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Category: Mi arrabbio

Marzo 13 2008

Sotto elezioni rispondo in media a un sondaggio alla settimana. Detesto chi estrae a sorte il telefono di casa, mentre non mi dispiacciono affatto le comunità online degli istituti di rilevazione (Swg, per esempio, ne ha una): ti mandano un link discreto via email, se vuoi rispondi sennò amici come prima. Prendo molto seriamente questo compito, nonostante una certa ritrosia nel vedere i numeri aggregati eletti malamente a opinione pubblica.

Mi pare, però, che coi sondaggi elettorali ora si stia davvero esagerando: non ce l’ho con i sondaggisti, ce l’ho con partiti e giornali. Se quei numeri devono essere strillati, calpestati e strumentalizzati in modo così mediocre – nonostante, poi, le cifre nude e crude siano accessibili per legge a chiunque sull’apposito sito della Presidenza del Consiglio – allora tanto vale violentarli all’origine. Il patto reciproco di intelligenza tra chi dona la sua opinione, chi la raccoglie e chi se ne serve mi pare compromesso. Se mi ricapita, dunque, risponderò in modo del tutto casuale rispetto alle intenzioni di voto. Voi continuate pure a farne l’argomento principale di questa campagna elettorale. Ne riparliamo il 14 aprile.

Gennaio 31 2007

Otto del mattino. L’Adsl fa il solito scherzo. Niente connessione. Succede almeno una volta al mese. Sono rassegnato, faccio la telefonata di routine al 187. Risponde un tecnico insolitamente determinato, insolitamente drastico e insolitamente aggressivo. 

– Buongiorno, ho un problema di autenticazione all’Adsl, non riesco a collegarmi. È un problema ricorrente, di solito è la centrale che non ha recepito la precedente disconnessione e si rifiuta di assegnarmi un nuov…

– Ma che codice di errore le dà?

– Guardi, uso un router Adsl, non il modem di Alice. Mi dice soltanto authentication failed.

– Le ho chiesto quale codice di errore riceve!

– Le ho risposto che non ricevo un codice di errore, ma che nella scheda relativa allo stato della connessione del router il messaggio relativo allo stato della connessione è authentication failed.

– Lei si connette con nome utente e password generiche di Alice, vero?

– No, guardi, nelle precedenti occasioni i suoi colleghi mi hanno detto che non era corretto usare le chiavi generiche e che questa poteva essere una delle possibili cause del problema, dunque uso il login personale che mi è stato assegnato. A dirla tutta, prima usavo le generiche, poi mi è stato detto di usare quelle personali, poi di nuovo le generiche e infine le personali di nuovo. È la prima soluzione che mi prospettate ogni volta, ma se…

– Ma no! Deve usare il nome utente generico invece!

– Ah beh, come vuole. Ma, se mi posso permettere, non andrei in cerca di soluzioni empiriche: il mio problema è ricorrente ed è sempre lo stesso. È sufficiente che annulliate dal vostro terminale la connessione che la centrale vede ancora come attiva e tutto torna a posto.

– Cambi quelle password!

– Va bene, attenda che resetto il router. Ecco, ora si aggancia alla portante… tenta di collegarsi… niente da fare, autenticazione fallita.

– Quale messaggio le dà?

– … authentication failed, naturalmente.

– …. (fruscii, silenzio prolungato, fruscii)

– Pronto? È ancora lì? Pronto? Ma porc!

Metto giù. Nemmeno il tempo di rifare il 187 e mi squilla il telefono, numero privato.

– Pronto?

– MA SE LEI CHIUDE LA COMUNICAZIONE MI SPIEGA COME POSSO AIUTARLA?

– A dire il vero non ho più sentito nulla, lei non ha più risposto. E non è inusuale che cada la lin…

– LE STAVO APPUNTO RISOLVENDO IL PROBLEMA!

– Chiedo scusa, eh?!

– Provi ora!

– Va bene. Resetto il router… attendo che si riavvii… si è agganciato alla portante… ancora niente… ancora niente… ecco! Si è connesso, tutto a posto.

– Ma lei la disconnette manualmente la connessione prima di chiudere il computer?

– Ohibò, io spengo computer e router.

– Eh beh, non c’è da stupirsi se poi la connessione non si azzera.

– Va bene, proverò a fare così. Anche se questo non ha mai pregiudicato la connessione nei giorni in cui non ci sono problemi di autenticazione. La ringrazio, buongior…

– … (tuuuuuuuuu)

Gennaio 24 2007

Ieri non ero in casa e non ho potuto ritirare un pacco spedito attraverso Poste Italiane. Stamattina sono andato in Posta per ritirarlo, come si fa con le raccomandate. Trovo un posto dove lasciare l’auto solo dopo una buona mezzora di giri a vuoto  e dopo aver mandato a quel paese almeno metà degli automobilisti che ho incrociato – che Pordenone nei giorni di mercato sembra Milano. Pago il ticket del parcheggio. Vado allo sportello.

