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Category: Segnalo

Marzo 31 2007

Da lunedì mattina fare la carta d’identità in versione elettronica costerà 25,42 euro, ovvero cinque volte più di quella cartacea (a cui finora era equiparata). Lo impone un decreto dei ministeri degli Interni e dell’Economia, per far fronte alle spese di produzione, diffusione e manutenzione del documento. I 20 euro in più rispetto alla versione tradizionale di carta andranno allo Stato. Leggevo sui giornali che secondo alcuni comuni sperimentatori il costo di produzione di ogni singola carta elettronica non supera l’euro. E ricordo ancora i piani del 2000 per sostituire tutti i documenti esistenti entro cinque anni. Stanti le nuove regole, in comuni come il mio la sperimentazione di fatto si sgonfia, perché l’amministrazione non se la sente di imporre il passaggio alla nuova versione e attuare una discriminazione rispetto a chi abita a pochi chilometri di distanza e non è coinvolto nell’esperimento.

La premessa non c’entra molto. Ma anche in nome di questo malinteso senso dei costi dell’innovazione e della più generale entropia dei soldi pubblici, io faccio i miei convinti auguri di buon lavoro al RitaliaCamp, che parte in queste ore con l’obiettivo di costruire un’alternativa “open source” al contestato e costoso portale turistico Italia.it. Più del caso specifico, è soprattutto il modello di assunzione delle scelte collettive a essere messo in discussione da iniziative come queste. In positivo, una volta tanto. Avrei voluto partecipare (e scriverne) di più: lavoro e impegni impellenti hanno remato contro, ma seguo a distanza e con molta attenzione.

Marzo 20 2007

Speriamo di sì. Non sono settimane di grandi certezze, qui. Ma sono ancora abbastanza fiducioso di riuscire a essere sabato prossimo a Casalecchio di Reno (BO) per il CitizenCamp, il BarCamp dedicato alla cittadinanza digitale. La lista dei partecipanti promette molto bene e pure i primi interventi proposti. Quanto a me, dubito di riuscire a preparare un intervento strutturato e ho soprattutto voglia di ascoltare, ascoltare e ascoltare. Tutt’al più potrei rilanciare quella mezza idea bislacca sul “social network cittadino” che avevo buttato lì qualche mese fa, ma solo come pretesto per una conversazione (a mio modo di vedere, la dimensione più felice del BarCamp). Che della cittadinanza digitale insita nel concetto stesso di nascita avevo già parlato, neanche a farlo apposta, al BzaarCamp di Milano.

Febbraio 22 2007

Il nuovo logo turistico dell'Italia 

Avevo il dubbio che sfosse sfuggito qualcosa a me. Evidentemente no: 

Eppure l’aspetto più interessante e triste della vicenda è che questo logo condensa e sublima tutto un più ampio discorso sullo stato dell’Italia e degli italiani nel 2007. Una cosa che neanche un De Rita ispirato avrebbe saputo far meglio. Una spremuta concentrata di sociologia. C’è tutta la crisi di un paese che non sa nemmeno vedersi allo specchio e dire che ci vede riflesso, e allora chiede all’americano di dirglielo e quello gli risponde “C’hai le tradizioni, c’hai la fantasia. Ma soprattutto c’hai un casino in testa e attorno che nemmeno te lo immagini“. L’americano te lo dice infilando in sei lettere sei almeno 3 caratteri tipografici diversi (il caos cosmico prende corpo e turbina inquietante) e poi, a sfregio, ci infila una “t” verde che dice “che ci sto a fare io qui?” e fa quasi tenerezza in questa sua somiglianza con un peperone verde con la gobba. Un peperone che qualsiasi norma cee avrebbe destinato al macero. E invece, rivincita dello sgorbio e dell’informe, troneggia perentorio come la “T” di “troneggiare”, appunto, a rivendicare il diritto ad esistere del brutto.

[Martino Pietropoli, Un trattato di sociologia in 6 lettere]

Per uno sguardo tecnico segnalo anche designerblog. E non mi pare che i meno tecnici siano rimasti a bocca aperta. Chissà che la delibera non fosse tra le carte ancora da firmare del governo uscente.

Febbraio 1 2007

Giorgio Jannis mi segnala che è partita l’organizzazione dell’ActionCamp, un BarCamp che si terrà dentro la Fiera di Udine durante lo svolgimento di Innovaction, salone della conoscenza, delle idee e dell’innovazione in ambito aziendale.

Poiché la fiera dura quattro giorni, dal 15 al 18 febbraio, a quanto pare il BarCamp sarà lungo altrettanto (tutti i giorni dalle 10 alle 20). Il che da un lato è una gran bella opportunità, ma dall’altro mi sembra anche un bel rischio: a differenza di altri BarCamp le persone non vengono apposta, sono distratte da tante altre iniziative e i momenti di interesse rischiano di essere dilatati al punto da trasformarla in una non-non-conferenza (in pratica: una pausa caffé dedicata a un po’ di sano networking). Ovvero non esattamente un BarCamp. Ma perché non provarci?

Io intanto mi iscrivo, considerato il fatto che almeno quest’anno un giro a Innovaction conto di riuscire a farlo. E non essere presente a un Barcamp a 50 chilometri da casa, se BarCamp sarà, sarebbe veramente disdicevole.

Gennaio 27 2007

Noi quest’anno passiamo: l’incidenza di un lattante sull’economia domestica non ci lascia l’elasticità necessaria per ripetere l’esperimento. Ma se qualcuno nei mesi scorsi fosse rimasto incuriosito riguardo all’abbonamento stagionale all’orto (la nostra esperienza si trova negli archivi), Parco dei Buoi ha appena lanciato la campagna 2007 con alcune novità interessanti (il paniere a prezzo variabile e il calendario interattivo, soprattutto). C’è tempo fino a tutto febbraio per riunire i 50 clienti necessari a partire. È un’esperienza, appunto, e come tutte le esperienze forse vale la pena provarla almeno una volta.

