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Category: Ritaglio

Gennaio 23 2005

Beppe Severgnini sul Corriere della Sera di giovedì 20 gennaio:

Invece di portare la lingua quotidiana sui monumenti, abbiamo accettato che la lingua dei monumenti conquistasse la vita quotidiana. In pubblico, la gente dice lustri e non cinque anni, volto e non faccia, ventre e non pancia. Presenta omaggi, e non fa regali. Molti esordiscono con Chiarissimo scrivendo a professori universitari specialisti in manovre oscure, e tutti chiudono le lettere con Voglia gradire i più distinti saluti. Chi li distingue, quei saluti? Nessuno. Ma il mittente si sente tranquillo.
Ricordo Silvio Berlusconi, al tempo degli ostaggi in Iraq: il presidente del Consiglio non diceva “Continuiamo a parlare…”, ma “Abbiamo un’interlocuzione continuativa…”. Il movente psicologico è lo stesso che lo spinge a usare “Mi consenta…”: un’insicurezza verbale di fondo, che attraversa la società italiana come una corrente (da Palazzo Chigi alle case popolari). Il linguaggio come polizza di assicurazione. Anzi: come vestito buono da indossare per le fotografie, e poi rimettere nell’armadio.
Non è solo la lingua ufficiale a comportarsi così. I nostri discorsi sono disseminati di segnali di cautela e d’incertezza. “In Veneto – mi diceva un veneto – molti iniziano le frasi dicendo Con rispetto parlando… Quando chiedono nome e cognome, a Venezia e a Padova c’è chi risponde: “Mi saria Tonon Giovanni..”. Io sarei Giovanni Tonon: ma potrei essere anche qualcun altro, se risultasse necessario”. Lo stesso, universale, italianissimo “ciao” deriva da schiao (pronuciato sciao). In dialetto veneto: schiavo, servo suo. Un esordio umile, poi si vedrà.

Novembre 16 2004

La prossima volta che qualcuno mi chiede perché mai le caselle di posta elettronica o i commenti dei blog sono infestati da messaggi pubblicitari non richiesti, mal scritti ed evidentemente al di là di ogni tentazione commerciale, io gli giro questi numeri:

Jeremy Jaynes spediva 10 milioni di messaggi al giorno usando 16 connessioni ad alta velocità. Stando agli atti Jaynes poteva ricevere da 10.000 a 17.000 ordini con carta di credito al mese, cioè un ordine ogni 30.000 email. Guadagnando in media $40 a ordine riusciva a fare da $400.000 a $750.000 al mese, sostenendo spese per circa $50.000.
[da Paolo Valdemarin, via Boing Boing, LinkMachineGo, Tampa Bay Online]

Uno su trentamila: mi piacerebbe vedere che faccia ha.

Ottobre 30 2004

NestoRe

Incuriosito da Come si fa un blog, qualche tempo fa Loris Cantarelli mi tempestò di domande sui blog a fumetti. Loris collabora, infatti, alla rivista Fumo di China, ben nota agli appassionati del genere. Ora Loris ci ha preso tanto gusto che ha cominciato a segnalarmi lui le sue scoperte. Se sono tutti come NestoRe (e tutto quello che c’è da sapere su NestoRe, Nestora, Bernarda, Odone ed ET – Enrico Trentin, l’autore – si trova nell’opportuna biografia), mi sa che ho fatto un gran buon affare.

Settembre 25 2004

«Oggi l’imperativo etico, più che ama il prossimo tuo come te stesso, è acquisisci il maggior numero di informazioni possibili sugli altri e fornisci agli altri il maggior numero di informazioni su di te.»

Ferdinando Camon, all’intervento di apertura di Pordenonelegge.it, parlando del perché si legge e del perché si scrive. Parte del suo intervento è ispirato ad alcuni pensieri sull’etica dello scrivere che si possono leggere anche sul sito dell’autore.

Luglio 9 2004

Leggo su Giornalismo d’altri, il quale a sua volta riprende il Daily Telegraph, che la BBC è stata costretta dal governo britannico a chiudere cinque siti Web (degli oltre 20.000 prodotti… 20.000?) perché non sono «sufficientemente distinguibili dalle alternative commerciali, o sono in associati in maniera inadeguata con gli scopi del servizio pubblico per essere giustificati». I cinque siti si occupavano di fantacalcio, soap opera, giochi online e intrattenimento locale. La BBC – che lo scorso anno ha speso 73 milioni di sterline in attività online – potrebbe presto essere costretta a chiudere altri siti.

Ora: letta la notizia, per caso anche a voi è venuto da pensare alla televisione italiana?