– Guardi che l’avviso è del 23.
– Sì, certo, ieri era il 23. Ieri mi è stato lasciato.
– Eh, ma il suo pacco ce l’ha ancora Sda.
– Ok, e quindi?
– A noi non arriverà prima di domani, probabilmente domani sera, forse anche dopodomani.
– Mi sta dicendo che sono venuto qui per niente e che devo aspettare altri due giorni per un pacco che non ho potuto ritirare di persona ieri a casa?
– Essì. Quando Sda ce lo consegna, noi emetteremo un avviso con cui può venire a ritirare il pacco.
– E io in tre giorni non posso fare niente?
– Guardi, se proprio vuole le posso dare il numero di Sda e può provare a mettersi d’accordo con loro per andarlo a prendere da loro. Ma la sede sta a [zona industriale di paesino a qualche chilometro dalla città].
– È proprio sicura che funzioni così?
– Essì, finché non ce lo consegnano, noi non possiamo fare niente.
– Ecco.
[bliiiip! serviamo il numero 67] – Arrivederci!
– Arrivederci.

Ottobre 4 2006

Ci sono momenti in cui capita di chiedersi a che punto esattamente siamo. Spesso accade che sia il marketing a dare una mano a trovare la risposta. Per esempio, questa cosa qui – Alitalia che svende i voli a 49 euro, facendoti poi pagare il carburante e la stessa vendita del biglietto a parte – io la trovo una mappa eccezionale della situazione complessiva. Come a dire che il bar ti offre il cappuccino a 30 centesimi, ma poi ti chiede un contributo a parte per il caffé (un euro) e per il latte (altri 50 centesimi). O che il gestore di telefonia ti passa tutte le chiamate a 5 centesimi al minuto, salvo considerare a parte il canone mensile, lo scatto alla risposta, la variazione tariffaria oltre il primo minuto di conversazione e le telefonate in entrata quando hanno origine al di sotto del 48° parallelo. Confido, comunque, che anche in questo caso i paladini del marketing-a-tutti-i-costi sappiano indicarmi la chiave per interpretarla come un’evoluzione necessaria e auspicabile delle strategie di vendita e di promozione.

Settembre 14 2006

Confesso che non ho seguito la vicenda con la necessaria attenzione, il che di per sé sarebbe già un ottimo motivo per tacere. Dico però che le complicazioni burocratiche che nel giro di poche settimane si sono abbattute sulla mia attività di libero professionista grazie al decreto Bersani e ai provvedimenti collegati (tracciabilità dei pagamenti su conto corrente, notifica contestuale degli F24 all’Agenzia delle Entrate e altre seccature minori) hanno tutto l’aspetto di un malinteso senso dell’innovazione, del rilancio economico e della trasparenza fiscale. In mancanza di una segretaria, così come di qualunque velleità di nascondere capitali al Fisco, tutte le nuove prescrizioni per ora mi sembrano soltanto un clamoroso e malaugurato passo indietro sulla via della semplificazione amministrativa. Nonché la conferma della sensazione che ancora una volta l’autista abbia sbagliato strada all’ultimo bivio.

Maggio 22 2006

Giusto per concludere l’ideale trilogia, dopo quasi tre mesi ho risolto tutti i miei problemi con Tele2. Oggi, infatti, oggi ho ordinato l’Adsl a Telecom Italia.

Per la cronaca, Tele2 ci ha messo quattordici settimane, cinque riavvii di pratica e si è fatta sollecitare otto volte per scoprire la più semplice delle verità: la centrale a cui appartiene la linea in questione, che non è quella dei problemi Telecom qui sotto, non può soddisfare in partenza la mia richiesta. Me lo appunto, come sempre, per avere qualcosa di cui chiacchierare col prossimo addetto al telemarketing che mi proporrà di abbonarmi a Tele2.

Maggio 16 2006

– Signorina, non mi funziona l’Adsl.
– Guardi che questo è il commerciale, non sono in grado di aiutarla. Doveva chiedere dell’assistenza tecnica.
– L’ho fatto.
– Guardi, io sono del commericale.
– Ok.

(mezzora dopo, stessa combinazione di tasti)

– Signorina, non mi funziona l’Adsl.
– Sì, guardi, c’è un’interruzione programmata a livello generale, ci è stato comunicato.
– Ah, almeno a voi è stata comunicato, mi fa piacere…
– Il ripristino è previsto entro tre ore, c’è scritto.
– Tre ore a partire da quando?
– Ah, questo non lo so.
– Ecco.

