook, distribuito per ora direttamente dall’editore Apogeo (in formato ePub). Segnalo anche che contestualmente a questa novità vengono distribuiti gratuitamente due testi a mio parere molto significativi di Apogeo. Uno è L’umanista informatico, testo coraggioso di Fabio Brivio dedicato all’incrocio più che mai attuale tra formazione umanistica e competenze informatiche allo stato dell’arte. Andrebbe preso molto seriamente in tutte le facoltà non strettamente scientifiche, tanto per cominciare. Il secondo è Editoria digitale di Letizia Sechi, libro serio che approfondisce nei dettagli il passaggio dall’editoria tradizionale al mercato degli ebook e soprattutto permette di farsi un’idea dettagliata di come si produce un libro in formato elettronico (perché non è poi così scontato come potrebbe sembrare).

Visto il tema ne approfitto per salutare anche la nuova avventura di un manipolo di amici speciali, con cui ho condiviso diverse esperienze umane e professionali negli ultimi anni. Da qualche settimana, infatti, è online BookRepublic, piattaforma di vendita per le versioni digitali del catalogo di piccoli e medi editori di qualità creata da Marco Ghezzi e Marco Ferrario (ma ci lavorano, tra gli altri, anche Matteo Brambilla e la stessa Letizia Sechi). In parallelo, il medesimo gruppo, impreziosito dalla direzione editoriale di Giuseppe Granieri, ha lanciato un esperimento editoriale basato su racconti e saggi in formato digitale: 40k Books produce ebook di lunghezza contenuta (40.000 caratteri, da cui il nome del progetto) ad alta densità di pensiero e di creatività. Peculiarità fondamentale: gli ebook vengono distribuiti contemporaneamente in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese. Mi piace l’idea che l’inaugurazione di questo mercato ancora nuovo per l’italia si accompagni a forme di sperimentazione sul formato e sui contenuti.

Ultima segnalazione, Giuseppe (Granieri) e Giovanni (Boccia Artieri) mi hanno tirato dentro più o meno per scherzo a Goodreads, approfittando della scarsa connessione di cui dispongo in questi giorni. L’ambiente a prima vista sembra interessante e io ho appena reclamato la mia pagina autore. Ora, però, vorrei un po’ di GoodHolidays.

Giugno 3 2010

Nel libro che esce la prossima settimana concludo dicendo che è il giornalismo la via d’uscita alla crisi del giornalismo. Concetto qui generico e fuori contesto, ma che riconosco in pieno nella riflessione avviata la scorsa settimana da Mario Tedeschini Lalli sulla necessità, per chi fa informazione, di cominciare a lavorare seriamente sui dati.

Si tratta di cominciare a trattare di dati, gli elementi di base di ogni ricerca o indagine giornalistica per quello che valgono: cioè molto. Scoprirli, organizzarli, renderli commentabili e annotabili. E per dati possiamo intendere sia i numeri, le tabelle, le statistiche; sia i documenti, i testi originali ecc. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di una funzione “archivistica”, io sostengo che mettere il pubblico in grado di scrutare e analizzare i dati sulla base del quale la politica o il potere in genere prendono le decisioni sia una funzione tipicamente giornalistica. Il bello di questo nuovo mondo digitale e che possiamo andare oltre i semplici “esempi” che possiamo mostrare o citare in un articolo o in una pagina e offrire al pubblico, al cittadino il materiale originale, tutto il materiale originale – in forma significativa. Da questo punto di vista occorre agire in due direzioni: verso le autorità pubbliche e verso i processi stessi di costruzione giornalistica.
[leggi tutto su Giornalismo d’altri]

In Italia il giornalismo online è ancora quasi completamente da costruire. Nelle pratiche, ma prima ancora nelle premesse culturali – tanto dei giornalisti quanto dei lettori. La nostra è una nazione ostinatamente abbarbicata all’approssimazione e all’emotività. Per motivi opposti e sventatezza comune, sia i disinformatori di massa sia gli attivisti della controinformazione indulgono pesatemente nel fanatismo e nell’esaltazione. È una strategia criminale per quanto riguarda i primi, suicida per i secondi. Una società che conservi un briciolo di amor proprio ha il dovere di tornare non tanto alla verità, quanto ai fatti. I fatti si possono ricostruire, quasi sempre, con freddezza e precisione. Internet e il giornalismo digitale aprono enormi opportunità in questo senso, altro che professione svuotata. È un campo che mi affascina molto e che sto esplorando da qualche tempo anche con FactCheck.it, un quaderno di appunti pubblico e collaborativo che un giorno mi piacerebbe aiutare a far crescere in una dimensione più attiva e propositiva.

