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Il blog di Sergio Maistrello dal 2003

Maggio 7 2007

Appuntamento confermato, dunque, mercoledì sera (9 maggio) alle 18 alla Libreria Hoepli di Milano, zona Duomo (mappa). Ci troviamo a fare quattro chiacchiere sul libro con Luca Sofri e Tommaso Labranca (bontà loro). Per rispondere alle domande più frequenti raccolte finora: sì, l’entrata è libera e tutti sono benvenuti (e ci mancherebbe altro!); e boh, non ho idea se sia previsto un rinfresco, ma metterò una buona parola in proposito. Chi vuole può scaricare e stampare l’invito, ma è soltanto un promemoria, nessuno controllerà all’ingresso.

Ci sarai?

Maggio 6 2007

Leggo sulla brochure e su un comunicato di VenetoExpo che il 14 maggio sarò presente al VenetoCampExpo di Marghera (VE). È piuttosto curioso, perché non mi sono mai registrato da nessuna parte né ho mai confermato la mia presenza a nessuno. Per dire.

Maggio 2 2007

Io dei barcamp ho capito questo: se non presenti nulla, ti perdi metà del divertimento e metà dello scambio virtuoso di idee. Ovvero se non rispetti le regole, non ci rimettono soltanto gli altri, ma tu per primo. Dunque cercherò di non andare più a un barcamp senza qualcosa di pronto da raccontare.

Dello ZenaCamp si sa già quasi tutto, io mi sono limitato – mio malgrado e grazie soprattutto ad Andrea Beggi (l’eroe del giorno) e a Federico Fasce – a fare un po’ di pubbliche relazioni. Il merito della riuscita della giornata è tutto degli organizzatori, che – come già Antonella Napolitano a Casalecchio poche settimane fa – hanno fatto i salti mortali per far sentire ogni partecipante a proprio agio. Per il resto sottoscrivo il punto di vista di Antonio Sofi e auspico un barcamping, altrettanto bar ma anche un po’ più camping.

Prossimi appuntamenti: Matera e Torino il 12 maggio (dove non ho speranze di arrivare) e a Marghera il 14 (e lì almeno ci provo).

Aprile 27 2007

Il sole si è alzato che il treno su cui sto viaggiando si avvicinava a Treviso, profondo Veneto. Oggi sarò a Savona, dall’altro lato di Italia, ospite del campus universitario locale. Incontrerò i partecipanti al Master in Programmazione e Produzione Radiofonica e Televisiva, ai quali credo che confermerò la cattiva notizia portata loro qualche giorno fa da Fabio Fazio (la professione che vogliono fare loro probabilmente è congestionata e senza sbocchi a breve scadenza), ma ne aggiungerò una buona (Internet è la miglior palestra oggi disponibile per mettere alla prova il proprio talento).

Alle 18 l’incontro diventa pubblico: insieme a Marco Formento, giornalista de Il Secolo XIX e una delle anime dello ZenaCamp, parleremo di parte abitata della Rete e BarCamp. Entrambi gli incontri si devono alla passione e alla determinazione di Roberta Milano, che sarò felice di conoscere finalmente di persona.

Domani, sulla via del ritorno, faccio sosta per qualche ora a Genova per mangiare la focaccia. Oh, certo, e per salutare tutti allo ZenaCamp.

Aprile 14 2007

Per qualche motivo, più m’impegno e meno riesco a liberarmi dal lavoro e dalle complicazioni mangiatempo. Davvero, io ci provo: appena comincio a intravedere una luce in fondo al tunnel, zàchete, mi avvertono che c’è in serbo per me una nuova galleria. Poiché, in fin dei conti, così è il mio lavoro – e tutto sommato continua a piacermi – non ho nemmeno il diritto di lamentarmi. Inoltre, complice una stimolante congiuntura familiare, nei prossimi giorni continuerò a lavorare, soltanto a spizzichi e bocconi e con collegamenti più precari del normale, da Barcellona (Spagna). Questo anche per dire che se sei tra quelli che potrebbe crearmi grane di lavoro, ho un favore da chiederti: aspetta.