17 maggio, ore 22:30. Magari sono stato un po’ precipitoso a dar per conclusa la faccenda: dopo mezza giornata di resipiscenza, da oltre 26 ore la mia Adsl non dà segni di vita. Problemi ai server, dicono a Telecom Italia. Per dire, a un certo punto della giornata mi sono ritrovato con due tecnici dello stesso ufficio in linea su due telefoni diversi contemporaneamente, uno per orecchio.

18 maggio, ore 11. 39 ore dopo tutto sembra tornato alla normalità. Speriamo bene.

18 maggio, ore 20.30. Ci risiamo, la linea è di nuovo in palla. Rimpiango di aver detto al tecnico che ha chiamato questo pomeriggio che tutto sembrava sotto controllo. Lavorare in queste condizioni, oltre alle strepitose quantità di tempo perso, è anche molto molto molto seccante. Sto cominciando a perdere la pazienza.

18 maggio, ore 22. La linea è ristabilita. Quanto durerà questa volta?

19 maggio, ore 8.20. Poco, infatti siamo di nuovo a piedi. Per ingannare l’attesa, ci prepariamo a girare una nuova soap opera, Connectful.

19 maggio, ore 11. Timidamente in linea.

Aprile 21 2006

Poiché qualcuno s’è affezionato al caso e mi chiede aggiornamenti, torno sulla vicenda Tele2. A quasi due mesi dalla prima richiesta di attivazione di una linea Adsl, siamo ancora in alto (altissimo) mare. Ero arrivato al terzo intervento sulla pratica ribelle, ancora ferma al via per motivi vieppiù inspiegabili. Poi ci sono stati il quarto, il quinto e il sesto, uno diverso dall’altro.

Il quarto, un ragazzo sveglio: senta, guardi per esperienza le dico che questo tipo d’errore lo abbiamo quando si verifica qualche intoppo con Telecom. Lei è sicuro che non sia già attiva un’Adsl di un altro gestore su quella stessa linea? Sicuro sicuro? Se vuole un consiglio, chiami comunque il call center Telecom e faccia verificare che la linea risulti effettivamente libera, senza alcun servizio Adsl attivato.

Telecom risponde che la linea è illibata. A ruota richiamo Tele2 e tocca al quinto intervento, una ragazza distaccata e apatica a cui ricostruisco in breve quanto consigliatomi dal suo collega e gli effetti di quel tentativo: no, ma guardi che qui è tutto a posto, sa? Una pratica in errore? No no, qui è attiva, non mi risulta nessun problema, è tutto a posto, deve solo aspettare. Guardi glielo ripeto, non so di quale errore parla, il mio collega si sarà sbagliato.

Che non si dica poi che non ho fiducia nei confronti dei giovani sottopagati e maltrattati dei call center italiani: mi bevo persino questa, pur sentendomi preso in giro e pregustando l’arrabbiatura che ne sarebbe seguita. Lascio quindi passare altri dieci giorni, Pasqua e Pasquetta, e torno alla carica. E siamo a sei, ragazza sicura e particolarmente gentile, a cui si deve quel colpo di genio che uno si sarebbe aspettato fin dal primo reclamo: eh, ho capito bene di che cosa parla, mi faccia guardare bene, che cerchiamo di risolvere stavolta. Sì sì, guardi, in effetti la pratica continua a bloccarsi e non è chiaro perché. Lei ha già verificato che non esistano altre Adsl attive? Senta guardi, qui è chiaro che non se ne esce, a questo punto è il caso di segnalare il problema al reparto tecnico. Mi lasci un recapito a cui la potranno richiamare al più presto, vedrà che stavolta combiniamo.

Il 25 aprile, festa della Liberazione, facciamo due mesi tondi tondi. Pessimismo e molto, molto, molto fastidio.

Marzo 28 2006

Quello che mi fa impazzire che poi ti abbandonano al tuo destino. Ricevo telefonate periodiche e insistenti da Tele2, che cerca di convincermi ad abbonarmi ai loro servizi di telefonia e Adsl. Poi cedi – sì, ok, questa volta non sulla mia linea, ma questo è un altro discorso ed è tutto sommato ininfluente – e dopo più di un mese ti ritrovi senza alcuna traccia dell’Adsl, nonché appeso alla cornetta a dipendere una volta alla settimana dall’estrosa soluzione dell’addetto di turno al call center.