Gennaio 23 2007

Il periodo terribile sembra agli sgoccioli, un po’ per volta torno a respirare e a interessarmi delle cose del mondo. Ci provo, quanto meno, che ho diverse notti di lavoro ancora da digerire e i neuroni s’affaticano presto. Ho un sacco di segnalazioni da recuperare, su tutti i fronti. Spero di smaltirle un po’ per volta. Tanto per mettere in moto il motore, che notoriamente è un diesel, attingo alla lista dalla sua coda – che mi viene più semplice.

§

Una delizia di questi giorni sono i racconti di LorenzoC, che dall’Himalaya sta raccontando giorno per giorno l’ascesa al primo ottomila metri della sua vita. Aveva promesso che avrebbe cercato di appuntare impressioni e progressi sul blog, ed è stato di parola. Non aveva lasciato intuire, però, quanto evocativo, emozionante e delicato avrebbe saputo essere da lassù. Gliene rubo un pezzo:

La luce, quella dell’uomo, stasera non arriva. La luce, quella naturale che sia fornita da Dio, Budda o chi altro non so, basta e avanza. Perchè questo tramonto in parole non ve lo posso davvero spiegare. Vi toccherà venire a controllare di persona.

E quando capiterete qui, quello che forse noterete di più è l’assenza.

L’assenza del rumore di qualsiasi auto, motore o accidenti vario. Tutto quel sottofondo a cui sieti abituati l’avete lasciato molte valli più in giù.

L’assenza di una televisione accesa.

L’assenza di un mondo che va in fretta.

Non vi rimane che accendere le candele, guardarvi in faccia, ridere, sorseggiare il thè, buttare giù la zuppa di riso, chiaccherare, ricordare la bambina che oggi più in basso durante la salita si innamorò del bianco così bianco del rosario buddista di Veronica e del bianco così bianco del suo viso, digerire il tibetan bread e la zuppa d’aglio del pranzo, uscire e stroppiciarvi gli occhi davanti al cielo stellato e alla luna nepalese.

Poi chiudere gli occhi. E un attimo prima di addormentarvi sperare che un angolo di mondo così, sopravviva. Non solo nei vostri ricordi.
 

§ 

Dalle stelle alle stalle – ma solo per la materia trattata, che la capacità di raccontare è altrettanto speciale – vorrei aggiungere la mia goccia all’imbarazzante mare di apprezzamenti che sta ricevendo Diego Bianchi, dopo che s’è reinventato il suo ormai classico appuntamento col reality di inizio anno. Dimostrando sempre minor considerazione per il suo sonno, Diego s’è inventato il bignami in video, un registro che gli si addice come pochi. Che quando riesci a non far vedere quanto lavoro c’è dietro e a far sembrare tutto lieve lieve, lì sta tutta la bravura.

§

Del BarCamp di Roma saluto con gioia la nuova fioritura di serendipity nel nostro piccolo mondo. Mi pare di capire che la terza non-conferenza sia andata piuttosto bene, nonostante qualche disaccordo sulle contaminazioni tra idee e affari. Mi spiace molto non essere riuscito a essere presente negli interstizi, ma mi appresto a recuperare il recuperabile nei racconti (anche audio), tra le foto e attraverso i video disponibili. Ora tutti al NoCamp di Vercelli, però.

Dicembre 21 2006

Lui dice che è per lavoro… bla bla bla… che deve fare esperimenti… bla bla bla… e poi la blogosfera… bla bla bla… insomma che non dura. Io credo che non smetterà più, invece. Benvenuto Dario.

Poi, siccome merita ben più che una strizzatina d’occhio autoreferenziale, aggiungo che Dario Banfi è un giornalista di quelli come ne restano pochi, nella mia generazione. Che insieme abbiamo condiviso l’esperienza in redazione a Internet News. Che oggi è il mio esperto di riferimento in materia di lavoro (argomento di cui scrive, tra l’altro, sul Sole 24 Ore). Che ha scritto un paio di bei libri per Apogeo. E che è una brava persona, una di quelle che meritano di farsi sorprendere da tutto quello che oggi gira intorno ai blog.

Ottobre 31 2006

Io detesto lo spam con tutte le mie forze. È una di quelle cose che non riesco quasi mai a prendere con il distacco e l’umorismo necessari, forse perché alla fin fine è la degenerazione delle degenerazioni della pubblicità (rispetto alla quale la mia opinione è ben nota). E tuttavia, non posso fare a meno di riconoscere la creatività tecnologica, il colpo di genio stilistico, l’inventiva nel superare qualunque ostacolo per far arrivare comunque un messaggio davanti ai tuoi occhi con un inchino e uno sfottò. A volte, poi, il cortocircuito tra frasi di senso compiuto generate in automatico, approssimative localizzazioni nelle diverse lingue nazionali, sostituzioni di lettere con numeri dalla forma compatibile, separazioni tra le sillabe delle parole e quant’altro permetta di imbrogliare i filtri genera risultati soprendenti. Quello di stamattina è un capolavoro, nel suo piccolo; un amminchiamento dello spam che strappa la risata e l’applauso insieme:

Sei pronto ad aumentare il Suo reddito? 

Ottobre 30 2006
Ottobre 21 2006

Quello di cui ci occuperemmo se fossimo abitanti assennati di questo pianeta finito sotto scacco di interessi piccoli, criminali e suicidi.

(grazie a Beppe Caravita)

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