Ho in sospeso diversi argomenti e qualche idea rimasta lì appesa, tra un post mangiato da WordPress ed esaurimento di ogni possibile slot mentale. Continuo a pensare che un giorno mi rifarò. Ma intanto, tra le informazioni di servizio che è il caso di citare prima che ci si riduca all’ultimo:

  • la presentazione del libro si farà: a Milano il 9 maggio alle ore 18 presso la Libreria Internazionale Hoepli (zona Duomo). Mi faranno l’onore della loro presenza Luca Sofri e Tommaso Labranca. Di questo riparleremo presto, ma intanto ve l’ho detto.
  • prima di allora, un dibattito pubblico sui temi del libro si terrà a Savona, il 27 aprile alle 18 presso il Campus universitario, e su questo avrò presto maggiori dettagli. Il giorno dopo tutti allo ZenaCamp.
  • un altro incontro pubblico si terrà a Roma la sera del 18 giugno, nell’ambito di Intermediando.
  • infine, io non ci sarò, ahimé, ma segnalo ugualmente con molto piacere che il 20 e il 21 aprile si tiene a Gubbio (PG) la quarta edizione del seminario dei blog didattici, dove l’anno scorso mi trovai molto bene. Quest’anno ci va, tra gli altri, Antonio Sofi e io sono contento che Maria Teresa Bianchi, Carla Astolfi e tutte le altre adorabili insegnanti-blogger abbiano modo di conoscerlo di persona.
Marzo 31 2007

Da lunedì mattina fare la carta d’identità in versione elettronica costerà 25,42 euro, ovvero cinque volte più di quella cartacea (a cui finora era equiparata). Lo impone un decreto dei ministeri degli Interni e dell’Economia, per far fronte alle spese di produzione, diffusione e manutenzione del documento. I 20 euro in più rispetto alla versione tradizionale di carta andranno allo Stato. Leggevo sui giornali che secondo alcuni comuni sperimentatori il costo di produzione di ogni singola carta elettronica non supera l’euro. E ricordo ancora i piani del 2000 per sostituire tutti i documenti esistenti entro cinque anni. Stanti le nuove regole, in comuni come il mio la sperimentazione di fatto si sgonfia, perché l’amministrazione non se la sente di imporre il passaggio alla nuova versione e attuare una discriminazione rispetto a chi abita a pochi chilometri di distanza e non è coinvolto nell’esperimento.

La premessa non c’entra molto. Ma anche in nome di questo malinteso senso dei costi dell’innovazione e della più generale entropia dei soldi pubblici, io faccio i miei convinti auguri di buon lavoro al RitaliaCamp, che parte in queste ore con l’obiettivo di costruire un’alternativa “open source” al contestato e costoso portale turistico Italia.it. Più del caso specifico, è soprattutto il modello di assunzione delle scelte collettive a essere messo in discussione da iniziative come queste. In positivo, una volta tanto. Avrei voluto partecipare (e scriverne) di più: lavoro e impegni impellenti hanno remato contro, ma seguo a distanza e con molta attenzione.

Marzo 20 2007

Speriamo di sì. Non sono settimane di grandi certezze, qui. Ma sono ancora abbastanza fiducioso di riuscire a essere sabato prossimo a Casalecchio di Reno (BO) per il CitizenCamp, il BarCamp dedicato alla cittadinanza digitale. La lista dei partecipanti promette molto bene e pure i primi interventi proposti. Quanto a me, dubito di riuscire a preparare un intervento strutturato e ho soprattutto voglia di ascoltare, ascoltare e ascoltare. Tutt’al più potrei rilanciare quella mezza idea bislacca sul “social network cittadino” che avevo buttato lì qualche mese fa, ma solo come pretesto per una conversazione (a mio modo di vedere, la dimensione più felice del BarCamp). Che della cittadinanza digitale insita nel concetto stesso di nascita avevo già parlato, neanche a farlo apposta, al BzaarCamp di Milano.

Marzo 1 2007

Oggi dovrebbe essere uscito un po’ ovunque La parte abitata della Rete. È probabile che ormai sia rintracciabile con facilità a Milano, a Roma e nelle maggiori città. Con calma arriverà anche nelle tante province dell’Impero, sebbene il mio libraio di fiducia fosse ottimista su una fornitura a breve pure qui da noi, che della provincia dell’Impero siamo il prototipo. Le principali librerie online lo hanno messo in catalogo stamattina. Il sito dell’editore, dove si può consultare l’indice, fa anche lo sconto.