In questo contesto si innesta la proposta di Tedeschini Lalli, che promette di rilanciare nei prossimi giorni. Siccome Mario è saggio, conosce bene lo stato dell’arte del giornalismo digitale e sa guardare più lontano di me, mette subito l’accento su una premessa indispensabile. Se vogliamo lavorare sui dati e sui fatti, dobbiamo prima fare in modo che quei dati e quei fatti siano disponibili e accessibili su larga scala. I dati sono patrimonio dei cittadini: oggi, in Italia, siamo ancora molto lontani da questo presupposto. C’è un gran lavoro di sensibilizzazione culturale e normativa da un lato, professionale dall’altro. Per quanto mi riguarda, come cittadino prima ancora che come giornalista, io sono a disposizione.


Aggiornamento, ore 10:
proprio stamattina a Frontiers of Interaction 2010 (streaming live) il ministro Renato Brunetta ha anticipato il lancio di un data.gov italiano (ovvero di una repository dei dati pubblici, sulla falsa riga degli esempi statunitense e inglese) entro la fine dell’anno.

Giugno 1 2010

Per chi s’era appassionato alla vicenda del WiFi gratuito a Pordenone, segnalo che sabato 5 giugno – insieme alla nuova biblioteca multimediale – viene inaugurato il nuovo sistema di accesso civico senza fili a internet. Del precedente progetto, a cui avevo collaborato per farne soprattutto un investimento in cultura e cittadinanza digitale, resta solo il nome: Wireless Naonis. Sono previsti hotspot in alcuni luoghi di aggregazione della città, a cominciare appunto da piazza XX settembre. Dovrebbe essere già attivo un punto di accesso anche a Torre, nel parco del castello, dove si trovano anche gli Studios della webtv cittadina PnBox. L’accesso alla rete avviene attraverso l’autenticazione con codici forniti a ogni cittadino in seguito a registrazione e identificazione fisica, come richiesto dalla legge Pisanu. È un inizio e come tale va sostenuto e incoraggiato. Come nota anche Piervincenzo Di Terlizzi, la nuova biblioteca con connettività può essere un luogo di crescita di grande importanza per la nostra città. Spero davvero che, nei prossimi mesi, cittadini e istituzioni sappiano cogliere l’opportunità.

Aprile 21 2010

La settimana che avrei voluto passare a Perugia (qui i video degli incontri, comunque), non solo non la passo a Perugia, ma pure orizzontale a superare una brutta influenza gastrointestinale mia e della mia famiglia. Peccato, perché è una settimana come ne capitano poche nell’informazione italiana e avrei voluto godermela con maggiore attenzione. Ieri è nato Il Post di Luca Sofri, un progetto che aspettavo con molto interesse e da cui mi aspetto grandi cose. Porta in Italia il modello dei vari Huffington Post e Daily Beast, riconducibile alla massima di Jeff Jarvis «cover what you do best and link to the rest». A margine del debutto del Post, da leggere anche le riflessioni di Giuseppe Granieri e Andrea Beggi. Sempre martedì Repubblica.it s’è data una bella sistemata all’impaginazione, mettendo finalmente ordine tra le mille testate del gruppo editoriale che reclamavano uno spazio in home page: non aggiunge novità travolgenti, ma oggi sembra un giornale più maturo. C’è curiosità intanto per il Corriere.it, che perde il suo caporedattore storico Marco Pratellesi (se ne va in Condé Nast) proprio mentre la redazione è in subbuglio a causa di alcune contestate scelte della direzione. Settimana ricca anche sul fronte degli aggregatori: lunedì è stato presentato ufficialmente BlogNation, progetto di Gianluca Neri e soci (finanziato da Telecom Italia), e Paperblog, localizzazione di un servizio popolare in Francia. In bocca al lupo a tutte le nuove iniziative.

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