Luglio 6 2004

«Per la prima volta un presidente di Provincia ha letto la formula di rito anche in pordenonese. “Prometo – ha giurato De Anna – de eser fedel a la Republica, de oservar lealmente la Costitusion, le legi de lo Stato e de la Region e lo statuto de la Provincia, de far el me dover del me uficio ne l’ interese del l’ Aministrasion par el ben de tuti”.»
Ansa Friuli Venezia Giulia

Giugno 25 2004

Muri

«I vecchi media lasceranno vincere Internet?
Combatteranno. Con tutti i mezzi. Guardi che cosa succede nella musica. Fanno passare nuove leggi, sempre più restrittive. In America, in Europa, in Italia… Non sarà una battaglia facile. Ma la Rete ha i suoi punti di forza. Gli stessi americani vogliono più libertà e si accorgono che la stanno perdendo. Reagiranno. E la Rete li aiuterà a trovare la voglia e il divertimento per ritornare a essere attivi. I vecchi media stanno costruendo una diga contro questo fenomeno. Ma alla fine il loro muro potrebbe crollare.»
Luca De Biase intervista Joi Ito (per L’espresso)

Giugno 15 2004

Democrazie

«Mi piace soprattutto che gli elettori non siano vincolati da quella specie di giuramento di fedeltà che legava gli italiani, negli anni della Pima Repubblica e della legge proporzionale, alla loro famiglia politica. Mi piace che una parte dell’elettorato si sposti liberamente da uno schieramento all’altro, senza pregiudizi. E mi piace infine che gli eletti, quando entrano nel palazzo del potere, sappiano di essere soltanto inquilini pro tempore, soggetti al giudizio di un padrone che potrebbe congedarli alla fine del mandato.»
Sergio Romano sul Corriere della Sera (ed. Milano, non online)

«Chi non ha fretta di sapere è Vauro Senesi (1.061 voti), l’ineffabile vignettista e giornalista del manifesto, in lista nel Pdci: “La mia campagna elettorale l’ho fatta a Bagdad – scherza – mi avevano detto che lì c’era la democrazia e così mi sono candidato”.»
Alessandro Trocino sul Corriere della Sera

«Esito elettorale dell’esperimento Caravita: 401 preferenze. Al diciassettesimo posto, quartultimo sulla lista di venti nomi della circoscrizione nordovest dei Verdi. [..] Commento: sul piano dei voti riscontro l’esito del tutto deludente dei risultati ottenuti dalla mia candidatura. Ho svolto la campagna elettorale al 90% in rete, con risorse finanziarie volutamente ridotte all’osso e senza sostegno di un partito. Ho seguito con convinzione ciò che propugno, con una partecipazione diretta e senza compromessi alla battaglia per la libertà della rete.»
Beppe Caravita, Networks Games

«Dopo la classica prova “opaca” (ma che era, il vetro della finestra del cesso?) come tutti ripetono contro la formidabile Danimarca guidata dalle riserve di Milan e Inter, la nostra nazionale di Subbuteo – regola prima: tutti fermi a guardare l’ometto con la pallina – ha scoperto la “dura realtà” dell’Europeo, come ha detto acutamente il nostro commissario Trappoloni. Trattandosi di giocatori giovanissimi, di valorosi dilettanti inesperti trasportati di peso dal campo dell’Oratorio di Maria Ausiliatrice a Bovolone dove giocavano fino a ieri sera, direttamente al campionato Europeo, il loro stupore è comprensibile.»
Vittorio Zucconi su Repubblica.it

Giugno 11 2004

«Ma poi, esauriti i convenevoli, è stato uno spasso. Quel PresDelCons come sigla, l’ingresso ufficiale del linguaggio degli sms nella politica nazionale (t.v.u.m.d.b. come cantavano Elio e le Storie Tese, intendendo Ti voglio un mondo di bene), immaginare quel comico di Zelig diventato il consigliere più stretto del PresDelCons, “Mia figlia mi parla con il linguaggio degli sms, czv, pp, vffc”. Puro divertimento. E le possibili interpretazioni su PresDelCons (Pressione del Consenso, Prestazione del Consumatore, Presbiopia del Consanguineo) e così via.»

Prima che giornalista, Antonio Dipollina è un grande blogger. Propongo una petizione perché gli sia dato un vero blog, altroché.

Giugno 11 2004

Microstorie

«I blogger italiani sono ancora nicchia, minoranza; il loro costituzionale dilettantismo li fa considerare con supponenza dai professionisti della comunicazione di qualsiasi tipo e natura. Per ora, folklore e colore. Improvvisazione e incertezza. Casualita’ e vaghezza. Ma se avesse ragione M. quando allude alla possibilta’ di incidere, individualmente, nella microstoria
Contaminazioni

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