La parte abitata della Rete è il mio secondo libro, fratello maggiore di Come si fa un blog. Più che un manuale o un saggio, dice la quarta di copertina, è una guida turistica:

racconta di una parte di Internet che cresce in fretta e sta facendo parlare molto di sé. Nasce con i blog, i wiki, il podcasting e i social network: un numero esplosivo di persone sta utilizzando gli strumenti più maturi di Internet per esprimere punti di vista e per condividere competenze, dando vita a nuove forme di opinione pubblica e a sistemi innovativi di mediazione tra le diverse visioni del mondo.
Ai margini dei grandi agglomerati commerciali della Rete sta emergendo un sistema di relazioni e di produzione dei contenuti che ha nella partecipazione spontanea e gratuita delle persone il suo motore. Nel rispetto della logica reticolare, dentro la parte abitata della Rete i cittadini digitali stanno imparando a essere nodi in un sistema creativo ricco di opportunità. Tutto ciò ha ripercussioni profonde sulle dinamiche consolidate della società di massa, e già oggi influenza il modo in cui si fa informazione, cultura, politica e mercato.
Il libro prende avvio dalla geografia di questo mondo digitale ed esamina gli strumenti con cui se ne acquisisce la residenza, per poi approfondire i processi che determinano i comportamenti online, i meccanismi della collaborazione e il modo in cui si misurano i benefici individuali e collettivi.

Come ogni guida turistica, l’ho scritta pensando soprattutto a chi la meta non la conosce ancora o a chi la conosce poco, piuttosto che a quanti già ci vivono da tempo e con soddisfazione. Ho provato a raccogliere quello che ho imparato in Rete in questi anni, le cose migliori che ho sentito dire in giro, il senso del mutamento di prospettiva che stiamo vivendo, al di là della banalità degli strumenti, degli entusiasmi e delle definizioni del momento.

Spero, più di ogni altra cosa, di aver reso giustizia all’impegno delle tante persone che stanno rendendo Internet un luogo interessante, vivo, utile, pieno di umanità. Comunque sia, ora a voi la parola.

Febbraio 26 2007

Scosse

La differenza tra un giornalista e una persona in pace con sé stessa è che se alle sette di mattina un terremoto scuote il letto senza grazia, svegliandoti, tu pensi «chissà dove sarà stato l’epicentro», tua moglie invece chiede «ma che cos’hai da muoverti tanto?».

Febbraio 22 2007

Il nuovo logo turistico dell'Italia 

Avevo il dubbio che sfosse sfuggito qualcosa a me. Evidentemente no: 

Eppure l’aspetto più interessante e triste della vicenda è che questo logo condensa e sublima tutto un più ampio discorso sullo stato dell’Italia e degli italiani nel 2007. Una cosa che neanche un De Rita ispirato avrebbe saputo far meglio. Una spremuta concentrata di sociologia. C’è tutta la crisi di un paese che non sa nemmeno vedersi allo specchio e dire che ci vede riflesso, e allora chiede all’americano di dirglielo e quello gli risponde “C’hai le tradizioni, c’hai la fantasia. Ma soprattutto c’hai un casino in testa e attorno che nemmeno te lo immagini“. L’americano te lo dice infilando in sei lettere sei almeno 3 caratteri tipografici diversi (il caos cosmico prende corpo e turbina inquietante) e poi, a sfregio, ci infila una “t” verde che dice “che ci sto a fare io qui?” e fa quasi tenerezza in questa sua somiglianza con un peperone verde con la gobba. Un peperone che qualsiasi norma cee avrebbe destinato al macero. E invece, rivincita dello sgorbio e dell’informe, troneggia perentorio come la “T” di “troneggiare”, appunto, a rivendicare il diritto ad esistere del brutto.

[Martino Pietropoli, Un trattato di sociologia in 6 lettere]

Per uno sguardo tecnico segnalo anche designerblog. E non mi pare che i meno tecnici siano rimasti a bocca aperta. Chissà che la delibera non fosse tra le carte ancora da firmare del governo uscente.

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