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Category: Segnalo

Giugno 6 2006

Giovedì pomeriggio alle 14.30 sono a Milano al Palazzo Affari dei Giureconsulti per l’Everything But Advertising Forum. Partecipo alla tavola rotonda Network, o del nuovo umanesimo digitale. Ospite Mafe De Baggis, assente quasi giustificato Giuseppe Granieri, presenti Carlo Annese (responsabile di QuasiRete de La Gazzetta dello Sport), Luca De Biase (caporedattore di Nova24-Il Sole 24 Ore), Marco Grossi (responsabile sviluppo web di Condé.Net), Marco Mazzei (responsabile Ricerca e Sviluppo di Mondadori Digital Publishing) e Paolo Valdemarin (co-fondatore di Evectors Software) e chiunque abbia qualcosa da aggiungere.

L’utilizzo di Internet come ambiente di incontro, confronto e condivisione di saperi è nato con la rete stessa: dagli anni ‘70 a oggi l’evoluzione degli strumenti di comunicazione mediata dal computer ha permesso a sempre più persone di affiancare alle esperienze sociali “fisiche” una fitta rete di rapporti online, una conversazione senza inizio e senza fine che spazia su qualunque argomento e permette di lavorare insieme, divertirsi, innamorarsi. Dalle BBS alle community, fino all’esplosione del “grassroots journalism” con i blog, all’integrazione con la telefonia e con il video: vivere online vuol dire vivere a una velocità diversa, con un’intesità maggiore e in un rapporto paritario con gli altri media e con i produttori di beni e servizi. Chi o cosa influenza le scelte – di acquisto e non solo – di chi vive intensamente la rete? Ed è ancora possibile pensare di farlo?

Aprile 12 2006
Marzo 5 2006

Se c’era un convegno legato ai blog in cui mi sarebbe piaciuto andare a sentire che cosa si diceva quest’anno, questo era il seminario dei blog didattici, che da tre anni si tiene a Gubbio a inizio primavera. Provo, infatti, grande curiosità e altrettanto rispetto per quello che alcuni temerari stanno sperimentando tra mille difficoltà all’interno del sistema scolastico italiano. Neanche a farlo apposta, Maria Teresa Bianchi e la Fondazione Mazzatinti hanno anticipato i miei desideri invitandomi a raccontare qualcosa sulla società digitale e sulla parte abitata della Rete. Lo considero un grande onore. Appuntamento a Gubbio il 31 marzo e 1° aprile, come da programma.

Febbraio 20 2006

Colgo al volo lo spunto di Andrea Beggi per sottoscrivere tutte le sue impressioni d’uso dell’Apple iBook (anche lui è al primo Mac, come me). Con meno titubanze sulla tastiera e appena qualcuna in più sul touch pad integrato (ottimo il sistema di puntamento, meno il tasto di selezione), per il resto concordo in pieno con lui:

iBook è un oggetto che ha il pregio di tutti gli ottimi computer: è equilibrato. E l’equilibrio porta stabilità ed affidabilità. [..] E’ un acquisto che certamente consiglierei ad un amico, a meno che non abbia una ragione precisa per usare Windows (e Office non è tra queste ragioni).
[leggi tutte le valutazioni di Andrea]

Febbraio 2 2006

Genova InEdita

A Genova già stanno parlando. Io ci arrivo domani sera, dopo una breve tappa a Milano. Sabato pomeriggio si parla di scritture e di cortocircuiti tra carta e web in ottima compagnia. Intorno a noi, tanti libri.

Dicembre 29 2005

Alessandro Longo – oggi uno dei giovani giornalisti più esperti e più apprezzati in fatto di telefonia, connettività e Internet Provider – ha aperto il suo primo blog.

Dicembre 19 2005

Per uno di quei casi buffi della Rete, Carla mi stimola a riprendere in mano la mia tesi di laurea. Su questo sito è sempre stata disponibile una presentazione di quel lavoro di ricerca, ma la consultazione integrale era rimandata a Tesionline. In linea col resto del sito, da oggi l’intera tesi – Quel che resta del giornale: evoluzione e implicazioni dell’informazione giornalistica sul World Wide Web, discussa all’Università di Trieste nel 1998 – è consultabile in forma integrale (in Pdf) anche qui.

Com’è inevitabile, il testo risente in modo pesante degli anni passati. Buona parte dei riferimenti ai siti e alle pubblicazioni online, per esempio, sono stati superati dall’evoluzione del Web. Alcune parti sono evidentemente ingenue, benché spero che la allora giovane età – mia e del Web – siano un’attenuante sufficiente. Tuttavia sono convinto che l’impianto teorico (tutta la faccenda dell’arcipelago di Internet, del recupero della località e della disgregazione della testata – in pratica il capitolo 5) abbia ancora un senso. L’impressione è che Internet – dopo il boom e lo sboom degli anni passati – abbia fatto un lungo giro intorno a se stesso e solo da poco abbia ripreso le fila del discorso.

L’affido, dunque, una volta per tutte alla Rete.