Funziona così. Per evitare di fare la fila al call center, di cui per esperienze negative con altri gestori concorrenti ti fidi come di un panda nella stagione del letargo, richiedi l’attivazione di una Adsl flat utilizzando la form che compare sul sito della società. La linea in questione risulta coperta dalla rete, si procede: immetti tutti i dati richiesti, controlli e invii il tutto. Tutto ok, dice il servizio automatico, ma per conferma riceverai un’email. Ricevo l’email. Bene, ora non resta che attendere fino a tre settimane (per via del passaggio burocratico attraverso Telecom Italia) perché arrivi la letterina con i codici.

Nel frattempo, si accomodi pure nel pratico servizio di monitoraggio dello stato di evasione della pratica. Magari con l’accortezza di attendere un giorno lavorativo perché sia inserita nel database. Due giorni dopo, niente. Quattro giorni dopo, niente. Una settimana dopo, niente. Chiamo il call center: «Non si preoccupi, quel database non è mai aggiornato». Passano tre settimane: niente database e niente lettera. Richiamo. «Scusi, ma quale richiesta?». E viene fuori che la gestione del servizio di iscrizione via Internet è in carico a una società terza, che evidentemente si è persa per strada i dati. E quindi? «Tocca ricominciare da capo, mi dia i suoi dati». Altre tre settimane? «Provi a chiamare tra una-settimana-dieci-giorni, che magari siamo fortunati e possiamo anticiparle le chiavi di accesso al telefono». Ma la società terza? «Che ci vuole fare…».

Passa una settimana. Le chiavi di accesso? «Acc, qui mi dà un errore, non capisco. Di solito è quando la linea non è coperta dalla nostra Adsl, lei ha controllato che il suo numero fosse raggiunto dal servizio?». Certo, un mese fa. Controlli anche lei. «Sì, è coperto». E quindi? «Mah, non so, aspettiamo ancora qualche giorno e vediamo se si risolve». Aspettiamo ancora qualche giorno e vediamo se si risolve. «No, in effetti la pratica è in errore». E dunque? «I dati corrispondono e la linea è coperta, ma a volte ci si bloccano, non sappiamo perché. L’unica possibilità è ricominciare da capo». Un’altra volta? «Un’altra volta». È la terza, funzionerà? «Speriamo». Riprovo tra una-settimana-dieci-giorni? «Riprovi tra una-settimana-dieci-giorni».

Che, come al solito, chi se ne importa del caso specifico e della società specifica, non è questo il punto. Capita, sfortuna, sprechi solo energie a prenderla sul personale. È che ne senti ogni giorno di casi specifici, per un errore, un imprevisto o un accidente, tanto che ti chiedi quale sia la normalità e se esista. La verità è che, considerando anche solo la mia storia recente di cliente, io un’idea me la sono fatta su come vanno queste cose: non conti nulla. Conti solo finché decidi di abbonarti e poi quando devi pagare: sei solo un’arancia da spremere, in realtà ti detestano, altrimenti non si spiegherebbe. Ma questo i loro spot non lo dicono.

Gennaio 7 2006

– Buongiorno signora XY, sono Sergio Maistrello. Si ricorda di me?
– Buongiorno. Il nome non mi è nuovo, in effetti. Può aiutarmi a ricordare?
– Ci siamo sentiti diverse volte l’anno scorso per sistemare un problema piuttosto complicato nella fatturazione delle connessioni Adsl…
– Ah sì, certo, ricordo. Mi faccia rivedere la sua scheda. Avevamo sistemato tutto, vero?
– Sì sì, avevamo sistemato tutto. Infatti la chiamavo per augurarle buon anno, prima di tutto.
– Oh, ma è molto gentile. Buon anno anche a lei!
– Grazie. Poi però c’è un altro problema.
– Non mi dica…
– Purtroppo sì. Oggi ho ricevuto il nuovo conto telefonico e c’è un nuovo addebito non giustificato.
– Mi faccia guardare sul computer…
– Sulla bolletta trovo una voce “servizi non fatturati in precedenza”. Mi fanno pagare…
– Oh, ma sono andati a ripescare connessioni del 2004!
– Già. Si riferiscono allo stesso periodo in cui è nato il problema precedente.
– Santo cielo, ma questi hanno contato… Oh, questo vuol dire che devo andarmi a riaprire tutte le posizioni sistemate a suo tempo.
– Mi dispiace, in effetti sono… come dire… stupito anch’io.
– Non si preoccupi, le storno subito la cifra.
– Grazie, signora XY.
– A presto, signor Maistrello.
– Le direi che spero di no, signora XY. Ma che vuole, lei è gentile e io mi sto affezionando. Al prossimo intoppo!
(ridono entrambi allegramente)

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