[vedi anche il profilo su LinkedIn, quello che faccio per lavoro e le storie dal blog]
Sono nato nell’agosto del 1972 a Pordenone, città dove oggi risiedo. Qui, ma con radici anche a Trieste, Venezia e Bologna, ho passato l’infanzia e l’adolescenza.
Scrivo articoli per giornali e riviste da quando avevo 15 anni. Ho cominciato scrivendo i comunicati stampa per una società sportiva; in seguito ho collaborato con alcuni quotidiani e periodici locali. A 18 anni sono diventato pubblicista.
L’Università mi ha portato a Trieste, alla Facoltà di Scienze Politiche. Tra un esame e l’altro, nel 1994 ho scoperto il LSCMT, insospettabile incubatore di idee ipertestuali e osservatorio privilegiato sull’imminente rivoluzione digitale. Durante i quattro anni passati a sviluppare progetti in quel laboratorio ho visto nascere il World Wide Web.
Dall’incontro fra giornalismo e Internet è nata la mia tesi di laurea.
Tra il 1997 e il 1998 ho curato l’ufficio stampa di Piancavallo ‘98, un evento nazionale che univa le finali nazionali invernali dei Giochi della Gioventù a manifestazioni promozionali di alto livello per gli sport della neve e del ghiaccio.
Dopo la laurea, nel 1999 ho trascorso i 10 mesi del servizio civile a Udine. Alla Comunità Piergiorgio, un centro di assistenza per disabili gestito da disabili, ho vissuto un’esperienza intensa e indimenticabile. Per il centro ausili della Comunità ho realizzato un sito Web (dismesso nel 2007) e alcuni progetti di comunicazione.
Nel 2000, all’inizio del boom di Internet, mi sono trasferito a Milano. Per oltre quattro anni ho lavorato nella redazione di Internet News, rivista mensile della casa editrice Tecniche Nuove dedicata al mondo della Rete e distribuita in edicola a livello nazionale con picchi di oltre 100.000 copie vendute.
Nel gennaio del 2003 sono diventato giornalista professionista.
Mi sono imbattuto nel mondo dei blog nel 2002, due anni dopo aver giocato per la prima volta con Blogger – e aver sottovalutato la portata dello strumento. Vinte le ultime diffidenze da artigiano del Web (queste pagine, in diverse forme, esistono dal 1996), nel marzo 2003 ho aperto un blog all’interno di questo sito. C’è voluto poco più di un anno perché il sito diventasse un accessorio al blog.
Nel settembre 2004 ho pubblicato Come si fa un blog, un manuale tascabile dedicato a questi particolari siti personali. Il libro ha ricevuto numerose e buone recensioni.
Nel 2004 ho lasciato Milano e sono tornato in Friuli Venezia Giulia, dove mi sono inventato una nuova avventura professionale da giornalista freelance, occupandomi prevalentemente di consulenze editoriali e divulgazione applicata alle nuove tecnologie.
Nel 2005 ho sposato Stefania. L’anno seguente è nato Giorgio. E nel 2010 ci ha raggiunti anche Gea.
Fin dalla sua nascita, la mia famiglia ha cominciato a riflettere in modo critico sui propri consumi e sull’impatto ambientale delle proprie scelte di vita. La condivisione di questo percorso con altre persone ci ha portato nel 2009 alla creazione di un gruppo di acquisto solidale.
All’inizio del 2006 ho assunto il coordinamento editoriale di Apogeonline, la webzine di informazione tecnologica e culture digitali della casa editrice Apogeo.
Nel marzo del 2007 è uscito il mio secondo libro, La parte abitata della Rete, una guida turistica a quanto di meglio sta emergendo dentro Internet attraverso blog, wiki e social network. Un anno dopo, esaurita la prima tiratura, il testo è andato in ristampa.
Nel 2008 ho contribuito a organizzare la prima edizione di State of the Net, una conferenza di due giorni che ha fatto il punto sulle implicazioni di Internet in Italia e che aspira a ritagliarsi un ruolo nel calendario internazionale di questo genere di incontri. Nel settembre del 2009 State of the Net è diventata anche un’associazione, di cui sono cofondatore e segretario.
Coinvolto nel frattempo dall’amministrazione comunale della mia città nella progettazione di strategie di cittadinanza digitale e di democrazia partecipativa, è cresciuto il mio interesse professionale per le applicazioni cittadine delle reti sociali e di internet.
Nel 2009 ho curato pro bono la realizzazione di un libro di interesse locale, dedicato alla storia del sacerdozio di mons. Felice Bozzet. Benché lontano dalle mie specializzazioni professionali, questo racconto corale su cinquant’anni di attività di un prete contemporaneo come pochi è stato un omaggio coinvolgente a una persona che ha fatto e che continua a fare molto per la gioventù di Pordenone.
Dopo aver frequentato occasionalmente il mondo della formazione con lezioni e seminari specializzati sulle mie materie elettive, dall’anno accademico 2009/2010 mi è stata affidata a contratto la cattedra di Giornalismo e nuovi media alla Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Trieste.
Nel 2010 ho pubblicato il mio terzo libro, Giornalismo e nuovi media, un approfondimento tra il didattico e il divulgativo – vagamente ottimista – sul destino della mia professione nei nuovi spazi sociali aperti dai network di comunicazione. Un mio saggio sulla comunicazione a misura di individui e non più per masse è uscito anche nella raccolta Linguaggi digitali per il turismo, curata da Giuseppe Granieri e Gianpiero Perri.