Dicembre 15 2005

Oggi Firenze e Bologna, domani Roma. Più tempo in treno che altro, ma il programma è fitto di impegni e promette incontri stimolanti. Oggi, tra l’altro, racconto la “parte abitata della Rete” ad alcuni studenti dell’Università di Firenze, ospite di Antonio Sofi. Venerdì, poi, conto di essere nel pomeriggio alla Camera dei Deputati per il convegno su Internet e Politica organizzato da Blogosfere.

In questi giorni di consegne urgenti e di bagagli disfatti e rifatti manca giusto il tempo di riflettere sulle cose. Di Parigi, per esempio, ho ancora un po’ di idee da smaltire, ma di questo passo dovranno attendere ancora per un po’. Intanto Diego “Z di Zoro” Bianchi ha quasi finito il montaggio e, questione di ore, dovrebbe essere online il suo video su Les Blogs 2.0: una ventina di minuti sarcastici e irriverenti, ma – che diamine! – quel ragazzo ha classe da vendere. Per chi c’era e per chi non c’era: chi c’era ride di più, ma non è detto.

Dicembre 13 2005

CNN ha lanciato in questi giorni un nuovo servizio di distribuzione a pagamento dei video in Rete, Pipeline (ne parlava l’altro giorno anche Massimo Russo). Sono sempre stato critico verso tutte le iniziative che cercano di mungere soldi dal Web o che si ostinano a trasformare Internet in una televisione complicata – un peccato da cui nemmeno l’emittente americana si è tenuta lontana in passato. Ad ogni modo, e di primo acchito, questa volta la novità non mi dispiace.

Sto provando CNN Pipeline da qualche ora e trovo che risponda ad alcuni criteri etici minimi nell’interazione con la Rete. Per esempio, non cerca necessariamente di piegare lo stumento ai suoi fini, ma si limita a ricorrere a quelli che io chiamo “gli occhi di Internet” per guardare ciò che sta all’esterno di Internet. In questo senso è un ottimo sistema di interazione con la televisione: dà il meglio della tv (soprattutto per chi non ha ancora installato una parabola), aggiungendo alcune virtù basilari della Rete. In secondo luogo: è a pagamento, ma quanto meno l’abbonamento (contenuto) azzera qualunque intromissione pubblicitaria e permette di contare su un servizio di buona qualità. Resta un problema più ampio, che non dipende dal singolo operatore: troveremo mai il modo di gestire in modo meno frammentato tutti questi microabbonamenti con i singoli fornitori? Terzo punto: una volta tanto, il servizio è pensato per fare solo il suo lavoro e non cerca di essere tante cose insieme. L’equivalente di un telefono che volesse solo gestire alla perfezione le telefonate, senza distrarsi con fotografie, giochi o agende varie.

Che fai con CNN Pipeline? Ci vedi la CNN, fondamentalmente. Ma hai a disposizione quattro sorgenti video simultanee e puoi scegliere in qualunque momento quale visualizzare nello schermo principale. Per esempio: questa mattina la tv all-news era monopolizzata dai collegamenti legati all’esecuzione capitale in California e i quattro feed in diretta davano lo straming di CNN International, il flusso originale delle conferenze stampa dei testimoni e degli avvocati, le riprese della troupe esterna che passeggiava tra i manifestanti di San Quintino e le previsioni del tempo. Inoltre hai accesso ad alcune biblioteche di video su richiesta. Usato bene, quanto meno in caso di notizie di particolare rilevanza, sembra uno strumento che può dare le sue soddisfazioni, consentendoti di aggirare tagli e scelte redazionali (questa mattina no: mi sentivo solo un’intruso che viola la privacy altrui).

Il fuso orario certo rema contro. Spenti i riflettori in California, questa mattina due dei flussi sono andati in stand-by: di notte c’è poco che giustifica l’attenzione degli Stati Uniti. E questo significa che, per buona parte del giorno, in Italia possiamo usufruire di una versione molto ridotta del sistema. Staremo a vedere.

Novembre 29 2005

Segnalo con piacere che in questi giorni è uscito Internet che funziona, il libro scritto a quattro mani da Dario Banfi e Andrea Bagatta. È un testo a cui, per diversi motivi, sono molto affezionato. Così come sono legato ai due autori, con i quali ho condiviso buona parte della mia vita milanese ai tempi – eroici, per tanti versi – di Internet News. Auguro loro di trovare in libreria tutte le soddisfazioni che la loro professionalità e la loro esperienza – insieme al loro gran cuore – meritano.

Per quello che so, pur non avendo ancora avuto modo di sfogliarlo dal vivo, Internet che funziona è una guida introduttiva ai servizi utili della Rete pensata per chi ci si avvicina al Web oppure per chi già ci naviga da tempo ma vuole imparare a sfruttare meglio le sue potenzialità. Spiega non tanto come funziona Internet, ma quel che Internet può fare per semplificare la vita di tutti i giorni: pagare bollette, trovare lavoro, istruirsi, leggere notizie, interagire con la banca, telefonare a costi ridicoli e così via.

L’unico cruccio è non essere riuscito ancora a convincere Andrea e Dario ad aprire un blog. Con tutto che allora proprio Andrea fu il primo ad occuparsene, in redazione. E che Dario qualcosa di pronto sul suo server ce l’avrebbe pure. Ma non dispero. 🙂

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